Partire e, semplicemente, mettersi a camminare: questo è nella testa e nel cuore di chiunque sogni di fare il Cammino di Santiago! Ma il Cammino non è solo un semplice sentiero: è qualcosa di magico e immenso, che racchiude in sé tantissimi elementi di spiritualità, misticismo, relazioni umane, fatica fisica, forza di volontà, introspezione e una buona dose di senso pratico. Questo articolo ti racconta alcune cose da sapere sul Cammino di Santiago, con le risposte a tante domande che potrebbero venirti in mente prima di partire.

Cosa troverai nell’articolo:
- 25 cose da sapere sul Cammino di Santiago
- 1 – Che cos’è il Cammino di Santiago?
- 2 – Esiste un unico Cammino di Santiago?
- 3 – Credenziale e Compostela: cosa sono?
- 4 – Quali sono i simboli del Cammino?
- 5 – Devo necessariamente iniziare dal punto di partenza del Cammino?
- 6 – Devo per forza essere credente cristiano per fare il Cammino?
- 7 – Posso fare il Cammino di Santiago solo a piedi?
- 8 – Meglio partire da soli o in compagnia?
- 9 – Qual è il momento migliore dell’anno per fare il Cammino di Santiago?
- 10 – Quanto costa fare il Cammino di Santiago?
- 11 – Cosa devo mettere nello zaino?
- 12 – Quali sono le cose fondamentali da fare prima di partire?
- 13 – Serve fare allenamento prima della partenza?
- 14 – Come si pianificano le tappe lungo il Cammino?
- 15 – Com’è una giornata tipo sul Cammino?
- 16 – Dove si dorme durante il Cammino?
- 17 – Dove si mangia durante il Cammino?
- 18 – Serve sapere lo spagnolo (o altre lingue)?
- 19 – Che si fa se piove?
- 20 – Quali sono i dolori che potrei dover affrontare in Cammino?
- 21 – Come mi comporto se non ce la faccio più?
- 22 – Il Cammino di Santiago è sicuro?
- 23 – Quali sono le emozioni che si provano sul Cammino e quando si arriva a Santiago?
- 24 – Santiago de Compostela è anche una bella città da visitare?
- 25 – Come si estendono le emozioni del Cammino una volta tornati a casa?
Il Cammino di Santiago è un “semplice” viaggio? Chiunque l’abbia fatto sarà concorde nel dirti che non è così; è anche e prima di tutto un’esperienza trasformativa, un vero percorso non solo fisico ma anche interiore. Qualcosa che lascia il segno nel qui&ora, e anche nel futuro.
Sul Cammino di Santiago ci sarebbero da scrivere libri su libri! Effettivamente, l’hanno già fatto in tanti. Questo perché il Cammino ha alle sue spalle una storia secolare, una distesa di miti, racconti, simbologie… E poi, soprattutto, ogni singola persona vive quest’esperienza a suo modo, trasformando ogni cammino in una storia unica e irripetibile. Ma prima di partire… quanti dubbi si possono avere! Quanti interrogativi potrebbero sorgere e frenare l’entusiasmo di una partenza!
25 cose da sapere sul Cammino di Santiago
Qui in questo articolo voglio elencare alcune cose da sapere sul Cammino di Santiago, dalle più curiose alle più pratiche. Puoi usare questo articolo come un punto di partenza di base, se sei incuriosito dal Cammino di Santiago ma se ancora non ne sai niente. Se ti sono mai venute in mente alcune di queste 25 domande sul Cammino… ecco le risposte!
1 – Che cos’è il Cammino di Santiago?
Se si pensa alla parola pellegrinaggio, il Cammino di Santiago è la primissima cosa che salta alla mente. Si tratta infatti di un antico percorso di pellegrinaggio cristiano che, ora come in passato, conduce alla tomba di San Giacomo; la tomba è custodita nella Cattedrale della città di Santiago de Compostela, nella regione di Galizia in Spagna.
La storia del Cammino di Santiago affonda le sue radici in un passato lontano e non proprio chiaro, infatti ci sono diverse storie che ne raccontano l’origine. Quel che sappiamo di sicuro è che, all’incirca dall’XI secolo, migliaia di fedeli cristiani hanno iniziato a mettersi in marcia per andare a pregare sulla (presunta) tomba dell’apostolo, chiedendo la grazia per la remissione di tutti i propri peccati. Puoi approfondire qui la storia del cammino.
Oggi, la spinta cristiana e religiosa è ancora abbastanza forte, ma le persone si mettono sul cammino per molti altri motivi di tipo spirituale, di crescita o strettamente personale. Sui sentieri si incontrano quindi sì cattolici, ma anche credenti di altre religioni oppure atei; camminatori, appassionati di trekking, cercatori di esperienze spirituali, “semplici” viaggiatori, e chiunque cerchi un’esperienza fuori dal comune che resterà impressa nel cuore per tutta la vita.
2 – Esiste un unico Cammino di Santiago?
Assolutamente no! Ci si riferisce al Cammino di Santiago come a un percorso, ma si tratta in realtà di una rete di percorsi che partono da punti diversi e che sono molto diversi tra loro; ciò che hanno in comune, naturalmente, è l’arrivo alla Cattedrale di Santiago!
I cammini sono:
- Cammino Francese: il più conosciuto e attrezzato (quello a cui tutti si riferiscono quando parlano del “Cammino”), parte dalla località di Saint-Jean-Pied-de-Port, subito al di là dei Pirenei in territorio francese. È lungo circa 800km.
