Si fa presto a dire Cammino di Santiago, ma quale scegliere tra i tanti percorsi previsti? Io ho fatto il Cammino Portoghese (Centrale, da Porto) e ti fornisco tutte le informazioni utili su questo percorso davvero affascinante!

Cosa troverai nell’articolo:
- Cammino Portoghese Centrale da Porto a Santiago: che percorso è, informazioni e curiosità
- Cammino Portoghese Centrale: come organizzarsi
- Quando andare sul Cammino Portoghese Centrale (e quanti giorni considerare)
- Cosa mettere nello zaino per il Cammino Portoghese Centrale
- Come iniziare il Cammino Portoghese Centrale: l’arrivo a Porto
- Come iniziare il Cammino Portoghese Centrale: dove dormire a Porto
- Come iniziare il Cammino Portoghese Centrale: da dove partire
- Come iniziare il Cammino Portoghese Centrale: dove prendere la Credenziale
- Come orientarsi sul Cammino Portoghese Centrale e come scegliere dove mangiare e dormire: le app utili da usare ogni giorno
- Cosa fare a Santiago e come tornare a casa una volta concluso il Cammino Portoghese Centrale
- Altre informazioni utili sul Cammino Portoghese Centrale
Una delle prime cose che si impara quando si inizia a “studiare” il Cammino di Santiago – a proposito, puoi farlo subito con il mio articolo sulle 25 cose da sapere sul Cammino – è che non esiste un unico percorso: ne esistono tanti diversi, che partono da diverse destinazioni e si incontrano tutti di fronte alla Cattedrale che custodisce le spoglie del santo. Sebbene il Cammino Francese sia in assoluto il più conosciuto, frequentato e attrezzato, esistono altri bellissimi Cammini da prendere in considerazione. Non solo sulla base della bellezza e della facilità del percorso, ma anche di altri fattori come il tempo a disposizione, la stagione e la praticità nel raggiungere il punto di partenza.
Se hai scelto o pensi di scegliere il Cammino Portoghese Centrale, hai trovato l’articolo che fa al caso tuo! Qui vorrei darti tutte le informazioni su questo Cammino, che ho percorso personalmente e che ho amato. Parleremo di che tipo di Cammino è, perché sceglierlo, le sue tappe e tutte le sue caratteristiche pratiche e non. Insieme a questo articolo, ti consiglio di leggere anche quello su come organizzare il Cammino di Santiago (le cose da fare prima di partire) per una panoramica più completa.
Cammino Portoghese Centrale da Porto a Santiago: che percorso è, informazioni e curiosità
Il Cammino di Santiago ha avuto origine nel primissimo Medioevo e, naturalmente, ai tempi non c’erano dei percorsi ben precisi e segnalati come oggi: i pellegrini si muovevano verso Santiago spinti dalla fede, a partire da qualsiasi luogo si trovassero. Nel corso dei secoli, i percorsi sono diventati sempre più tracciati e tracciabili, e uno di questi è conosciuto come Cammino Portoghese perché, appunto, attraversa metà Portogallo prima di raggiungere la Galizia.
Ufficialmente, il Cammino Portoghese inizia da Lisbona e finisce a Santiago, passando da città come Santarém, Coimbra, Porto e Pontevedra, per un totale di circa 630 chilometri. A circa 120km da fine percorso, si passa dal Portogallo alla Spagna: il fiume Minho (in porghese, o fiume Miño, in spagnolo) funge da confine naturale tra i due Paesi, tra la città di Valença (l’ultima del Portogallo) e quella di Tui (la prima della Spagna, già in Galizia).
Oggi sono poche le persone che percorrono l’intero Cammino Portoghese, anche perché il tratto da Lisbona a Porto pare presentare diverse tappe di scarso interesse e in un ambiente troppo industrializzato. Moltissime persone percorrono quindi il Cammino Portoghese da Porto, e io ho fatto così: ho percorso il Cammino Portoghese Centrale da Porto a Santiago, per un totale di circa 245 chilometri in 10 tappe. Ancora più persone, però, iniziano questo Cammino da Tui (o da Valença) in 5 o 6 tappe; in questo modo si può fare il Cammino anche in meno di una settimana di viaggio, percorrendo però più di 100km e potendo quindi richiedere la Compostela.
Le tappe del Cammino Portoghese Centrale da Porto
Come capita in tutti i Cammini, anche il Cammino Portoghese Centrale può essere suddiviso in tutte le tappe che si desidera – basta semplicemente trovare un posto dove dormire! Eppure, seppur non si possa parlare di “tappe ufficiali”, convenzionalmente il Cammino Portoghese Centrale da Porto a Santiago è suddiviso in 10 tappe principali, con una media di circa 24 chilometri a tappa.
Le tappe sono:
- Porto – Vilarinho (26,5km)
- Vilarinho – Barcelos (27,3km)
- Barcelos – Ponte de Lima (34,5km)
- Ponte de Lima – Rubiães (17,4km)
- Rubiães – Tui (19,1km)
- Tui – Redondela (33,9km)
- Redondela – Pontevedra (18,3km)
- Pontevedra – Caldas de Reis (23km)
- Caldas de Reis – Padrón (18,5km)
- Padrón – Santiago de Compostela (25,5km)
Naturalmente, queste tappe possono essere spezzate o accorpate a proprio piacimento. Ad esempio, la tappa da Ponte de Lima a Rubiães viene solitamente lasciata così com’è perché, seppur breve, risulta piuttosto impegnativa. La lunga tappa n. 6 viene invece spesso spezzata da Tui a O Porriño (18,7km) e da O Porriño a Redondela (15,2km), ottenendo quindi un totale di 11 giorni di cammino.
Noi abbiamo percorso il Cammino sempre in 10 tappe, ma per diversi motivi abbiamo modificato giusto un paio di tappe. La prima sera abbiamo infatti dormito a Vairão, mentre l’ultima sera abbiamo proseguito qualche chilometro dopo Padrón e dormito a A Escravitude (per camminare meno la mattina dopo fino a Santiago).
Se vuoi approfondire, leggi il mio articolo sul Cammino Portoghese tappa per tappa.
Caminho da Costa, Senda Litoral e Variante Espiritual
Come forse avrai notato, sto parlando del Cammino Portoghese Centrale, cioè quello che va da Porto a Santiago passando per l’entroterra portoghese/spagnolo. Devi però sapere che, tra i diversi Cammini di Santiago ufficiali, esiste un altro percorso che tocca la terra lusitana: il Cammino Portoghese della Costa (Caminho da Costa). Questo parte sempre da Porto e arriva a Santiago, ma si estende lungo la costa portoghese che si affaccia sull’Oceano Atlantico, ricongiungendosi a quello Centrale a Pontevedra, per un totale di circa 280 chilometri (circa 13 tappe). Più precisamente, la partenza “ufficiale” di questo Cammino è Matosinhos, dove comincia il percorso pedonale fuori dalla città di Porto. Tra le località toccate da questo Cammino, si incontrano Vila do Conde, Viana do Castelo, Caminha, A Guarda, Baiona, Vigo; la maggior parte del percorso è appunto sulla costa, ma capitano dei punti in cui si rientra leggermente verso l’entroterra.
