L’Oman è una destinazione che stuzzica la curiosità di molti viaggiatori. Se stai pensando di andarci ma non sai niente di questo Paese, ecco a te 10 cose da sapere prima di andare in Oman: troverai tante informazioni, curiosità e approfondimenti su storia, religione, cultura e, soprattutto, i comportamenti da tenere per essere un viaggiatore responsabile e rispettoso.

Cosa troverai nell’articolo:
- Cose da sapere prima di andare in Oman: cultura, storia e tradizioni
- 1. La storia dell’Oman in pillole: dalla potenza marittima alla grandezza di Qaboos
- 2. Il volto politico dell’Oman di oggi: dall’indipendenza alle relazioni internazionali
- 3. La religione: l’Oman è un Paese tollerante?
- 4. L’ospitalità: l’Oman è un Paese ospitale?
- 5. Cultura e tradizioni: dai festival al Khanjar
- Cose da sapere prima di andare in Oman: i do’s and dont’s del viaggiatore
- Una cosa in più da sapere prima di andare in Oman: l’Oman è un Paese che affascina e sorprende!
Come prima cosa prima di iniziare la lettura di questo articolo, voglio dirti che qui ti parlerò degli aspetti storici, culturali e comportamentali per un viaggio in Oman. Se stai pensando a un viaggio fai-da-te in Oman e hai bisogno di informazioni pratiche (info di base, clima e festività, quando andare, cosa mettere in valigia, che documenti servono, cosa fare prima di partire e cosa fare appena arrivati…), allora leggi il mio articolo su come organizzare un viaggio in Oman.
Cose da sapere prima di andare in Oman: cultura, storia e tradizioni
L’Oman è una vera e propria perla della Penisola Arabica; un Paese che affascina molti grazie ai suoi paesaggi diversi da qualsiasi altro luogo nel mondo, ma anche alla sua cultura millenaria. Io mi sono innamorata di questo Paese; è stata una sensazione stranissima perché, per quanto sia così estremamente diverso dall’Italia, mi ha fatto sentire come se fossi “a casa”. E per questo, non posso affermare con certezza che non ci tornerò mai più nella vita…
Sicuramente, prima di partire mi sono informata su tante cose, ma molte altre cose le ho capite meglio una volta giunta a destinazione. Non voglio toglierti il piacere della scoperta e dell’esperienza diretta, ma credo che ci siano comunque delle cose interessanti, curiose e utili che potresti voler (o dover) sapere prima di andare in Oman (e puoi leggere questo articolo per scoprire ulteriori curiosità sull’Oman). L’obiettivo di questo post è aiutarti ad avere le conoscenze di base per poter esplorare l’Oman nel modo più autentico e rispettoso possibile.
1. La storia dell’Oman in pillole: dalla potenza marittima alla grandezza di Qaboos
Una delle cose da sapere prima di andare in Oman riguarda la sua storia, che è antichissima e risale a migliaia di anni fa. Questo territorio è infatti stato crocevia di commerci tra Africa, India e Medio Oriente grazie alla sua posizione strategica tra il Golfo Persico e l’Oceano Indiano. Già in epoca pre-islamica, le tribù di questa zona erano conosciute per il commercio dell’incenso, una risorsa preziosa che veniva esportata fino ai più remoti territori dell’antica Roma.
Nel XVI secolo, l’Oman fu occupato dai Portoghesi, che controllavano il porto di Muscat per garantirsi il dominio delle rotte commerciali della reg
ione. Gli omaniti riuscirono a liberarsi dal dominio portoghese nel 1650, dando vita a un sultanato che possedeva una delle flotte marittime più avanzate e potenti dell’epoca. È grazie a questa che l’Oman estese la sua influenza fino alla costa orientale dell’Africa nei secoli XVIII e XIX, governando Zanzibar e mantenendo proficue relazioni commerciali con Europa e India. Però, la crescente influenza britannica nella regione portò l’Oman a perdere gradualmente il suo potere marittimo e a trasformarlo in un regno isolato e arretrato.
Ma quand’è che tutto è cambiato e l’Oman è tornato a essere un Paese stabile e prospero? Non molto tempo fa! Nel 1970, in particolare, è salito al trono il Sultano Qaboos, colui che è stato in grado di cambiare completamente il volto dell’Oman nel giro di 50 anni di regno (fino al 2020). Il Sultano Qaboos ha infatti avviato un importante processo di modernizzazione e apertura, facendo però in modo che l’Oman mantenesse le sue tradizioni e il suo patrimonio culturale.