- Cammino Portoghese: parte da Lisbona e prosegue tutto verso nord passando da Porto. Da Porto, è possibile continuare sul Cammino Centrale o sul Cammino della Costa. È lungo circa 630km. (se vuoi sapere di più, leggi il mio articolo sul Cammino Portoghese Centrale).
- Cammino del Nord: parte da Irun, una cittadina basca al confine con la Francia, e prosegue lungo il litorale costiero del nord della Spagna; pare sia uno dei più impegnativi a livello di sforzo fisico. È lungo circa 825km.
- Cammino Primitivo: così chiamato perché è il più antico dei cammini verso Santiago, parte dalla città di Oviedo nelle Asturie. È lungo circa 320km.
- Cammino Inglese: è piuttosto breve, partendo da Ferrol (o alternativamente da La Coruña), ma abbastanza impegnativo. È lungo circa 120km.
- Via de la Plata: è il cammino più lungo tra quelli che arrivano a Santiago, in quanto parte da Siviglia e attraversa praticamente tutta la Spagna. È lungo circa 970km.
Oltre a questi cammini “ufficiali”, esistono anche delle deviazioni che possono essere intraprese come percorsi alternativi. Ad esempio, il Cammino d’Inverno può essere considerato una deviazione del Cammino Francese (da Ponferrada), mentre la Variante Spirituale è un’alternativa di un tratto del Cammino Portoghese (parte da Pontevedra e si ricongiunge a Padrón).
Infine, tra i cammini relativi a Santiago si include anche il Cammino a Fisterra e Muxia, ovvero le due località situate lungo la Costa da Morte in Galizia. Nell’antichità, infatti, dopo aver pregato il santo i pellegrini giunti a Santiago proseguivano il loro cammino fino all’oceano. Questo cammino è quindi non verso, ma da Santiago, e costituisce un degno epilogo di qualsiasi Cammino verso la città giacobea.
3 – Credenziale e Compostela: cosa sono?
Per fare il Cammino di Santiago non ti serviranno dei particolari documenti: basta la carta d’identità e poco altro. Ma, nell’ambito del Cammino, esistono altri due documenti essenziali per renderti davvero parte di questo mondo.
Il primo è rappresentato dalla Credenziale, migliore amica di ogni pellegrino. La Credenziale è una sorta di “passaporto del pellegrino”, colei che ti permetterà di dormire negli albergues e di poter usufruire del Menù del Pellegrino. Ma soprattutto, è solo grazie a lei se, una volta giunto a Santiago a fine Cammino, potrai richiedere la Compostela. Per farlo, ogni giorno dovrai apporre sulla Credenziale almeno due timbri (sellos) che attestano l’effettivo cammino che stai compiendo. I sellos possono essere apposti negli ostelli, nelle chiese lungo il cammino, nei bar e nei ristoranti… ne troverai ben di più di quelli che troveranno posto nella Credenziale! Alcuni sono semplici, altri sono timbri bellissimi che raccontano storie in pochi centimetri quadrati.
Presentando la Credenziale debitamente compilata di tutti i timbri all’Ufficio del Pellegrino, il funzionario di turno potrà comprovare che hai effettivamente camminato fino a Santiago, almeno negli ultimi 100km (o 200, in caso tu abbia pedalato). Solo così avrai diritto alla Compostela, ovvero a un certificato vero e proprio che attesta la tua impresa. Questo documento è gratuito ma, a fronte di una piccolissima spesa, puoi richiedere anche l’Attestato di Distanza, un certificato che contiene il nome del Cammino da te scelto, il punto di partenza, la data di partenza e di arrivo a Santiago, e l’indicazione dei chilometri percorsi.
4 – Quali sono i simboli del Cammino?
Fare il Cammino di Santiago è meraviglioso, tra le altre cose, perché ti fa sentire parte di qualcosa. Il senso di appartenenza a una “comunità”, a un gruppo di persone che va verso lo stesso posto e che “parla una lingua comune” è davvero potente. Tutto questo è rinforzato non solo dal condividere gli stessi disagi, le stesse fatiche e le stesse conquiste, ma anche da alcuni elementi caratterizzanti del Cammino che chiunque percorre il Cammino di Santiago conosce (e a cui si affeziona irrimediabilmente!).
Questi simboli sono:
- Conchiglia (Vieira): è in assoluto il simbolo più iconico del Cammino; anche nella sua forma più stilizzata e semplice sarà sempre riconoscibile da chi ha intrapreso questa esperienza nella vita. Un tempo, dopo Santiago i pellegrini raggiungevano l’oceano sulla costa galiziana e raccoglievano una conchiglia da riportare a casa come prova del cammino compiuto; serviva anche loro per mangiare e bere. Oggi, la vedrai appesa a tutti gli zaini dei pellegrini e, nella sua forma stilizzata, servirà a indicare la via da seguire in ogni momento. È anche un simbolo nel simbolo: la sua forma a raggiera simboleggia l’esistenza di tanti cammini che provengono da punti diversi ma che convergono verso un’unica meta finale, la Cattedrale di Santiago.
- Freccia gialla: hai paura che potresti perderti lungo i sentieri? Impossibile! Perché su qualsiasi Cammino, incontrerai sempre la freccia gialla a indicarti la via. La troverai dipinta su muri, alberi, pali della luce, rocce, asfalto… sarà la tua compagna a ogni passo, il simbolo pratico del Cammino per eccellenza. Ha un’origine piuttosto moderna: fu un’idea del parroco galiziano Elías Valiña Sampedro, che la diffuse su tutti i percorsi per facilitare l’orientamento dei pellegrini a partire dal secondo Dopoguerra, dopo che il Cammino di Santiago era rimasto per secoli nell’oblio.