Una variante del Caminho da Costa è la Senda Litoral (Sentiero Litoraneo), che parte da Porto fino a Vila do Conde per poi proseguire quasi interamente lungo la costa, principalmente su passerelle di legno a fianco delle spiagge. Questi due Cammini sono diversi e ben distinti, ma spesso vengono confusi e percorsi in alternanza senza quasi neanche rendersene conto. Il Caminho da Costa è un percorso ufficiale, indicato dai segni ufficiali del Cammino di Santiago (conchiglie e frecce gialle), mentre la Senda Litoral è un percorso “ufficioso” e quindi poco segnalato; per questo a volte ci si confonde.
Chi ha fatto il Caminho da Costa o la Senda Litoral è concorde nel dire che si tratta di un Cammino meraviglioso, in quanto quasi costantemente affacciato su spiagge, oceano e panorami spettacolari. È un Cammino piuttosto servito e frequentato, perfetto per chi ama l’immersione nella natura tipica costiera. Può essere però non ideale nelle stagioni più fresche, in quanto costantemente esposto (quindi, più faticoso da percorrere in caso di pioggia o forte vento).
Tra le “eccezioni” del Cammino Portoghese abbiamo infine la Variante Espiritual, che è appunto una variante, una deviazione nella regione galiziana che offre un percorso più mistico e più legato alle origini spirituali del Cammino. Per percorrere la Variante Espiritual, si lascia temporaneamente il Cammino Portoghese a Pontevedra e lo si ritrova a Padrón, circa 25km prima di Santiago. La Variante è lunga 75 chilometri e si può quindi completare in 3-4 giorni, passando da località come Combarro, Armenteira e Vilanova de Arousa. Come opzione, si può anche fare la Travesía Náutica, ovvero un tratto in barca sul fiume Ulla per rievocare il percorso del corpo dell’Apostolo Giacomo. Inoltre, da Vilanova de Arousa si possono percorrere circa 27 chilometri in barca per raggiungere Padrón.
La Variante Espiritual la sceglie chi ha qualche giorno in più e vuole immergersi in un contesto più spirituale e simbolico, con una forte componente storica e naturalistica (e decisamente meno persone in giro).
Tutti i numeri del Cammino Portoghese
Online si trovano facilmente statistiche riguardanti i diversi Cammini di Santiago; qui ti riassumerò quelle relative al Cammino di cui parla questo articolo, ovvero il Cammino Portoghese. Le statistiche sono interessanti, in quanto pongono questo percorso al secondo posto tra tutti i Cammini di Santiago in termini di affluenza.
In generale, ovvero parlando di tutto il complesso “Cammino di Santiago”, nel 2024 sono stati registrati poco più di 499.000 pellegrini, un aumento del 12% rispetto all’anno precedente. Se il 47% di questi pellegrini ha percorso il più famoso Cammino Francese, il Cammino Portoghese Centrale è stato percorso dal 19%. Al terzo posto nella classifica di affluenza si trova il Cammino Portoghese della Costa, col 15%. Quindi, in totale, il Cammino Portoghese in generale copre il 34% del flusso globale (un terzo di tutta la rete dei Cammini di Santiago).
Queste percentuali si traducono in poco più di 95.000 pellegrini sul Cammino Portoghese Centrale nel 2024, con un aumento del 7,6% rispetto al 2023. Poco meno di 75.000 pellegrini hanno invece percorso il Cammino della Costa, con un aumento del 42% rispetto all’anno prima. Il trend, quindi, è piuttosto chiaro: il Caminho da Costa diventerà sempre più frequentato in futuro. A giugno 2025 ha già quasi raggiunto le cifre del Cammino Portoghese Centrale (12.200 e 12.800 pellegrini rispettivamente).
Come ti dicevo più sopra, il Cammino Portoghese è principalmente percorso nei suoi ultimi circa 100 chilometri. Infatti, nel 2024, circa il 39% dei pellegrini è partito da Tui, il 18% da Valença. Chi parte da Porto ha rappresentato il 29%, mentre la restante percentuale parte da Lisbona o da altre tappe intermedie.
Infine, qualche dato demografico (sempre relativo al 2024). Le principali nazionalità che percorrono il Cammino Portoghese sono Spagna e Portogallo, seguite da USA e Germania. L’età prevalente è quella nella fascia 46-65 anni; circa il 54% dei pellegrini sono donne. La stragrande maggioranza (93%) ha percorso il Cammino a piedi, circa il 5% in bicicletta.
Cammino Portoghese Centrale: perché sceglierlo
Secondo me, il Cammino Portoghese Centrale vale la pena di essere percorso perché ha davvero tanti lati positivi. Essendo il secondo Cammino di Santiago più popolare, è di sicuro piuttosto frequentato, quindi non si avrà mai il rischio di essere completamente soli per ore e ore, e di non poter chiedere aiuto in caso di bisogno. Allo stesso tempo, però, è sicuramente meno affollato rispetto al Cammino Francese, per cui si può vivere questa esperienza con più tranquillità e ci saranno interi chilometri di silenzio assoluto. Questo vale a maggior ragione in bassa stagione e nel tratto da Porto a Tui (da Tui in poi la cosa si fa decisamente più incasinata, specialmente in estate, ma è comunque più che vivibile). In questo Cammino ho quindi trovato un buon compromesso tra senso di comunità – tanti pellegrini sconosciuti che percorrono il tuo stesso sentiero – e senso di introspezione – lunghi tragitti in solitudine per stare con se stessi.
Il Cammino Portoghese Centrale è bello anche perché offre una ricchissima varietà di elementi e paesaggi: antichi ponti romani, sentieri ombreggiati da eucalipti, città piene di storia, strade di campagna immerse nel nulla, piccoli borghi fatti di pietra, boschi verdissimi, giardini di calle, chiesette solitarie… Decisamente il paesaggio non annoia mai, neanche quando è nuvoloso o piove. È anche bella la possibilità di attraversare non uno ma due Paesi: Portogallo e Spagna hanno diversi elementi in comune, ma ognuno mantiene la propria identità ed è interessante immergersi in entrambe. Per non parlare dell’emozione di varcare un confine a piedi!
Infine, consiglio di scegliere il Cammino Portoghese Centrale per chi ha diverse esigenze di tempo:
- se hai solo una settimana (o meno), puoi partire da Tui e percorrere comunque i 100 chilometri che ti servono per ottenere la Compostela. Si può anche partire da Valença: sono solo pochissimi chilometri in più, con la possibilità di oltrepassare il confine a piedi sul ponte che attraversa il fiume Minho.
- se hai più tempo e ti stuzzica l’idea di camminare qualche giorno in più, ma non l’hai mai fatto prima o comunque non vuoi esagerare, 10/11 giorni di cammino con una media di 22-24 chilometri al giorno sono assolutamente perfetti per una prima esperienza “corposa”. La partenza da Porto è in questo caso altamente consigliata (oltre che molto comoda a livello logistico).
Cammino Portoghese Centrale: come organizzarsi
Se hai letto i miei precedenti articoli sul Cammino di Santiago, hai già un’idea piuttosto concreta su come organizzarsi per vivere questa esperienza al massimo della sua meraviglia. Puoi leggere anche il mio articolo su quanto costa il Cammino di Santiago, che di sicuro ti aiuta a perfezionare le tue scelte in fase di pianificazione. Qui di seguito ti propongo una piccola guida – non esaustiva, ma sicuramente utile – per organizzare nello specifico la tua esperienza sul Cammino Portoghese Centrale.
Quando andare sul Cammino Portoghese Centrale (e quanti giorni considerare)
Il Cammino Portoghese Centrale può essere percorso tutti i mesi dell’anno, ma l’esperienza varierà ovviamente di molto in base alla stagione, al clima e all’affollamento.