2. Il volto politico dell’Oman di oggi: dall’indipendenza alle relazioni internazionali
Per diversi anni nel XX secolo, l’Oman fu protettorato britannico. Il Paese ottenne la formale indipendenza dal Regno Unito nel 1970, quando il Sultano Qaboos bin Said depose il padre, Said bin Taimur, con un colpo di stato incruento. Da quel momento, Qaboos pose fine a un lungo periodo di isolamento e avviò un’era di riforme e sviluppo, migliorando infrastrutture, istruzione e sanità, ma anche rafforzando le relazioni internazionali. Un esempio delle attività di modernizzazione svolte da Qaboos è quello secondo cui l’Oman aveva meno di 10km di strade asfaltate prima del 1970! Considerando come sono belle alcune strade su cui ho guidato in Oman e che oggi la rete stradale è ben organizzata e ben tenuta, questo è un dato che mi è rimasto molto impresso.
La Festa Nazionale dell’Oman si celebra il 18 novembre, giorno di nascita del Sultano Qaboos; il 19 dicembre è invece il Giorno dell’Indipendenza. Politicamente parlando, l’Oman è una monarchia assoluta con a capo un sultano, che oggi, dopo la morte di Qaboos nel 2020, è Haitham bin Tariq.
A livello di relazioni internazionali, l’Oman fa parte della Lega Araba, del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) e delle Nazioni Unite. Il suo ruolo di oggi ricalca in qualche modo quello dell’antichità: grazie alla sua posizione strategica, mantiene un ruolo di mediatore nei conflitti tra i vari Paesi della regione, mantenendo relazioni equilibrate con Paesi come Iran, Arabia Saudita e Stati Uniti. La politica estera dell’Oman è essenzialmente quella di neutralità e diplomazia.
3. La religione: l’Oman è un Paese tollerante?
Una delle cose da sapere prima di andare in Oman riguarda sicuramente la sua religione, un aspetto che può toccarci da vicino anche da un punto di vista turistico.
L’Oman è un Paese musulmano: l’Islam è la sua religione ufficiale. La maggioranza della popolazione omanita segue l’Ibadismo, una corrente dell’Islam (meno nota rispetto a Sunnismo e Sciismo) che si distingue per la moderazione e per l’enfasi su concetti di giustizia e comunità. Questo naturalmente influisce sul modo di vivere degli omaniti, caratterizzato da sobrietà e rispetto.
L’adhan, il richiamo alla preghiera, riecheggia cinque volte al giorno nelle moschee omanite, così come capita in tutti i Paesi musulmani. E anche qui si rispetta il Ramadan, il mese sacro del digiuno: se vai in Oman da turista durante il Ramadan, per te la regola sarà quella di non mangiare e bere in pubblico durante le ore di digiuno.
La religione è una parte predominante della vita omanita ma, nonostante ciò, l’Oman è noto per la sua tolleranza religiosa: potremmo in effetti dire che si tratta di uno dei Paesi più tolleranti del mondo arabo. Il governo consente la pratica di altre religioni (anche se il proselitismo religioso è vietato): in alcune delle principali città si trovano chiese cristiane e templi hindu. Inoltre, gli omaniti sono noti per la loro cortesia e apertura verso i visitatori, e l’atmosfera generale è solitamente molto rilassata e rispettosa. Questa è una cosa che ho riscontrato anche io in pieno: io e i miei amici in viaggio ci siamo sempre sentiti rispettati e mai fuori posto (ovviamente ci sono delle “regole” da seguire per essere noi rispettosi a nostra volta… te ne parlo più sotto), e tutti gli omaniti sono sempre stati estremamente gentili, educati e cordiali con noi.
4. L’ospitalità: l’Oman è un Paese ospitale?
Se c’è una cosa che caratterizza la cultura omanita, è sicuramente il concetto di ospitalità. L’ospitalità è un valore radicato e fondamentale, che in Oman si esprime in molte forme: prima di tutto, nella grande gentilezza e disponibilità nei confronti degli stranieri e degli ospiti in generale. Qualsiasi visitatore è spesso accolto con un sorriso e con una tradizionale tazza di caffè omanita (kawa) aromatizzato al cardamomo, naturalmente sempre accompagnato dai datteri locali.