- Cippi contachilometri: freccia gialla e conchiglia gialla su fondo blu sono le protagoniste dei cippi, ovvero una specie di colonnina di pietra che serve a fornire l’indicazione su quale strada percorrere e a contare i chilometri che mancano alla cattedrale di Santiago. Vederli in lontananza lungo la strada è sempre un piccolo colpo al cuore, perché sono la continua testimonianza che Santiago si sta, piano piano ma inesorabilmente, avvicinando.
- Credenziale e timbri: te ne ho già parlato sopra, per cui ormai sai che la Credenziale è uno dei simboli del Cammino più cari a tutti i pellegrini. Oltre alla sua funzione pratica, è un vero e proprio diario visuale del Cammino, che potrai “sfogliare” anche a distanza di anni per ricordare dove i tuoi passi ti hanno portato giorno dopo giorno, chilometro dopo chilometro.
- Croce di Santiago: si tratta di una croce, solitamente rossa, molto lunga e sottile, con dei decori a forma di giglio sulle estremità superiore e laterali, e una punta inferiore. È una croce ma sembra anche una spada; e, in effetti, è il simbolo di San Giacomo (Santiago), che era conosciuto anche come un santo guerriero (il Matamoros, ovvero l’Ammazza-Mori). La si trova un po’ ovunque, incisa su monumenti, chiese e portali, disegnata con lo zucchero a velo sulla tarta de Santiago (il dolce tipico del Cammino), usata su medaglie, mantelli o insegne.
- Bastone con zucca: oggi bastoncini da trekking, ieri… bastone! I pellegrini solevano camminare aiutati da un bastone di legno recuperato nei boschi ai bordi dei sentieri; questo bastone (bordón) li aiutava a superare i momenti più faticosi e anche a difendersi dall’attacco di eventuali animali. Il bordone aveva anche una simbologia spirituale: rappresentava come un “terzo piede” per il pellegrino, ricordandogli in ogni momento di appoggiarsi alla sua fede in Dio. Oggi è possibile acquistare un bordón in alcuni negozi di souvenir o di attrezzatura lungo il Cammino, se si pensa che possa essere utile. Un tempo, al bastone i pellegrini attaccavano una piccola zucca, che svuotavano e usavano come contenitore dell’acqua; una sorta di antenato naturale della borraccia!
- Saluti del Cammino: quando si cammina sui sentieri del Cammino di Santiago, si incontrano tanti pellegrini o camminatori come noi. Anche se all’inizio potrebbe sembrarti un po’ strano, nel giro di poco tempo salutare tutti con un sorriso ti verrà molto più che naturale! A chiunque si incontri, le due parole da usare sono sempre le stesse: Buen Camino! (ovvero, naturalmente, “buon cammino” in spagnolo). È un saluto e un augurio, nonché un modo per sentirsi tutti insieme parte di qualcosa di più grande. Altre due parole che potresti sentire o leggere lungo il Cammino provengono dal latino e sono Ultreia (”andiamo avanti”) e Suseia (”andiamo verso l’alto”, o “alleluia” per trasposizione). Provengono dal Codex Calixtinus, la prima “guida” al Cammino di Santiago nella storia, e sono un’esortazione al movimento verso la destinazione finale, inteso in senso sia fisico sia spirituale.
5 – Devo necessariamente iniziare dal punto di partenza del Cammino?
Di nuovo, assolutamente no! Si può decidere di partire da qualsiasi punto di qualsiasi cammino, e persino di non arrivare a Santiago. Vuoi partire dalla 14esima tappa del Cammino Francese? Benissimo! Basta trovare dei mezzi che ti ci portino, poi infili le scarpe e vai. Noi, ad esempio, non abbiamo mica fatto tutto il Cammino Portoghese! Siamo partiti da Porto, facendoci i nostri 240km circa fino a Santiago. Non ci sono obblighi e, di sicuro, nessun ti farà sentire inferiore nel caso tu abbia camminato meno di altri.
Oppure, al contrario, puoi camminare tantissimo partendo persino da casa tua! Come abbiamo visto, i cammini ufficiali partono da diversi luoghi in Francia, Spagna e Portogallo, ma potenzialmente una persona può partire da qualsiasi punto in Europa e poi ricongiungersi a uno dei cammini appena il tragitto lo consente.
C’è un’unica piccola discriminante in merito alla distanza percorsa: se vuoi ottenere la Compostela, devi assicurarti di camminare almeno per 100km, e di arrivare fino a Santiago. Quindi, ad esempio, potrai fare tutto il Cammino Inglese, oppure partire da Sarria sul Cammino Francese o da Tui sul Cammino Portoghese.
6 – Devo per forza essere credente cristiano per fare il Cammino?
Come ti dicevo sopra, il Cammino di Santiago è sicuramente nato come pellegrinaggio religioso, ma oggi questa vocazione non ha più l’esclusiva. Esiste ancora, ovvio: sono ancora moltissimi i cattolici credenti che affrontano il Cammino da veri pellegrini moderni, con lo stesso spirito religioso dei loro predecessori medievali. Nelle statistiche rilasciate periodicamente dagli enti che lavorano sul Cammino, la religione resta tra le principali spinte a partire.