In primavera (aprile, maggio, prima metà di giugno), il clima è di solito mite: piove un po’, questo è sicuro, ma camminare con la pioggia è comunque parte dell’esperienza! Il verde è lussureggiante e le fioriture ti sorprenderanno ovunque; le giornate si allungano e le temperature difficilmente superano i 25°C, facilitando quindi la camminata. Anche l’affollamento è mediamente più basso rispetto all’estate, a parte i canonici periodi di vacanza come la Pasqua.
In estate, dalla seconda metà di giugno a fine agosto, le temperature si alzano fino a toccare anche i 35°C. I sentieri diventano anche belli affollati, specialmente da Tui in poi, mettendo in difficoltà chi desidera un’esperienza più solitaria (e causando un abbassamento di disponibilità negli ostelli). Il caldo rende più difficile la camminata e più facile la probabilità di incorrere in dolori muscolari causati dalla disidratazione. I vantaggi del periodo estivo – oltre al fatto che, spesso, si è semplicemente obbligati a partire in questo periodo – sono la massima disponibilità di servizi, la scarsa probabilità di pioggia e le giornate molto lunghe.
Il primo autunno (settembre-ottobre) torna a essere un periodo ottimale: le temperature si abbassano, torna il fresco, l’affollamento c’è ancora ma è decisamente più gestibile rispetto all’estate. Anche i colori della natura si fanno interessanti man mano che ci si inoltra nell’autunno. Tra gli svantaggi, si annoverano le giornate sempre più corte e la sempre più alta probabilità di pioggia.
Quando si parla di Cammino di Santiago, il concetto di inverno può essere piuttosto lungo: da novembre a marzo. Questo periodo ha il vantaggio di garantire un affollamento davvero minimo: pochissime persone sui sentieri, opportunità massima di solitudine, auto-consapevolezza e introspezione. Purtroppo, a questa bassa partecipazione corrisponde spesso il fatto che molti alloggi per pellegrini chiudano (proprio per mancanza di domanda) e che i servizi siano generalmente inferiori in numero e qualità rispetto ai mesi più caldi. Chiaramente, infine, c’è anche la questione meteo e clima: pioggia, vento e meteo incerto, soprattutto man mano che ci si avvicina in Galizia, con la necessità di avere con sé un abbigliamento termico adeguato.
Insomma: se ti è possibile, scegli di percorrere il Cammino Portoghese Centrale nelle “mezze stagioni”, ovvero da aprile a inizio giugno o da settembre a ottobre. Io l’ho percorso nell’ultima parte di aprile: abbiamo preso alcuni giorni di pioggia, vento e grandine ma, come dicevo prima, non cambierei quest’esperienza per nulla al mondo! Abbiamo ovviamente avuto anche bellissimi e caldissimi giorni di sole, e ho trovato un affollamento “medio”, quindi ideale.
Qualsiasi stagione tu scelga, ovviamente devi considerare il numero giusto di giorni! Questo dipende principalmente dal punto di partenza: 25-30 giorni se parti da Lisbona, 17-20 giorni se parti da Coimbra, 10-12 giorni se parti da Porto, 5-7 giorni se parti da Valença o Tui. Io sono partita da Porto e ho calcolato 10 tappe fino a Santiago, quindi 10 giorni pieni di Cammino. Te ne servirà sempre uno per arrivare in meta, più (possibilmente) un altro per dare uno sguardo a Santiago di Compostela che merita di essere visitata. Quindi, aggiungi sempre 2 giorni al numero di tappe effettive che pensi di voler fare camminando.
Cosa mettere nello zaino per il Cammino Portoghese Centrale
Come regola generale, il tuo zaino per il Cammino di Santiago dovrebbe pesare non più del 10% (meglio se il 7-8%) del tuo peso corporeo, considerando anche il peso dello zaino stesso e di acqua/snack che porterai lungo il Cammino.
È consigliabile scegliere pochi indumenti (2-3 magliette, 2-3 pantaloni, 1 pile leggero o felpa, 1 giacca leggera impermeabile e antivento), possibilmente in tessuti traspiranti, tecnici, leggeri, che non richiedono opzioni di lavaggio particolari e che si asciugano facilmente. Giusto 2-3 cambi di intimo, 2-3 paia di calze da trekking (fondamentali!), e il tuo abbigliamento è completo. Per i momenti in ostello, considera 1 paio di ciabatte in plastica, un sacco a pelo o sacco lenzuolo, un beauty case ridotto all’essenziale (sapone multiuso molto utile!) e ciò che ti serve per caricare i tuoi dispositivi elettronici.
Per quando cammini, sono utili crema solare, camel bag, cappellino, occhiali da sole, burro di cacao, salviette multiuso, qualche snack come frutta secca o cioccolata, un poncho (e un coprizaino) in caso di pioggia. Completano lo zaino un piccolo kit “pronto soccorso” e medicinali, eventuali bastoncini da trekking e, ovviamente, le scarpe che sono la cosa più importante di tutte; sceglile da trail running, utilizzale già prima di partire per il Cammino e, se possibile, fatti consigliare da un esperto.
Se parti in autunno-inverno, scegli una giacca antivento/antipioggia leggermente più pesante. Aggiungi poi degli indumenti termici, un berretto o fascia per le orecchie, e dei guanti leggeri. Se invece parti in estate, i tuoi migliori amici possono essere un bel cappello a tesa larga (che copra anche il collo dal sole), un repellente per zanzare, uno spray rinfrescante e un cambio di calze o maglietta in più, se pensi di sudare molto lungo il Cammino.
Queste ritengo siano linee guida molto generali, ma non sono andata nello specifico per un motivo ben preciso: ho già scritto un articolo interamente dedicato a come fare lo zaino per il Cammino di Santiago! Dentro ci troverai tutti i dettagli su quale zaino scegliere e su come riempirlo, le cose essenziali e facoltative, e anche una checklist per assicurarti di avere con te tutto ciò che ti serve.
Come iniziare il Cammino Portoghese Centrale: l’arrivo a Porto
Iniziare il Cammino Portoghese Centrale da Porto è stata secondo me un’ottima idea perché ci ha dato la possibilità di “assaggiare” il Cammino per 10 giorni: né troppo, né troppo poco. Porto è anche una bellissima città, per cui puoi arrivare anche qualche giorno prima per visitarla con calma, se vuoi. Di sicuro, arriverei comunque il giorno prima dell’inizio ufficiale del tuo Cammino, così da acclimatarti e poter partire la mattina dopo senza affanno.
Arrivare a Porto dall’Italia è molto semplice, in quanto ci sono voli diretti da molte città italiane con compagnie come Ryanair, EasyJet e TAP. I costi possono variare molto in base al periodo dell’anno e quanto prima si acquistano i voli, ma si possono trovare biglietti anche a poche decine di euro. Ricorda di controllare bene le misure del tuo zaino e acquistare il bagaglio di conseguenza (solitamente, uno zaino da 40L è considerato bagaglio a mano da cappelliera, mentre dai 50L in su diventa bagaglio da stiva). Controlla anche le politiche di trasporto dei bastoncini da trekking, perché non sempre sono accettati nel bagaglio a mano.
L’aeroporto OPO Francisco Sá Carneiro è ben collegato con il centro città: basta prendere la linea E (viola) della metropolitana, che porta al centro città in 30-40 minuti. Le fermate del centro solitamente più gettonate sono Trindade, Bolhão, Aliados.