Ecco, una cosa da sapere è questa: se ti viene offerto questo importante simbolo di benvenuto (ma anche altro, come frutta o dolcetti), accettalo! Rifiutarlo potrebbe essere considerato scortese e ingrato. Se ricevi un invito a un pasto, ricorda di mangiare sempre con la mano destra (la mano sinistra è solitamente riservata a “atti impuri” legati al lavaggio del corpo). Ricorda anche che è buona educazione lasciare un pochino di cibo nel piatto: i padroni di casa lo prenderanno come una dimostrazione del fatto che sei stato adeguatamente saziato!
Un’altra esternazione del valore dell’ospitalità in Oman è il Majlis: quasi tutte le case, in Oman, hanno una stanza o una piccola area della casa dedicata agli ospiti, dove ci si possa riunire per conversare e bere il caffè o il tè coi datteri. In questi casi, è buona norma togliere le scarpe prima di entrare. Noi abbiamo vissuto un’esperienza di questo tipo quando abbiamo visitato la casa Bait Al Safah nel villaggio di Al Hamra, ed è stato molto molto bello! (Te ne parlo nel mio articolo sull’itinerario in Oman).
5. Cultura e tradizioni: dai festival al Khanjar
Forse ci sarebbero da scrivere interi libri sulla cultura dell’Oman, ma qui vorrei darti solo qualche nozione: potrai iniziare a immaginarti ciò che troverai una volta in Oman, osservando quanto la realtà si avvicina alle tue aspettative!
Neanche a dirlo: la cultura omanita è profondamente radicata nella sua tradizione storica, che è una tradizione principalmente di stampo beduino e marittimo. Musiche, poesie e danze tradizionali svolgono ancora un ruolo centrale nello svolgersi della vita sociale, specialmente durante celebrazioni e festività. Tra queste, sicuramente c’è la Festa Nazionale dell’Oman che, come ti dicevo prima, si svolge ogni novembre. Un’altra festività dove poter assistere alle più belle espressioni artistiche della cultura tradizionale omanita è il Festival di Muscat, che si tiene nella capitale ogni anno intorno a gennaio-febbraio. Questa grande festa offre una panoramica su tradizioni, artigianato e arti omanite attraverso spettacoli, mercati e rievocazioni storiche.
La cultura del Paese emerge anche dalle vesti e dagli accessori tipici di questo Paese. Il vestiario tradizionale, ad esempio, è un elemento distintivo: gli uomini indossano quasi sempre una lunga tunica bianca chiamata dishdasha, spesso accompagnato dal turbante (mussar) o dal tradizionale copricapo kumma. Se il bianco è per l’uomo, per le donne ci sono i colori: abiti variopinti e spesso decorati con ricami elaborati. Molte donne portano anche il velo, ma non tutte: l’uso di abaya o niqab dipende dalle preferenze personali o dalla regione in cui ci si trova.
Infine, sempre parlando di accessori, il Khanjar è sicuramente uno degli elementi culturali più iconici dell’Oman; lo troverai realizzato in metalli preziosi nei musei, ma anche in versioni meno elaborate nei mercati di souvenir. Si tratta di un pugnale tradizionale, dalla tipica forma curva, simbolo indisucco di coraggio e onore: non a caso, appare anche sulle uniformi militari e addirittura sulla bandiera omanita.
Cose da sapere prima di andare in Oman: i do’s and dont’s del viaggiatore
Ho visto in prima persona come questo Paese sia tollerante, sicuro e orientato alla modernità, nonostante molte tradizioni siano ancora vive. Questo è un mix che mi è piaciuto molto: ho trovato la giusta tensione tra la volontà di andare avanti e il rispetto del passato.
Il fatto che ci siano tolleranza e la bendisposizione nei confronti dello straniero non significa però che possiamo fare quello che ci pare! Come capita in tutti i Paesi del mondo, ci sono alcune cose che è bene ricordare di fare o non fare, per poter portare rispetto al Paese che ci ospita. Tra le cose da sapere prima di andare in Oman, quindi, ti racconto quali sono quelle che mi hanno aiutato a vivermi questo viaggio con leggerezza e zero ansie.