Ma non c’è solo quella, anzi! Sempre più persone si mettono in cammino perché spinte da motivazioni diverse. In molti camminano perché sono alla ricerca della propria dimensione spirituale e mistica, a prescindere dalla religione. Molti altri considerano il Cammino di Santiago come parte integrante del proprio percorso di crescita personale: camminando, si impara ad ascoltarsi, a esplorarsi, a conoscere meglio i lati più profondi di noi. Altri ancora intraprendono il Cammino spinti dalla “semplice” voglia di vivere un’avventura diversa, di mettersi in gioco, di mettere alla prova fisico, mente, forza di volontà, capacità di adattamento… come se fosse un piccolo “campo di addestramento alla vita” (molto utile, confermo). E altri ancora? Solo perché amano camminare o stare all’aria aperta, per conoscere persone, per accompagnare il partner o gli amici, per rimettersi in forma… Di motivazioni ce ne sono a migliaia, una per ogni persona che cammina!
Se pensi di voler partire ma le tue motivazioni ti sembrano stupide, non giudicarti e tantomeno non ascoltare chi ti giudica: anche la sola idea di mettersi a camminare ha tutto il suo valore! La cosa davvero importante, per me, è seguire la propria strada senza giudicare gli altri e soprattutto portando rispetto verso se stessi, le persone che si incontrano (locali e altri camminatori) e l’ecosistema su cui lasciamo le nostre orme.
7 – Posso fare il Cammino di Santiago solo a piedi?
La stragrande maggioranza delle persone intraprendono il Cammino di Santiago armati unicamente dei propri piedi (o, al massimo, di bastoncini da trekking!). Ma è molto frequente fare il Cammino di Santiago anche in bicicletta. In questo caso, consiglio di partire già con un minimo di esperienza sulla bici, così come di informarsi sui tratti di cammino destinati proprio a questo mezzo (alcuni tratti del cammino “normale” sono impossibili da fare in bici per via della loro conformazione). Un’altra cosa da tenere in mente, se si fa il Cammino di Santiago in bicicletta, è che occorrerà percorrere 200km se si desidera ottenere la Compostela una volta arrivati a Santiago.
Esiste anche la possibilità di fare il Cammino a cavallo! Non ho mai conosciuto qualcuno che l’ha fatto, ma il cavallo è considerato un “mezzo” ufficiale. Se propendi per questa opzione, anche in questo caso serve un po’ di esperienza e una bella dose di preparazione preventiva; ad esempio, dovrai sapere in anticipo quali sono gli ostelli che prevedono il “parcheggio” e la cura dei cavalli.
E poi si può fare il Cammino sulla sedia a rotelle, trasportando bambini piccoli in carrozzine/passeggini, oppure in marsupi sulle spalle… Le opzioni sono tante, basta informarsi prima sul percorso più consono da seguire in base alle proprie necessità, e rispettare sempre gli altri camminatori.
8 – Meglio partire da soli o in compagnia?
Tra le cose da sapere sul Cammino di Santiago, questa è forse la domanda più difficile a cui rispondere. O forse, la risposta è semplice: dipende! Dipende molto da come sei tu e da ciò che cerchi sul Cammino, perché entrambe le opzioni possono essere più che valide.
Premetto che non ho mai fatto un cammino da sola (per ora!), però ho parlato con chi l’ha fatto e comunque riesco a immaginare tutti i lati positivi di un eventuale cammino in solitaria. Camminare da soli significa mettersi alla prova, contare solo su se stessi, essere pronti a dover conversare con se stessi anche per ore e ore. Viaggiare in solitaria è una cosa che amo perché aiuta tantissimo in un percorso di crescita personale… e camminare da soli credo sia lo stesso ma all’ennesima potenza!
Intraprendere il Cammino di Santiago in compagnia presenta aspetti diversi: si ha qualcuno con cui chiacchierare e passare il tempo, dividere le sfighe e gli sfoghi sulla stanchezza, ma anche le conquiste e le soddisfazioni. Motivarsi a vicenda, dividere i costi e il peso di snack e oggetti… Ma soprattutto, camminare in compagnia significa coltivare relazioni umane, che è la cosa in assoluto più bella sul cammino (secondo me).
Da soli o in compagnia: entrambe le opzioni presentano pro e contro, e credo che siano esperienze che vadano fatte entrambe prima o poi. La cosa bella è: non devi per forza scegliere! Se parti da solo, incontrerai sicuramente qualcuno lungo la strada con cui condividere qualche minuto, qualche ora, tappe intere o anche tutto il Cammino. E se invece parti in compagnia, nessuno si offenderà se un giorno chiedi di poter stare da solo per viverti questa esperienza in una parziale solitudine. Insomma: se sai stare bene da solo e se ti circondi di belle persone, qualsiasi scelta sarà azzeccata e potrai viverti i tuoi momenti di raccoglimento o di convivialità nel massimo della libertà.
PS: potresti partire anche in compagnia del tuo cane, perché no? Il Cammino di Santiago è aperto ai nostri amici a quattro zampe; basta assicurarsi sempre di avere rispetto degli altri camminatori e avere sotto mano una lista di alloggi che consenta l’ingresso agli animali.
9 – Qual è il momento migliore dell’anno per fare il Cammino di Santiago?
Partiamo dal presupposto che tutti i tragitti del Cammino di Santiago sono aperti tutto l’anno, e anche la Credenziale la si può ritirare tutto l’anno. Quindi, a livello logistico, puoi partire quando vuoi. Il momento migliore non esiste, dipende molto dalle necessità di ognuno. Le due discriminanti, secondo me, sono il clima e l’affollamento.