Se trovi voli troppo costosi per Porto, o se comunque ti trovi già in Portogallo per altri motivi, sappi che puoi arrivare a Porto in treno da città come Lisbona o Coimbra. La principale stazione ferroviaria di Porto si chiama Porto Campanhã, da cui puoi spostarti in metropolitana verso la tua destinazione desiderata. I treni sono comodissimi e piuttosto frequenti.
Come iniziare il Cammino Portoghese Centrale: dove dormire a Porto
In quanto città d’arte turistica, Porto mette a disposizione una quantità pressoché infinita di alloggi tra cui scegliere. Si passa dagli ostelli più spartani alle soluzioni di lusso, dagli alloggi in periferia a quelli più centrali. La scelta dipende ovviamente da te, dalle tue preferenze e le tue necessità di budget.
Per entrare sin da subito nello spirito del pellegrinaggio, potresti optare per soluzioni basiche, adatte alla tipologia di esperienza che stai per affrontare. A Porto si trova un ostello dedicato proprio ai pellegrini: si chiama Albergue de Peregrinos Porto e si trova in Rua do Barão de Forrester 954. È l’inizio più “ufficiale” che tu possa dare al Cammino e lo puoi pagare a donativo; fai solo attenzione, perché potrebbe essere chiuso in bassa stagione.
Altrimenti, per restare sempre in tema Cammino, puoi scegliere di alloggiare in un ostello. Ce ne sono moltissimi! Alcuni nomi che ti segnalo (anche se non ne ho fatto esperienza diretta), sono Hostel One Ribeira, The Passenger Hostel e Gallery Hostel. Sono centrali, mediamente economici, e dalle recensioni appaiono come posti puliti e dall’ambiente giovane. Noi abbiamo dormito all’ostello Porto Automatic (Rua do Bonjardim 144): una soluzione basica e spartana ma perfetta, sia per facilità di check-in che per posizione a meno di 10 minuti a piedi dalla Cattedrale.
Come iniziare il Cammino Portoghese Centrale: da dove partire
La posizione dell’alloggio è una discriminante importante. È vero che, da qualunque posto ti trovi a Porto, nel giro di poco tempo riuscirai a camminare verso il tragitto ufficiale del Cammino e proseguire da lì (usando le app apposite ti orienti senza problemi, te ne parlo tra poco!). È anche vero, però, che se vuoi fare le cose “per bene” dovresti partire dalla Cattedrale (Sé) di Porto: è qui che si trova il primo cippo contachilometri di questo Cammino. In questo caso, ti consiglio un alloggio nelle sue vicinanze così da poter dare inizio al Cammino ufficiale in modo facile e rapido: ti svegli, vai alla Sé, scatti una bella foto di “inizio ufficiale” con la facciata della Cattedrale alle spalle, e parti!
Se invece dormi lontano dalla Cattedrale e sei già più spostato verso nord (ad esempio, hai dormito all’Albergue de Peregrinos Porto), non succede nulla se parti da un punto diverso dalla Sé! Addirittura, ci sono persone che saltano il primo tratto prendendo la metropolitana o un autobus, perché la prima parte per uscire dalla città di Porto, attraversando prima la periferia e poi una zona un po’ industriale, non è effettivamente il massimo (farla poi sotto la pioggia come è successo a noi… una meraviglia proprio!). Puoi pensare, ad esempio, di prendere un treno/autobus fino a Senhora da Hora (risparmiando 5,8km), Araújo (risparmiando 9,4km) o Custió (risparmiando 10km); da qua in poi, il Cammino inizia a svilupparsi in aree meno antropizzate.
Come iniziare il Cammino Portoghese Centrale: dove prendere la Credenziale
La Credenziale è forse il documento più importante per tutti i pellegrini che camminano verso Santiago. Si tratta di un “passaporto” sul quale potrai apporre dei timbri lungo il tragitto, da trovare presso alloggi, ristoranti, bar o chiese. Questi timbri attesteranno la lunghezza e l’avvenuta compiutezza del tuo Cammino, permettendoti di richiedere la Compostela una volta giunto a Santiago. La Credenziale ti permette anche di essere riconosciuto come pellegrino e, quindi, di poter dormire e mangiare negli alloggi/ristoranti dedicati ai pellegrini.
Come ti spiegavo in un altro mio articolo, puoi richiedere la Credenziale anche da casa, prima di partire (in Italia se ne occupa la Confraternita di San Jacopo di Compostella a Perugia, e qui trovi il modulo di richiesta online). Ma puoi anche acquistarla direttamente a Porto.
La Sé di Porto ha infatti un ufficio preposto a questa funzione, proprio vicino all’ingresso della cattedrale. L’unico eventuale problema è che questo ufficio segue gli orari della cattedrale, quindi dalle 09.00 alle 17.00. Se il giorno prima del Cammino arrivi dopo le 17.00 non riuscirai quindi a ritirarla, e la mattina dopo sarai costretto a partire dopo le 09.00 (opzione non sempre consigliabile, specialmente in estate).
Come alternativa, puoi acquistare la Credenziale negli albergues per i pellegrini, come ad esempio l’Albergue de Peregrinos Porto di cui ti parlavo poco fa. È un’ottima soluzione, in quanto ovviamente l’ufficio dell’ostello apre un po’ prima la mattina e, inoltre, l’ostello si trova proprio sulla via che corrisponde al Cammino. Noi abbiamo fatto così: ci siamo svegliati, abbiamo camminato meno di 10 minuti fino alla Sé, abbiamo scattato le foto di rito e poi siamo partiti sul Cammino ufficiale, seguendo app e frecce. Dopo circa una mezz’ora sul Cammino siamo passati davanti all’Albergue e ci siamo fermati ad acquistare la Credenziale (e anche la Vieria), ovviamente facendo subito il primo timbro.
Come orientarsi sul Cammino Portoghese Centrale e come scegliere dove mangiare e dormire: le app utili da usare ogni giorno
Partiamo da un presupposto: orientarsi sul Cammino Portoghese Centrale è davvero una delle cose più facili al mondo. Come forse già sai, uno dei simboli ufficiali del Cammino è la freccia gialla, che serve appunto a indicare la via del pellegrino in ogni momento. In passato e probabilmente anche oggi, è stato fatto un lavoro pazzesco a livello di indicazioni: troverai le frecce ovunque! Su piastrelle incastonate nei muri, sui cippi contachilometri, per terra, o anche semplicemente disegnata al volo con della vernice gialla sui pali della luce o sulle pensiline dell’autobus. Se non impossibile, perdersi sul Cammino Portoghese Centrale è molto, molto, molto difficile – tranne che per quella signora olandese che abbiamo incontrato a Vairão e che per sbaglio camminava al contrario, ma questa è un’altra storia.
Quindi, la questione sul come orientarsi è molto semplice: parti dalla Cattedrale di Porto, segui la prima freccia e… arriva fino a Santiago!
Però, possono esserci alcune eccezioni, ad esempio: proprio nel tratto iniziale, quindi quando ci si trova proprio nel centro di Porto, le indicazioni potrebbero essere un po’ più difficili da trovare. Inoltre, può capitare che ci si debba scostare un po’ dal Cammino tracciato, ad esempio per trovare un posto dove mangiare/dormire, o per fare piccole deviazioni che portino a chiese o altri piccoli punti d’interesse.
In questo caso, come si ritorna sul Cammino segnalato dalle frecce? Qui entra in gioco la tecnologia e vengono in aiuto delle app fantastiche, a cui sono molto grata perché ci hanno salvato in più di un’occasione.