6. Come vestirsi in modo rispettoso in Oman?
L’abbigliamento è un aspetto importante per rispettare la cultura locale: l’Oman è un Paese sì tollerante, ma pur sempre conservatore. Non esistono delle leggi rigide in merito all’abbigliamento per noi turisti: è più una questione di buon senso. È quindi buona norma vestire in modo sobrio, soprattutto nei luoghi religiosi e nei luoghi pubblici in generale.
Consigli generici. Per le donne vanno benissimo vestiti lunghi, gonne sotto al ginocchio, pantaloni larghi e lunghi a coprire almeno il ginocchio. Le maglie dovrebbero avere le maniche che coprono almeno metà braccio. Sarebbe meglio evitare non solo indumenti corti che lasciano scoperte gambe, braccia e pancia, ma anche abiti scollati, trasparenti o eccessivamente attillati. Questo vale un po’ anche per gli uomini: meglio prediligere pantaloni lunghi o permuda al ginocchio e magliette a maniche corte o lunghe, evitando le canottiere.
Al mare. In Oman si può andare al mare un po’ ovunque lungo tutta la costa. Se si tratta di resort o beach club dedicati ai turisti e agli stranieri, puoi vestirti come vuoi: indossare bikini o costumi succinti (donna o uomo), gli uomini possono girare per il resort a petto nudo. Se invece si tratta di spiagge (al mare, ma anche ai fiumi o canyon) dove gli spazi sono condivisi con le persone del posto, è bene mantenere una linea un po’ più sobria. Gli uomini dovrebbero evitare di andare in giro a torso nudo, le donne dovrebbero tenere addosso un paio di pantaloncini (anche in acqua, ne esistono alcuni appositi). Una maglia sopra al costume è obbligatoria per le donne omanite: non lo è per le turiste, ma potrebbe diventare una questione di solidarietà e rispetto. Se si desidera restare in costume, sarebbe meglio portarsene uno non troppo succinto (lascia i perizoma a casa 🙂). Neanche a dirlo: il topless è vietato.
Nei luoghi religiosi. Qui valgono un po’ le regole scritte qua sopra che riguardano i luoghi pubblici in generale, con alcune accortezze in più. Infatti, sarebbe bene coprire tutta la parte di gamba e di braccio che, in altri contesti, può restare scoperta. Quindi: maniche lunghe e pantaloni lunghi per uomini e donne (o gonne/vestiti lunghi). Le donne dovrebbero anche coprire i capelli, quindi conviene tenere a portata di mano un foulard o una sciarpina da mettere prima di entrare. Nelle moschee ci si deve togliere le scarpe, quindi può essere comodo avere un paio di calze a portata di mano (se si va in giro coi sandali). Considera che, comunque, l’unico luogo religioso visitabile ai non musulmano è la Moschea di Qaboos a Muscat.
7. L’Oman è un Paese pericoloso?
L’Oman è considerato uno dei Paesi più sicuri della regione: c’è un forte senso di rispetto reciproco all’interno della popolazione e verso gli stranieri, e il tasso di criminalità e micro-criminalità è generalmente piuttosto basso.
Anche se la criminalità è bassa ed è difficile che le persone del luogo si dedichino ai furti, nei luoghi affollati (come i souq) è comunque una buona idea tenere i soldi al sicuro, non mostrare di averne in gran quantità e prestare attenzione ai propri oggetti di valore.
8. L’Oman è un Paese sicuro in termini di igiene?
Tra le cose da sapere prima di andare in Oman, ci sono delle piccole cose a cui fare attenzione che riguardano più che altro l’igiene e la sicurezza alimentare. L’obiettivo è evitare di stare male e di rovinarsi il viaggio con qualcosa che si sarebbe potuto evitare molto facilmente!
- qualche giorno prima di partire, iniziare un ciclo di fermenti lattici per “abituare” lo stomaco alle diverse abitudini alimentari;
- evitare di bere acqua del rubinetto. Preferire l’acqua in bottiglia, sicuramente da bere e, se lo ritieni necessario, anche per lavarsi i denti;
- il cibo è generalmente sicuro, ma è consigliabile fare attenzione al cibo di strada e verificare la freschezza del cibo, soprattutto quando si tratta di piatti a base di carne e pesce;
- il caldo può essere estremo in certi luoghi dell’Oman e in certi periodi dell’anno, quindi è bene vestirsi in modo leggero e traspirante, coprire la testa e abbondare con la protezione solare. Non dimenticare di bere tanta acqua per evitare condizione di disidratazione!