Nel nord-ovest della Spagna fa molto caldo nei mesi tra giugno e settembre, e camminare sotto al sole per diversi chilometri non è il massimo. In inverno si può camminare, ma bisogna fare molta attenzione alle altitudini più elevate – si potrebbe incontrare la neve! – e al fatto che diversi ostelli chiudono nei mesi invernali. Nelle mezze stagioni il clima è un po’ più ballerino: si potrebbero incontrare pioggia e grandine (nonché neve, nei punti più alti), ma il sole non picchia troppo duramente.
Per quanto riguarda l’affollamento, consideriamo principalmente i due Cammini più frequentati, ovvero il Francese e il Portoghese: saranno belli affollati nei mesi da giugno e settembre, soprattutto negli ultimi 100km prima di Santiago. Se puoi, quindi, valuta dei mesi intermedi come aprile, maggio o fine settembre/inizio ottobre.
10 – Quanto costa fare il Cammino di Santiago?
Il Cammino di Santiago nasce come pellegrinaggio e quindi, per definizione, è una tipologia di viaggio poco costosa. Questo è vero solo se lo si vive con lo spirito del pellegrino! Se si sceglie di dormire in ostelli o monasteri condividendo la camere con altre 10/20 persone, se si accetta il Menù del Pellegrino, se si lavano i panni a mano e se non ci si concedono troppi vizi… i costi restano decisamente contenuti, e quelli più alti sono quelli relativi al volo per andare e tornare dall’Italia.
Ovviamente, ci si può discostare da questa “vita pellegrina” ogni tanto, concedendosi qualche sfizio: una birra ghiacciata a fine tappa, una camera un po’ più comoda, un bagno privato, una cena al ristorante, un dolce, la visita di un museo, ma anche banalmente delle medicine o degli integratori vitaminici… Cose che sembrano niente di speciale, ma che sul Cammino verranno vissute come veri e propri lussi.
Tutto dipende dalla tua attitudine al risparmio e dal tipo di approccio che vuoi avere al Cammino. Se vuoi approfondire questo argomento, leggi il mio articolo su quanto costa il Cammino di Santiago.
11 – Cosa devo mettere nello zaino?
Lo zaino è la tua casa e la tua croce sul Cammino di Santiago. Come un fratello, potrai contare su di lui per avere con te tutto ciò di cui hai bisogno; ma rappresenterà anche un peso da portare sulle spalle per ore e ore, affaticando una prova fisica già impegnativa di suo. Per questi motivi, occorre prepararlo con molta attenzione, trovando l’equilibrio perfetto tra leggerezza e praticità.
Bastano pochissimi vestiti, un beauty case ridotto all’essenziale, l’occorrente per curare eventuali malanni, un sacco lenzuolo, un asciugamano, il caricatore per il telefono, la sacca per l’acqua… e poco altro, davvero! Se vuoi approfondire l’argomento, ho scritto un articolo molto dettagliato (con tanto di checklist) su come fare lo zaino per il Cammino di Santiago.
12 – Quali sono le cose fondamentali da fare prima di partire?
In quanto viaggio sui generis, il Cammino di Santiago non richiede necessariamente un’elevata pianificazione. Anzi: a meno che tu non parta in altissima stagione (o in inverno) o in condizioni particolari, non c’è bisogno che tu organizzi quasi niente.
Ecco in breve le cose a cui penserei prima di partire:
- Scegliere quale Cammino preferisci fare;
- Scegliere la tappa di partenza e acquistare il biglietto per il mezzo (molto presumibilmente un volo) per arrivarci;
- Prenotare l’alloggio della prima notte;
- Raccogliere informazioni sul Cammino scelto e su come organizzare le tappe tramite guide cartacee, siti specializzati e app apposite;
- Acquistare/preparare le scarpe, lo zaino e tutti gli oggetti che ritieni utili;
- Allenarti già da qualche settimana prima della partenza, possibilmente con le scarpe che utilizzerai lungo il Cammino e con lo zaino dal peso verosimile;
- Prepararti psicologicamente al Cammino; se possibile, avere un’idea più o meno chiara degli obiettivi per cui intraprendi il Cammino e dell’approccio con cui vuoi affrontare questa esperienza.
Ho approfondito tutti questi punti (e altri) nel mio articolo “15 cose da fare prima di partire per il Cammino di Santiago”.
13 – Serve fare allenamento prima della partenza?
Il Cammino di Santiago è una delle esperienze più inclusive che io abbia mai vissuto. Su quei sentieri trovi persone di qualsiasi genere, età, religione, estrazione sociale, condizione fisica… È davvero un micro-cosmo unico! Questo per farti capire che il Cammino di Santiago è assolutamente accessibile a chiunque (a meno che non ci siano ovviamente degli impedimenti fisici estremamente gravi… ma ci sono persone che trovano il modo di percorrere il Cammino anche in sedia a rotelle!).
Hai oltre 65 anni e pensi di essere ormai troppo in là con l’età? O, al contrario, hai dei bambini piccoli? Non ti preoccupare: tutto è possibile! L’importante è affrontare il cammino con il più totale rispetto per se stessi, conoscendo nel profondo le nostre condizioni e necessità, ascoltando il proprio corpo e assecondandolo nei suoi bisogni.
Certo è che un po’ di sano allenamento preventivo non può far male! Ho visto persone anziane camminare spedite e senza essersi allenate appositamente prima di partire, ma erano persone che camminavano in montagna d’abitudine sin da quando erano giovani. Se tu non sei come loro, conviene allenarsi un po’ prima di partire. Questo è vero a prescindere dall’età e anche dall’attività fisica che si fa, perché anche andare in palestra 4 volte a settimana non ti prepara al meglio per un’esperienza di resistenza come quella del Cammino.