Le app in questione sono 1. BuenCamino, 2. Camino Ninja, 3. Gronze e 4.Wise Pilgrims All Caminos. Io mi sono sempre affidata alle prime due, ma le funzionalità offerte sono molto simili per tutte e quattro, quindi risultano abbastanza intercambiabili (e complementari). Sono tutte disponibili sia su Apple Store che su Google Play Store.
Le app servono per moltissime cose, tra cui:
- vedere il percorso da compiere in ogni momento, così da poter tornare sul Cammino anche quando ci si discosta o ci si perde;
- capire la distanza da percorrere ogni giorno in base a dove ci si vuole fermare a dormire (anche in tempo reale, se si attiva il GPS);
- capire la distanza tra i vari punti intermedi di una tappa, con indicazioni su cosa si trova nei vari paesi che si incontrano (bar, ristoranti, supermercati, farmacie, ostelli, sportelli bancomat, servizi postali, fermate di treni o autobus…)
- vedere l’altitudine dei vari punti lungo il percorso, per capire qual è il dislivello medio che ci aspetta nella tappa;
- trovare tutte le informazioni sugli ostelli o albergue de peregrinos o altri alloggi lungo il percorso, con indicazioni dei contatti (e la possibilità di contattarli direttamente su Whatsapp o passare alla prenotazione su Booking.com), tipologia di stanze e numero di letti per stanza, prezzi, valutazione degli ex ospiti e servizi offerti (cucina, lenzuola/asciugamani, lavatrice/asciugatrice, lavaggio a mano, wi-fi, accesso ad animali domestici, posto bici…).
Devo dire che con queste app ci siamo trovati veramente bene. Noi usavamo BuenCamino e CaminoNinja in modo complementare. Con CaminoNinja usavamo principalmente la mappa per orientarci sul percorso e per capire quali fossero le tappe intermedie dove poterci fermare per un caffè è il pranzo, mentre da BuenCamino trovavamo gli alloggi, li selezionavamo e usavamo l’app direttamente per contattarli (telefono, Whatsapp o Booking.com). Con entrambe controllavamo altitudine e dislivelli; inoltre, BuenCamino offre anche altri servizi che non abbiamo usato, come la descrizione approfondita delle tappe o il servizio di trasporto zaini. Infine, integravamo le informazioni dalle app con l’eventuale uso di Google Maps, principalmente per trovare ristoranti o caffetterie che sulle app non erano segnalate, oppure per orientarci una volta usciti dal percorso del Cammino (per mangiare o dormire).
A proposito di mangiare o dormire! Avrai ormai capito che, con queste app, troverai tutte le soluzioni possibili in modo molto facile e rapido. Basta prenderci dimestichezza un attimo, è tutto davvero molto intuitivo! Per scegliere dove dormire, le app ti forniscono tutte le informazioni necessarie, quindi potrai scegliere di volta in volta in base alle tue esigenze. Ad esempio, a volte noi sceglievamo di dormire in una camera tripla privata piuttosto che in una camerata, perché tanto il prezzo aumentava di molto poco; oppure, sceglievamo gli ostelli sulla base di quanto bisogno avessimo della lavatrice. Come approfondisco nell’articolo su dove dormire sul Cammino di Santiago (Portoghese), potrai sempre decidere se prenotare prima o presentarti direttamente all’alloggio (con qualche eccezione… leggi l’articolo per prepararti al meglio!).
Per quanto riguarda il cibo, la questione è ancora più facile: ogni singolo paesino intermedio alla tua tappa avrà un ristorante o, almeno, una caffetteria o panetteria. Ci sono però dei tratti molto lunghi di bosco in cui non troverai niente, quindi meglio organizzarsi per tempo; per il resto, tramite le app e Google Maps troverai sempre qualcosa sul Cammino o nelle immediate vicinanze. Anche in questo caso, ti consiglio di approfondire leggendo il mio articolo su cosa e dove mangiare sul Cammino di Santiago (Portoghese), con suggerimenti generici e anche specifici su cosa e dove mangiare.
Cosa fare a Santiago e come tornare a casa una volta concluso il Cammino Portoghese Centrale
Che emozione l’arrivo a Santiago, ogni volta che ci penso! Ricordo esattamente quel momento, gli scalini che mi hanno portato alla Praza do Obradoiro e la prima volta che ho visto i campanili della Cattedrale! E gli abbracci, il sole, i sorrisi, la sensazione di gioia pura. Ti auguro di poter fare quest’esperienza e vivere queste emozioni quanto prima!
Una volta sopita l’adrenalina dell’arrivo… a Santiago de Compostela ci sono alcune cose da fare! Ovviamente non sono fondamentali, ma fanno parte dell’esperienza da pellegrino e, se vuoi, puoi prenderne parte anche tu. In particolare, le “cose da fare” sono:
- andare all’Oficina del Peregrino per farsi fare il timbro finale sulla Credenziale, ritirare la Compostela e, volendo, anche il Certificato di Distanza;
- assistere alla Messa del Pellegrino, che si tiene ogni giorno in Cattedrale alle 12.00 e alle 19.30 (se sei fortunato, vedrai anche il botafumeiro in azione!);
- visitare la tomba dell’Apostolo Giacomo, all’interno della Cattedrale (in fondo, non siamo arrivati tutti qua per lui?);
- assistere alla messa/chiacchierata in italiano tenuta da Don Fabio nella Iglesia de Santa Maria del Camino (ogni giorno alle 16.30);
- dedicare almeno una giornata alla visita di Santiago de Compostela, una città di per sé veramente stupenda e ricca di cose belle da vedere.
Se vuoi approfondire tutti questi temi, leggi il mio articolo su cosa vedere a Santiago de Compostela!
E poi, arriva infine il momento di tornare a casa… e ci sono diverse opzioni per farlo. La cosa più semplice è sicuramente rientrare in aereo partendo dall’aeroporto di Santiago (SCQ), da cui partono voli sia diretti che con scalo per diverse città italiane. Se da Santiago non si dovesse trovare un’opzione comoda, si può partire anche dall’aeroporto di La Coruña (LCG), oppure tornare a Porto e prendere un aereo da lì (un’opzione che potrebbe farti risparmiare qualche soldo, comprando il biglietto andata/ritorno per la stessa destinazione). In entrambi i casi, recati alla stazione di Santiago de Compostela, a circa 15 minuti a piedi dal centro. Lì trovi sia la stazione ferroviaria (Estación de Tren) che quella degli autobus (Estación de Autobuses): per La Coruña e per Porto partono sia treni che autobus/pullman praticamente ogni giorno e a diversi orari. Per trovarli, io mi trovo bene con Omio (c’è anche una comodissima app).
ATTENZIONE! Prima di tornare a casa, molte persone si dedicano alla visita di Finisterre e Muxia, i luoghi sull’oceano fino a cui il Cammino prosegue sin dall’antichità. Puoi fare una gita in uno o due giorni, muovendoti in autobus o noleggiando un’auto. Se hai qualche giorno in più… beh, perché non partire per un altro Cammino? Il Camiño a Fisterra-Muxia vale la pena, te lo posso assicurare! Se la cosa ti stuzzica, leggi il mio articolo sul Cammino a Finisterre e Muxia per farti un’idea. 🙂
Altre informazioni utili sul Cammino Portoghese Centrale
In questa ultima sezione dedicata al Cammino Portoghese Centrale, voglio fornirti qualche altra informazione random che, magari, può esserti utile nel corso di questa indimenticabile esperienza.