- se ci si trova in zone desertiche, montuose o lontane dai luoghi abitati, conviene informarsi sul tipo di fauna che si potrebbe incontrare: in alcuni luoghi potrebbero esserci scorpioni e serpenti velenosi. Evitare di camminare a piedi nudi e munirsi di scarpe ben protettive. Se decidi di campeggiare nel deserto, scuoti e controlla vestiti e scarpe prima di indossarli.
9. Come comportarsi per rispettare le leggi e la cultura dell’Oman?
Credo che tra le cose più importanti da sapere prima di andare in Oman ci sia proprio questo: come comportarsi per essere sicuri di rispettare non solo le leggi, ma anche la cultura del posto? Alcune cose è bene saperle per evitare di fare qualcosa di illegale, rischiando di incorrere in situazioni che, sono sicura, vorrai evitare a tutti i costi. 🙂 Altre cose non riguardano delle leggi vere e proprie, ma è comunque bene saperle per non urtare la sensibilità culturale delle persone del posto. In questo modo, ti godi il viaggio in Oman nel massimo della serenità!
Ecco qualche consiglio sparso, a partire dalle leggi vere e proprie:
- se viaggi durante il Ramadan, rispetta le regole specifiche di questo momento dell’anno, evitando di mangiare, bere e fumare in pubblico durante le ore diurne;
- evita discussioni sulla politica e sulla religione! Ricordati che in Oman è illegale criticare apertamente il Sultano e tutta la sua famiglia (così come il Governo in generale);
- non entrare nelle moschee che vietano espressamente l’ingresso ai non musulmani, se non lo sei (al momento, l’unica moschea aperta ai non musulmani in Oman è la Moschea Qaboos di Muscat);
- evita di scambiare effusioni con il tuo o la tua partner in pubblico. Per effusioni si intendono baci e abbracci che superino il contatto veloce e “superficiale”; anche tenersi per mano in modo prolungato e “teatrale” sarebbe da evitare. Questo vale in modo particolare per le coppie non sposate, e ancor di più per le coppie dello stesso sesso. L’omosessualità è purtroppo illegale in Oman; c’è però da dire che la cultura omanita tende a non interferire nella vita privata delle persone, a patto di non avere atteggiamenti in pubblico che possano contrastare con le leggi locali;
- non bere alcolici in pubblico. I musulmani non bevono alcol, e in Oman è piuttosto difficile trovarne. Di solito, a vendere alcolici e cocktail sono gli hotel e i locali destinati ai turisti, e di solito hanno prezzi piuttosto alti. Se ti capita di bere qualcosa di alcolico, fallo entro i confini del locale che te lo ha venduto. A maggior ragione, evita assolutamente di mostrare segni di ubriachezza in pubblico: potresti ricevere delle vere e proprie multe;
- forse ti sarà ovvio, ma meglio specificarlo: il consumo e la vendita di droga sono puniti molto severamente in Oman, per cui fai molta attenzione in questo senso;
- in Oman puoi tranquillamente fumare sigarette normali (tranne durante il giorno nel periodo del Ramadan); sono invece vietati importazione, possesso, vendita e uso delle sigarette elettroniche! Ricorda quindi che, se le fumi, in Oman non potrai portare con te sigarette elettroniche o liquidi per lo svapo. Se vuoi comunque portarle, sappi che potrebbero essere intercettate e confiscate all’aeroporto (solitamente senza multe o sanzioni). Se riesci a portarle, evita di fumarle in giro per strada;
- non fotografare installazioni militari e petrolifere, così come i volti del personale di polizia o altre forze dell’ordine (è proibito);
- ricorda che in Oman è vietato (e in generale è anche molto poco sostenibile) raccogliere e portare via coralli, uova di tartarughe o altri prodotti naturali dalle spiagge;
- porta il passaporto sempre con te e, se c’è necessità, cerca di seguire sempre le indicazioni delle autorità locali per evitare alcun tipo di problema.