Ti consiglio quindi di acquistare subito le scarpe e lo zaino che userai lungo il Cammino, di riempire lo zaino con un po’ di peso, e di metterti a camminare quando puoi. Sono sufficienti anche solo 20-45 minuti ogni sera dopo il lavoro, anche in giro per la città! Da abbinare, se possibile, a qualche giornata di 5-6 ore di cammino nel weekend (alternando anche camminate in salita e discesa e su diverse tipologie di terreno).
Detto questo, io per diversi motivi non mi ero potuta allenare prima di partire; anche se con un ginocchio malandato, sono comunque arrivata in fondo… Non c’è una regola precisa, le uniche cose da ricordare sono: conosci te stesso e ascolta il tuo corpo.
14 – Come si pianificano le tappe lungo il Cammino?
Come ho accennato un po’ sopra, ci sono tantissimi supporti a chiunque voglia intraprendere il Cammino di Santiago. Vista la fama di questo cammino, i contenuti abbondano! Guide cartacee, siti web specializzati, app per telefono, blog di viaggiatori (come quello che stai leggendo)… Puoi scegliere il supporto con cui ti trovi meglio, o fare anche un mix di supporti diversi per capire come suddividere le tappe e come pianificare i tuoi spostamenti.
Il mio consiglio è questo: fatti un’idea di come vorrai suddividere il tuo cammino prima della partenza, ovvero quante tappe farai (in base ai giorni che hai a disposizione) e dove ti fermerai a dormire. Se hai esigenze particolari o se cammini in alta stagione puoi prenotare gli alloggi (anche di giorno in giorno, o con qualche giorno di anticipo), altrimenti puoi anche avere appunto un’idea sommaria di dove vorrai fermarti, ma poi decidere sul momento anche in base alle tue condizioni fisiche.
Per organizzare il mio Cammino, prima della partenza io mi sono letta tantissimi contenuti del sito ilcamminodisantiago.net; l’ho trovato per caso e penso che sia fatto molto bene, ricco di informazioni dettagliate e ben categorizzate. Ma la maggior parte della pianificazione tappe l’ho fatta grazie alle app, specificatamente Buen Camino (usata principalmente per scegliere dove alloggiare nelle diverse destinazioni) e Camino Ninja (per seguire il tracciato e avere sempre un’idea dei chilometri fatti e di quelli mancanti fino alla tappa intermedia successiva).
15 – Com’è una giornata tipo sul Cammino?
Ah, questa domanda mi riporta indietro nel tempo a quei giorni sul Cammino, che nostalgia! Alla fine le giornate scorrono un po’ tutte uguali tra loro, ma ciò non è noioso per niente, anzi: si crea una sorta di “routine in Cammino” che ti fa sentire parte di qualcosa di bello e di condiviso. È come se il sentiero diventasse la tua casa per qualche giorno, è una bellissima sensazione.
E quindi, com’è una giornata tipo? Ti racconto la mia; ovviamente ognuno vive il Cammino a modo suo, ma mi sono resa conto che la stragrande maggioranza delle persone organizza la giornata in modo molto simile.
Ci si sveglia relativamente presto. Presto quanto? Dipende dalla persona, ma anche dalla stagione – se fa molto caldo è bene partire anche prima dell’alba –, dai chilometri che ci aspettano in quella giornata, ma anche banalmente da quanto hanno russato i propri compagni di stanza. 🙂 Ci sono stati dei giorni in cui ci si svegliava prima, ma la nostra sveglia suonava mediamente intorno alle 07.00-07.30 (anche un po’ dopo, a volte).
Noi facevamo una prima piccola colazione direttamente in ostello, giusto per avere quel minimo di energie per partire. Quando non era possibile, ci fermavamo alla prima caffetteria disponibile. Si inizia poi a camminare, tenendo il ritmo che si riesce a tenere! A noi piaceva fare una “seconda colazione” in tarda mattinata e poi mangiare qualcosa per pranzo verso le 14.00, quando ormai mancavano pochi chilometri all’arrivo: che bella sensazione! Tutto il resto del tempo è cammino: si cammina e basta, magari ogni tanto fermandosi a riprendere fiato o a scattare una foto. La media di Cammino di una persona “normale” è intorno ai 4km all’ora; noi riuscivamo a farne anche 5 quando eravamo pieni di energia, o anche solo 3 quando invece eravamo acciaccati: dipende sempre!
Ci è capitato di arrivare alla tappa a volte alle 14.30, una volta dopo le 18.00, ma più normalmente verso le 16.00. Il resto del pomeriggio è la “routine da ostello”: fare il letto, fare la doccia, fare stretching e curare i piedi o le parti del corpo che fanno male, occuparsi di lavatrice e asciugatrice (o del lavaggio a mano), sistemare lo zaino, riposarsi un po’ a letto o nelle sale comuni, sentire i propri cari al telefono, ma anche andare a fare un giretto nel paese di turno che ci ospita!! Poi si cena in un posto tranquillo (rigorosamente tipico, quanto pulpo a la gallega ho mangiato??), mini passeggiatina e a letto.
Ci sono persone che camminano più velocemente oppure si fermano meno spesso, per cui arrivano in meta anche molte ore prima. Altre persone alle 06.00 del mattino sono già sui sentieri, e quindi alle 21.30 dormono già. Ci sono persone che arrivano all’ostello di pomeriggio e subito si mettono a dormire per recuperare le energie. Altri continuano a dormire mentre tutta la camerata sta facendo casino per prepararsi alla partenza, e poi si svegliano alle 10.00 e iniziano a camminare con calma arrivando alla prossima tappa all’ora di cena. Alcune persone lavano i vestiti a mano, mangiano panini veloci a pranzo e cenano in ostello per risparmiare… Insomma, gli stili sono tanti, e non è detto che gli orari e le abitudini siano sempre le stesse di giorno in giorno! Di sicuro, la cosa bella è che già dopo i primi 2/3 giorni si trova il proprio ritmo e ci sembra che fare questa vita sia la normalità, un’eccezionale normalità.