Spedire lo zaino sul Cammino Portoghese Centrale
Lo zaino fa senza dubbio parte del Cammino, è il tuo principale compagno di viaggio e dentro ci sta tutto ciò di cui hai bisogno. Purtroppo, è anche un carico che ci dobbiamo portare sulle spalle e, a volte, questo può fare una grande differenza nella buona riuscita del Cammino. Noi, per esempio, per diversi giorni non abbiamo potuto trasportare carichi perché avevamo dei problemi fisici (io al ginocchio, Walter uno strappo alla coscia) e, se avessimo proseguito con lo zaino, forse il nostro Cammino sarebbe finito ben prima. Noi abbiamo scelto: meglio arrivare a Santiago, anche se senza zaino per qualche giorno!
Quindi, se ti capitano dei problemi fisici (come vesciche o altri dolori… leggi il mio articolo per capire come prevenirli e curarli) o se semplicemente non te la senti di portare il carico, sappi che sul Cammino Portoghese Centrale (come su tutti i Cammini) esiste la possibilità di spedire gli zaini fino alla tappa successiva.
Ci sono tantissimi servizi che lo fanno. Io ti posso dare il nome di alcuni che non ho mai utilizzato ma che sembrano essere affidabili: Tuitrans, Correos Paq Mochila, Caminofácil, Pilbeo… Noi ci siamo trovati molto, molto bene con Top Santiago, che offre questo servizio proprio sulla tratta del Cammino Portoghese (da Lisbona a Santiago). Con Top Santiago – ma immagino che la procedura sia molto simile per tutti i servizi –, è tutto molto semplice:
- fai la richiesta di spedizione ed effettui il pagamento;
- la mattina, prima di partire, lasci lo zaino alla reception dell’alloggio dove hai dormito;
- il pomeriggio, quando arrivi all’alloggio dove dormirai quella sera, troverai il tuo zaino ad aspettarti.
Ci sono alcune regole, però. Prima di tutto, dovrai andare sul sito di Top Santiago e inserire la data, il numero di bagagli da consegnare, il nome e indirizzo dell’alloggio in cui ritirare lo zaino, il nome e indirizzo dell’alloggio a cui spedire lo zaino. Ti verrà poi chiesto di effettuare il pagamento seguendo un link specifico (da pagare quindi con carta online). Tutto ciò deve essere fatto entro le 20.00 del giorno prima del giorno di ritiro. La mattina dopo, lo zaino deve essere lasciato in reception pronto per il ritiro entro le 08.00 del mattino. Inoltre, allo zaino bisogna applicare un’etichetta con il tuo nome/cognome e, per sicurezza, il nome dell’alloggio a cui consegnarlo. Trovi le etichette in tutti gli ostelli (magari, prenditene un paio di scorta in caso non ne trovassi nei prossimi).
Con Top Santiago, la cosa per noi è stata ancora più facile perché, visto che la consegna è avvenuta per più mattine consecutive, ormai ci sentivamo su Whatsapp: gli davo il nome del nuovo alloggio, loro mi mandavano il link per pagare, e tutto si faceva in un attimo. Il servizio con Top Santiago costa 7€ a zaino a tratta (ma la tariffa raddoppia se la distanza della tappa è superiore ai 30km). In generale, le tariffe dei diversi servizi di spedizione zaino si attestano intorno ai 5-8€ a tappa.
Muoversi coi mezzi sul Cammino Portoghese Centrale
A volte, per via di problemi fisici un po’ più “gravi” o semplicemente perché il corpo richiede una pausa, potrebbe capitarti di aver bisogno di un trasporto per raggiungere la prossima tappa. Non sarà magari da “pellegrini veri”, ma non importa: l’importante è preservare la propria salute!
Sul Cammino Portoghese Centrale, hai diversi modi per spostarti da una tappa all’altra senza camminare:
- taxi locali. Puoi prenderli da qualsiasi tappa, perché se li chiami e gli dici dove sei loro vengono a prenderti ovunque; magari, fatti trovare almeno in una zona abitata, possibilmente in un bar o ristorante per cui tu possa indicare un indirizzo di ritiro in modo più semplice. Su Internet trovi il numero dei taxi locali in un attimo, in base alla zona in cui ti trovi; altrimenti, procuratelo alla reception dell’ostello in cui hai dormito (i volontari dell’ostello sapranno aiutarti in questo al 100%) o al bar/ristorante in questione. Oppure, alcuni servizi di trasporto zaini fanno anche servizio taxi (come Caminofácil) e, infine, puoi anche usare app come Uber o Bolt. I costi ovviamente non sono bassissimi, trattandosi di un servizio taxi. In generale, diciamo che puoi calcolare un costo tra i 10 e i 30€ a tratta, in base alla lunghezza della tratta stessa.
- autobus regionali. È sicuramente l’opzione più economica per spostarsi sul Cammino Portoghese coi mezzi. In Portogallo, ci sono compagnie come Rede Expressos e Rodonorte, mentre in Spagna (da Tui in poi) è sicuramente Monbus la compagnia più diffusa. Aiutati con Google Maps per capire dove sono le fermate oppure, come sempre, chiedi aiuto a ostelli o caffetterie. Sempre meglio prendere un bus da una tappa medio-grande che in un villaggio di pochi abitanti, dove è difficile che ci siano fermate dell’autobus (o che l’autobus passi con frequenza).
- treno. Il treno è senza dubbio un’opzione affidabile e veloce, con prezzi di solito contenuti. Il lato negativo è che, ovviamente, è possibile prenderlo solo nelle città con la stazione ferroviaria. Se ti trovi ancora in Portogallo, utilizza la compagnia CP (Comboios de Portugal) per tratte che vanno da Porto a Barcelos, a Ponte de Lima e a Valença. Se sei già in Galizia, affidati a Renfe per treni con stop a Tui, Pontevedra e Santiago.
Fare le lavatrici sul Cammino Portoghese Centrale
Considerando il fatto che lo zaino deve essere leggero e che i cambi di vestiti e indumenti intimi sono ridotti all’osso, ti capiterà sicuramente di dover lavare i panni lungo il Cammino. Nella stragrande maggioranza degli ostelli lungo il Cammino Portoghese troverai un lavabo dove poter effettuare il lavaggio a mano, e anche dei fili all’aperto dove poter stendere.
Ci sono delle volte, però, in cui una lavatrice si renderà necessaria. Sia perché hai più roba da lavare (ad esempio, il sacco lenzuolo), sia perché magari è brutto tempo e hai paura che le cose non si asciughino entro la mattina dopo, per cui ti servirà anche un’asciugatrice. Ci sono due modi per soddisfare questa esigenza:
- cercare un ostello che abbia lavatrice e asciugatrice tra i suoi servizi al pellegrino. Come ti dicevo più sopra, noi usavamo l’app Buen Camino per controllare questa cosa, e prenotavamo l’ostello che, il giorno dopo, ci avrebbe permesso di lavare e asciugare tutte le nostre cose con comodità;
- cercare una lavanderia a gettoni nella tappa in cui ci si ferma. Questo può essere utile quando non si trovano ostelli dotati di lavatrice, o se ci sono troppe persone in coda. Sul Cammino Portoghese Centrale, ci sono sicuramente lavanderie di questo tipo a Porto, Barcelos, Ponte de Lima, Valença, Tui, O Porriño, Redondela, Pontevedra e Santiago. Basta cercare “lavanderia automatica” su Google Maps e, sempre da lì, verificare gli orari di apertura.