Dal punto di vista delle consuetudini (non leggi vere e proprie, ma “regole di buonsenso”):
- chiedi il permesso prima di scattare foto ai volti delle persone, specialmente se si tratta di donne;
- saluta con un sorriso e un cenno del capo. Evita di dare la mano a una persona del sesso opposto, a meno che non sia la persona del luogo a fare il primo gesto;
- come ti dicevo prima, ricordati di usare la mano destra per mangiare o per offrire/passare/ricevere oggetti, in quanto la mano sinistra è considerata impura (questo vale ovviamente solo in presenza di locali e in posti molto local; in un normale ristorante, come quelli di cui ti ho parlato nell’articolo su dove mangiare a Muscat, nessuno ti dirà qualcosa se mangi con la sinistra!);
- ricorda le “regole” sul vestiario di cui ti ho parlato nel capitolo precedente.
Spero di non averti spaventato! Alla fine, il quadro sembra più severo di quanto effettivamente sia nella realtà. In generale, il mio consiglio è quello di comportarti secondo le normali “regole” del buon senso e del rispetto, tenendo in mente un po’ più di conservatorismo e morigeratezza di quello che potresti avere in altri Paesi del mondo. Vedrai che tutto andrà bene e non avrai problemi!
10. Si può contrattare in Oman?
Tra le cose da sapere prima di andare in Oman, rientra il discorso della contrattazione: una pratica che in molti dicono di non essere in grado di fare, ma che in alcuni Paesi è parte integrante della cultura locale. Nel caso dell’Oman, la contrattazione non è spinta e “artistica” come in altri Paesi: è possibile e legittimo contrattare, ma va fatto in modo discreto e rispettoso.
Ecco qualche consiglio su come contrattare, così da spuntare il prezzo migliore ma senza entrare nel “mercanteggiamento aggressivo”:
- evitare di contrattare nei negozi veri e propri, che siano dentro o fuori dai centri commerciali. In generale, non bisogna contrattare quando i prezzi sono espressamente indicati ed esposti;
- si può contrattare nei souq, ovvero nei mercati locali che troverai in tutte le città principali e anche nei piccoli centri. Ricordarsi di farlo sempre con un sorriso e con tanta educazione!
- una buona strategia è quella di chiedere il prezzo, e poi controproporre un prezzo ribassato di circa il 30-40% del prezzo iniziale. Da qui, dovrebbe essere facile arrivare a un compromesso che faccia tutti contenti;
- se il posto dove ti trovi ad acquistare ha tante cose che ti piacciono, conviene fare più acquisti nello stesso posto (piuttosto che distribuire gli acquisti in tanti banchi diversi): generalmente, più pezzi acquisti dallo stesso venditore, più il venditore sarà disposto a offrirti uno sconto;
- è bene avere un’idea di qual è il prezzo che si è disposti a spendere per un certo oggetto: se il prezzo proposto dal venditore è troppo più alto rispetto a quel che avevi in mente, non iniziare neanche a contrattare perché probabilmente non arriverete a un compromesso. Se invece i margini di trattazione ci sono ma il venditore non sembra voler scendere di prezzo, prova a ringraziare sorridendo e ad allontanarti con cortesia: è possibile che questo porti il venditore a “cedere” e a proporti un’offerta migliore.
Una volta deciso entrambi il prezzo, non cambiare idea e non “fare giochetti”: ricorda che il rispetto deve sempre stare alla base.
Una cosa in più da sapere prima di andare in Oman: l’Oman è un Paese che affascina e sorprende!
Come ti raccontavo all’inizio dell’articolo, l’Oman mi ha regalato tantissime emozioni e sensazioni positive: questo è stato possibile grazie al suo affascinante mix tra rispetto della tradizione e spinta verso la modernità. Questo mix l’ho trovato a suo modo molto autentico, e anche molto facile da vivere in quanto viaggiatori grazie alle esperienze uniche che si possono vivere in Oman: esplorare i souq a Muscat, ammirare le dune del deserto, scoprire la gastronomia omanita, tuffarsi nelle acque dei suoi canyon, e tantissimo altro!
Una delle cose da sapere prima di andare in Oman è proprio questa: viaggiare in Oman significa scoprire un mondo ricco di storia, paesaggi indimenticabili e un popolo pronto ad accoglierti con un sorriso e tanto rispetto.
Cosa pensi di queste cose da sapere prima di andare in Oman? Se non ci sei mai stato, ne aggiungeresti altre? Se non ci sei mai stato, le hai trovate utili? Raccontamelo con un commento! 🙂