16 – Dove si dorme durante il Cammino?
La principale forma di alloggio sul Cammino di Santiago è il cosiddetto albergue, ovvero l’ostello che, di solito, viene gestito a conduzione municipale, parrocchiale, familiare o privata, e in cui i pellegrini possono dormire mostrando la loro Credenziale. Questi ostelli hanno più o meno tutti le stesse caratteristiche: letti singoli (spesso a castello) in camerate che possono ospitare di solito dalle 8 alle 25 persone circa; bagni in comune con docce; zone comuni come la cucina dove potersi preparare i propri pasti o la zona dove poter lavare a mano e appendere i propri indumenti. Alcuni ostelli più “moderni” offrono anche altri servizi, dalla lavatrice/asciugatrice al distributore automatico di snack e bevande. Alcuni ostelli – specialmente quelli a conduzione parrocchiale – richiedono una semplice offerta anonima da inserire in una cassetta; altri chiedono una cifra fissa, che va di solito dai 5 ai 15€ circa. Si paga quasi sempre in contanti.
Naturalmente, lungo il Cammino si possono trovare paesi o località che offrono alloggi di livello più alto, anche fossero solo delle semplici pensioni o guesthouse dove alloggiare in camere private e/o con bagno privato. Noi, essendo partiti in 3, a volte abbiamo alloggiato in camere triple (in alberghi o pensioni) con bagno privato, spendendo sui 20-22€ a persona. È ovvio che nelle città più fornite esistono anche dei veri e propri hotel; i pellegrini di solito non ne fanno uso perché non sono decisamente nello spirito del Cammino, ma niente vieta di concedersi una sistemazione più comoda di tanto in tanto se il budget lo permette.
Noi abbiamo sempre usato le app sopra menzionate per cercare gli alloggi che facessero al caso nostro. Abbiamo mixato albergues da pellegrini, ospitati ad esempio in ex conventi o monasteri, ad alloggi un pochino più moderni e accessoriati (ad esempio, quando avevamo bisogno di fare la lavatrice). Ti consiglio di prenotare l’alloggio (anche solo il giorno prima) in 3 casi:
- se cammini su un percorso solitamente molto affollato (come gli ultimi 100km del Cammino Francese) e/o in un periodo di alta affluenza;
- se hai delle necessità particolari. Ad esempio: vuoi assicurarti che ci sia un posto per la tua bici; viaggi con il tuo cane e devi essere sicuro di trovare un posto che possa ospitarlo; non puoi camminare con lo zaino e hai quindi bisogno di un indirizzo specifico a cui spedirlo.
- se in quella specifica tappa, per diversi motivi, prevedi di arrivare in meta nel pomeriggio inoltrato (alle 17.30/18.00 gli ostelli iniziano già a essere tutti pieni, quindi conviene prenotare un posto letto ancora prima di arrivare).
Se vuoi approfondire l’argomento (sapendo anche dove abbiamo dormito noi sul Cammino Portoghese), leggi il mio articolo su dove dormire sul Cammino di Santiago.
17 – Dove si mangia durante il Cammino?
I languorini inizierano a farsi sentire piuttosto spesso nel corso dei chilometri, giorno dopo giorno… bisogna essere preparati, sia mai che si resti senza energie! Per questo, io credo sia assolutamente necessario avere con sé almeno qualche snack, così da non restare con lo stomaco vuoto senza dover necessariamente interrompere la camminata.
Quando però arriva l’ora di fermarsi, di nuovo noi ci siamo sempre affidati alle app (specificatamente a Camino Ninja) per capire quali dei paesi intermedi avesse caffetterie o ristoranti. Da lì, aiutandosi sempre con le app, o banalmente con Google Maps o ancora più banalmente con i cartelli lungo la strada, abbiamo sempre trovato un bar, un ristorante o una pasticceria pronta a soddisfare le nostre voglie. Raramente, ma capita che ci siano interi tratti di strada senza neanche un punto ristoro (ad esempio, gli oltre 14km di niente da Hospital a Cee sul Cammino a Fisterra); in questi casi, è bene dare un’occhiata preventiva al percorso (anche la sera prima) ed essere preparati con il proprio cibo.
Nelle caffetterie si fanno colazioni e merende a base di ciò che si trova di solito: caffè da solo o con latte, pane con pomodoro, pane con prosciutto, pane con burro e marmellata, brioche di qualche tipo, una tortilla al volo… Nei ristoranti lungo il Cammino, è quasi sempre presente il cosiddetto Menù del Pellegrino: un menù completo che, per pochi euro (solitamente sui 10-15€) permette al camminatore di rifocillarsi in maniera più che soddisfacente, magari con zuppa + piatto principale + dolce + acqua + caffè. Ovviamente il menù non è modificabile, quindi bisogna accontentarsi… oppure si sceglie qualcos’altro. Noi ce la siamo sempre cavata con insalate e tortillas, panini e polpo, oppure piatti unici con carne/pesce/uova + insalata e patate.
Se vuoi approfondire l’argomento (anche in merito alle cene, agli snack e ai consigli su posti interessanti dove mangiare da Porto a Finisterre/Muxia passando per Santiago), leggi il mio articolo su cosa mangiare sul Cammino di Santiago e come organizzare i pasti.