Alcune cose che potresti voler ricordare in merito:
- se pensi di lavare a mano, metti nello zaino un pezzetto di sapone di Marsiglia. Spesso negli ostelli c’è, ma non si sa mai;
- un ciclo di lavatrice e asciugatrice potrebbe costare intorno ai 6-10€ (3-5€ per lavatrice, 3-5€ per asciugatrice. Sia negli ostelli che nelle lavanderie ci sono spesso persone o distributori che ti aiutano a trasformare le banconote in monete ma, per sicurezza, abbi sempre qualche moneta con te;
- in tutte le lavanderie in cui sono stata, il detersivo era sempre già inserito nella lavatrice e incluso nel prezzo;
- se ti è possibile, magari accordati con qualche altro pellegrino per fare una lavatrice unica, così si diminuiscono i costi ma, soprattutto, si spreca meno energia. Per questi casi, può essere utile avere con te una busta a rete o un sacchetto traforato per lavatrici*, così da non mischiare le tue cose con quelle degli altri e ritrovarle subito.
La giornata tipo sul Cammino Portoghese Centrale
Sul Cammino di Santiago, la vita scorre in modo straordinario perché ogni giornata è al contempo uguale e diversa da tutte le altre. Si fanno sempre più o meno le stesse cose, si instaura una sorta di routine collaudata; eppure, le persone, i luoghi, le sensazioni, il terreno, il cielo e le emozioni cambiano di giorno in giorno. Alla fine anche la vita “normale” è così, no? Però è sul Cammino che ci si rende meglio conto di questa cosa.
Qui voglio raccontarti una “giornata tipo” del nostro Cammino di Santiago, sul percorso Portoghese Centrale. Ti racconterò non solo cosa facevamo noi, ma anche cosa fanno solitamente le altre persone. Se ti va di leggere un racconto un po’ più narrativo e personale del Cammino Portoghese, ti rimando al mio articolo sul Cammino tappa per tappa.
- 07.00-08.00: sveglia e partenza. Ogni giorno la sveglia era a un’ora diversa, in base all’ora in cui eravamo andati a dormire e, soprattutto, alla lunghezza e difficoltà della tappa che ci aspettava. Ci sono state giornate in cui ci siamo svegliati molto presto e altre un po’ più tardi ma solitamente, intorno alle 8 eravamo in Cammino. Di solito, lo zaino e i vestiti e tutto quanto erano già pronti dalla sera prima, quindi serviva davvero poco tempo per prepararci e uscire. Io la mattina appena sveglia faccio fatica a fare colazione, ma i miei compagni di viaggio mangiavano sempre qualcosina.
In generale, non c’è una regola in merito all’orario della sveglia. Certe persone alle 21.00 sono già a dormire, e alle 06.00 del mattino (o anche prima!) sono già sul sentiero. La maggior parte delle persone partiva intorno alle 07.00-07.30. Poi c’erano altre persone che non si svegliavano prima delle 09.00 e partivano con tutta calma, ma questa è generalmente una minoranza! Come dicevo prima, l’orario della sveglia cambia in base alla tappa che si appresta a fare: a quanto è lunga e quanto è “difficile” (la difficoltà dipende principalmente dal dislivello positivo/negativo totale). La sveglia dipende anche dalle proprie preferenze e abitudini: partire prima significa arrivare prima alla tappa successiva, oppure camminare con tutta calma perché ci sono tante ore a disposizione. Infine, dipende anche dai rumori che la gente fa appena sveglia in camerata! Se tutti si svegliano e cominciano a fare confusione – ovviamente senza cattiveria –, probabilmente ti sveglierai anche tu e, a quel punto, tanto vale partire. - 10.00: prima vera colazione. Noi avevamo sempre degli snack nello zaino per soddisfare qualsiasi languorino ci venisse durante la camminata. Però a metà mattina, quando magari hai già macinato una decina di chilometri quasi senza fermarti, viene voglia di fare una “colazione” come si deve. A quell’ora non si sa più se è una vera colazione, magari è più uno spuntino di metà mattina ma, insomma, chiamiamolo come vogliamo! Fattostà che, per noi, era un momento speciale: il momento di togliersi lo zaino, riposare i piedi, bersi un bel caffè e mangiare qualcosa di buono: una brioche, un piccolo panino o, più probabilmente, le bontà tipiche di Spagna e Portogallo (come una bella fetta di pane caldo strusciato di pomodoro, oppure con burro e marmellata). Di solito questo stop non durava più di 30-40 minuti, ma era più che sufficiente per rifocillarsi e anche per fare altre cose utili (tipo andare in bagno o mettere un timbro sulla Credenziale).
- 12.00: spuntino al volo. Non sempre succedeva questo, ma il nostro principio era quello di arrivare allo stop lungo del pranzo a un punto in cui, ormai, sarebbero mancati solo pochi chilometri all’arrivo. Questo significava magari ritrovarci a pranzare un po’ sul tardi e quindi, a fine mattinata, veniva voglia di rifermarci un attimo per mettere qualcosa sotto i denti ma, soprattutto, per riposare un attimo. Veniva quindi utile una bella caffetteria lungo il Cammino, giusto per un piccolo spuntino e un po’ di relax. Una tappa veloce, di 20 minuti al massimo, ma che ci rimetteva al mondo!
- 14.00: pranzo. Lo stop della tarda mattinata non era una costante, ma quello del pranzo… assolutamente sì! Da Milano eravamo partiti con l’idea di fare sempre pranzi veloci e leggeri ma, una volta sul Cammino, non abbiamo sempre (direi, quasi mai!) mantenuto questa promessa. Il momento del pranzo era una vera e propria manna dal cielo, specialmente in quei giorni dove non ci fermavamo a fine mattinata e dove la colazione era stata fatta molto prima, magari alle 08.00 o alle 09.00. Spesso a pranzo ci ricongiungevamo anche con gli altri amici, avendo la possibilità di fermarci un po’ più a lungo (difficilmente comunque oltre un’ora), scegliere qualcosa di buono dal Menù del Pellegrino, congratularci a vicenda per la camminata della mattina e sparare qualche cavolata in leggerezza, certi del fatto che, ormai, mancava poco alla meta del giorno.
- 15.00-16.00: arrivo in meta. Che momento speciale! Anche quando ancora lontani da Santiago, arrivare alla meta prefissata era ogni giorno una piccola vittoria, una grande soddisfazione. A volte siamo arrivati nel primissimo pomeriggio, una volta siamo arrivati tipo alle 18.00, ma la maggior parte delle volte arrivavamo a metà pomeriggio. Stanchi, sudati, accaldati, io zoppicante… ma comunque pronti a fare il check-in all’ostello, mettere l’ennesimo timbro in Credenziale e tornare a sembianze umane.
- 16.30: via con la “routine da ostello”. Appena ti mostrano il letto assegnato a te, la prima cosa che ti verrebbe da fare sarebbe buttartici sopra e rialzarti dopo ore. Ma la cosa migliore è dedicarsi subito a tutte le cose necessarie da fare e solo dopo, a mente sgombra da qualsiasi compito, concedersi il meritato riposo.
Le cose da fare sono diverse: prima di tutto rifarsi il letto, con le lenzuola date in dotazione e/o il proprio sacco lenzuolo o sacco a pelo. Poi, farsi subito una bella doccia per lavare via il sudore e anche parte della stanchezza accumulata durante il giorno. Questo permette anche di avere i vestiti indossati già pronti da mettere in lavatrice: meglio far partire la lavatrice subito dopo la doccia, così c’è tempo poi per far asciugare le cose, per smistarle e metterle via prima di andare a dormire. Nel frattempo, ci sono altre cose importanti da fare: crema per i piedi, cura di eventuali vesciche e dolori, stretching, massaggi, mettere le gambe contro la parete per facilitare la circolazione… Sono tutte cose importantissime per stare bene! - 18.00: relax o giretto turistico. A questo punto, arriva davvero il momento del riposo! Che può consistere in tante cose diverse. Molto spesso, per noi il riposo consisteva in una “defaticamento” camminando un po’ a zonzo per la cittadina che ci ospitava quella sera. Non si possono chiamare giri turistici, però almeno si aveva un’idea di dove si era! A volte, questi giretti terminavano con un aperitivo in compagnia e direttamente con la cena. Altre volte, ci siamo semplicemente goduti gli spazi comuni dell’ostello, come quella volta che il posto che ci ospitava aveva una bella piscina al sole. Oppure, relax significa semplicemente stare lì a leggere un libro, prendere qualche appunto sulla tappa giornaliera, chiamare i propri cari, stare sui social network o fare due chiacchiere con compagni di Cammino e nuovi compagni di camerata. Questo capitava principalmente nelle giornate in cui dovevamo stare “in controllo” di lavatrice e asciugatrice, oppure quando fuori pioveva di brutto o quando si stava a dormire in paesini completamente persi nel niente.
- 20.00: cena. Per la cena, difficilmente noi ci siamo comportati da “pellegrini veri”, quelli che prendono qualcosa al supermercato e se lo cucinano in ostello pronti a fare nuove amicizie. Abbiamo sempre preferito mangiare fuori: la maggior parte delle volte in posti molto spartani, frequentati da altri pellegrini e con Menù del pellegrino a disposizione. Un paio di volte, va detto, ci siamo concessi delle cene come si deve… ovviamente sempre di piatti tipici portoghesi o spagnoli!
- 22.30: a nanna. Questo era per noi l’orario minimo per andare a dormire, altre volte siamo andati pure un pochino più tardi. Alla fine va così: esci a cena, fai una passeggiatina, ti fermi a fare due chiacchiere, metti via la roba dell’asciugatrice, aspetti che il bagno si liberi… e sono già quasi le undici di sera! L’importante, quando si va a dormire, è essere rispettosi al massimo della gente che sta già dormendo in camerata: luci spente e solo piccole torce a disposizione, e rumori ridotti al minimo.
Queste erano le nostre abitudini ma, sul Cammino, la gente si comporta in tutti i modi possibili. C’è chi non si ferma mai o, al massimo, solo per un caffè veloce al mattino. C’è chi si ferma mille volte e ci mette una giornata intera per fare 20km. C’è chi si prepara il pranzo la sera prima in ostello e se lo mangia lungo la strada, per risparmiare sia tempo che soldi. C’è chi spilucca continuamente snack e quindi non ha quasi bisogno di fermarsi, chi lo fa ma ha comunque bisogno di fermarsi perché il Cammino gli mette appetito, chi non ha fame ma si ferma comunque perché ha spalle e piedi troppo doloranti. C’è chi tira dritto e tiene duro così da arrivare alla tappa già all’ora di pranzo e prendersi un lungo, lungo pomeriggio di relax… e chi preferisce tanti piccoli momenti di relax lungo la tappa, fregandosene se poi arriva che sono già le 18.00 o oltre. C’è chi si riposava tutto il pomeriggio e chi si rimetteva in marcia per visitare il paesino del giorno. Chi cenava in ostello per risparmiare e chi cenava al ristorante tutte le sere (e anche le vie di mezzo). Chi dormiva già all’ora di cena per ricaricarsi al massimo, e chi andava a dormire tardi per i motivi più disparati.
Insomma, ovviamente: non c’è una regola! E, forse, ti farai un’idea prima di partire e poi però la cambierai una volta sul Cammino. La cosa bella è proprio questa: farsi magari delle aspettative, ma poi essere pronti – e anche entusiasti! – di lasciare che il Cammino cambi queste aspettative, in base a quello che trovi sul Cammino stesso. Dolori, stanchezza e necessità varie, ma anche le persone che incontri o, semplicemente, la routine che viene a crearsi in modo naturale: sono tutti fattori che concorrono al tuo Cammino e che lo renderà veramente unico.
Cammino Portoghese Centrale: una riflessione sulle persone che si incontrano
Quando ho percorso io il Cammino Portoghese Centrale, mi sono resa conto di due cose: c’erano tantissimi portoghesi e spagnoli, e c’erano tantissime persone in su con l’età (60 e oltre). Questa era la maggioranza in termini di età e provenienza ma, in realtà, abbiamo incontrato tanti, tanti tipi di persone diverse.
Quel gruppo di amici spagnoli che hanno adottato la ragazza portoghese e che ci salutavano sempre con immenso calore. La famiglia brasiliana, piena di vita e che mi ha aiutato indirettamente a superare uno dei momenti più faticosi del Cammino. Il signore americano che mi ha regalato la fascia per il ginocchio, così senza neanche sapere come mi chiamavo. La coppia hongkonghese super entusiasta di tutto e che voleva farsi le foto insieme a noi. Il ragazzo americano che, ogni volta che mi vedeva (zoppicare), mi diceva don’t give uo you can do it e mi metteva sempre di buonumore. Il ragazzo sudcoreano che ci ha ringraziato dell’aiuto con un brindisi a base di Polase.
E poi quegli italiani che sono diventati come una piccola famiglia del Cammino. I gestori o volontari di ostelli, caffetterie, ristoranti, pronti ad accogliere ogni pellegrino con il sorriso e un gesto di conforto. I suonatori di chitarra o pianoforte o cornamusa lungo i sentieri nei boschi, capaci di rendere quel momento talmente magico da farci quasi sentire come dentro a un film. Ma anche tutte quelle persone che, una volta in ostello, si sentono come a casa e girano mezzi nudi o lasciano aperte le porte dei bagni o si curano le vesciche davanti a tutti o smerciano il cibo che gli è avanzato.
Persone che camminano da pochi giorni e già non ce la fanno più, e persone veterane che hanno fatto mille Cammini e ancora non sono stanche. Persone che proseguono in silenzio e persone che non stanno mai zitte. Persone solitarie in cerca di riflessione e guarigione, o persone in coppia o in gruppo per condividere fatica e risate. Persone che camminano per fede, e altre persone che camminano per lutto, per rinascita, per avventura, per crescita personale, per sfida, o per non si sa quale motivo ma comunque senza rimpianti!
Ci si rende facilmente conto come il Cammino di Santiago sia un percorso dell’umanità intera: siamo tutti diversi e siamo anche tutti uguali. Tutti sospinti da cose simili, tutti desiderosi di soddisfare gli stessi bisogni e gli stessi desideri. Camminare sul Cammino Portoghese Centrale amplifica tutto questo, amplifica i sensi, amplifica le emozioni: è un’esperienza che, se decidi di fare, non te ne potrai pentire proprio mai.
Hai mai fatto il Cammino Portoghese Centrale? Se sì, ci sono altre informazioni che ritieni utile condividere con altri futuri pellegrini? Se no, ti piacerebbe percorrerlo? Raccontamelo con un commento! 🙂




