18 – Serve sapere lo spagnolo (o altre lingue)?
In generale direi di no: non è essenziale conoscere lo spagnolo né nessun’altra lingua quando si intraprende il Cammino di Santiago. Questo è vero specialmente se si viaggia sui cammini più frequentati o nei periodi più intensi; in tal caso, è sempre facile trovare qualcuno che parli italiano o un’altra lingua che eventualmente conosci (come l’inglese o il francese). Quando devi avere a che fare con le persone che offrono servizi ai pellegrini (hospitaleros, cioè chi gestisce gli ostelli, oppure camerieri/baristi, farmacisti, ecc), di solito l’inglese minimo lo capiscono tutti, o comunque te la puoi sempre cavare chiedendo aiuto o appoggiandoti ad app di traduzione.
È anche vero che imparare qualche parola di spagnolo (ma anche di portoghese, se ad esempio inizi a camminare da Porto come noi) potrebbe essere utile e anche piacevole per viversi l’esperienza del Cammino al meglio. Non serve diventare bilingui, ci mancherebbe! Ma potresti imparare le frasi più comuni che potresti dover usare lungo il cammino, relative ad esempio a chiedere indicazioni o chiedere aiuto, verificare la disponibilità di un letto in ostello, ordinare da bere e da mangiare. Questo vale a maggior ragione quando si cammina sui Cammini meno battuti o in zone estremamente poco turistiche, dove è difficile che le persone parlino inglese o altre lingue (o persino lo spagnolo, visto che tanti parlano principalmente galiziano… ma sapere un po’ di spagnolo sarebbe comunque meglio di niente).
In definitiva, il mio consiglio è quello di partire con:
- un piccolo frasario con quelle domande/frasi che pensi potrebbero aiutarti se ti trovi a interloquire con qualcuno che parla solo spagnolo;
- avere sul telefono un’app di traduzione a portata di mano per le emergenze.
19 – Che si fa se piove?
Mi viene un po’ da ridere di fronte a questa domanda, perché nella mia esperienza ha piovuto quasi ininterrottamente per i primi tre giorni di Cammino (e non solo), e famiglia e amici a casa mi chiedevano: ma che fate se piove?
E che vuoi fare: continui a camminare, ovviamente!
Il Cammino di Santiago è una rete di percorsi che possono svilupparsi in diversi aspetti: sentieri nei boschi o nei campi, stradine di campagna, strade di paese, marciapiedi delle strade statali… ovunque tu stia camminando, non importa se fa freddo o se fa caldo, se piove o se c’è un sole che spacca le pietre: tu continui a camminare.
Naturalmente ti fermi quando hai fame o quando sei stanco ma, a meno che la tua incolumità non venga messa a rischio, non è che un po’ di pioggia ti deve costringere a fermarti, altrimenti rischi di non arrivare più! Per cui, è fondamentale attrezzarsi con il giusto vestiario – ad esempio, una giacca impermeabile o ancora meglio un poncho, che copra anche lo zaino – e si va. Noi abbiamo beccato anche la grandine un paio di volte, in un tratto di strada dove non c’era nemmeno mezzo cespuglio a proteggerci; col senno di poi è stato divertente, mettiamola così!
Se vuoi approfondire, leggi il mio articolo su cosa fare sul Cammino di Santiago con la pioggia.
20 – Quali sono i dolori che potrei dover affrontare in Cammino?
I dolori in assoluto più temuti da tutti i pellegrini sono quelli provocati dalle vesciche, che possono comparire su diversi punti dei piedi dopo chilometri e chilometri di camminata. Le vesciche sono causate dal continuo attrito e da un ambiente che si protrae umido nel tempo. Ci sono diversi modi per prevenire le vesciche: bisogna avere cura dei propri piedi e applicare alcuni piccoli trucchi ogni mattina. Se comunque le vesciche dovessero comparire, ci vuole un po’ di pazienza e di sopportazione, ma si possono curare abbastanza facilmente!
Oltre alle vesciche, altri dolori molto diffusi sul Cammino sono quelli legati alle articolazioni, specialmente di ginocchia e caviglie. Lo zaino può invece chiedere un conto piuttosto alto alla salute di spalle, schiena e anche. La stanchezza può farsi sentire non solo a causa dello zaino e dei tanti chilometri, ma anche perché spesso non si riesce a godere di un sonno davvero ristoratore (cosa non facilissima quando dormi in camerata con altre 20 persone).
Possono esistere anche dei dolori legati a episodi sfortunati o causati da bassa prudenza e attenzione: distorsioni, disidratazione, colpi di calore… Per evitare questi spiacevolissimi inconvenienti, è essenziale prendersi cura del proprio corpo ogni giorno sul Cammino: scarpe robuste e comode, acqua fresca sempre a disposizione, snack energetici a portata di mano, cappellino per ripararsi dal sole, oltre ovviamente al prendersi le giuste pause e non strafare.
Difficilmente incontrerai sul Cammino persone che non hanno nemmeno un piccolo dolorino in qualche punto del corpo: è tutto normale! Ma non dev’essere per forza un calvario, fortunatamente non siamo più pellegrini medievali e abbiamo tante comodità che ci vengono in aiuto per stare bene. Se vuoi approfondire l’argomento, leggi il mio articolo Dolori e vesciche sul Cammino: come prevenirli e come stare bene.
21 – Come mi comporto se non ce la faccio più?
Nonostante tutte le attenzioni che dedichiamo al nostro corpo, può capitare che lui a un certo punto non ce la faccia più. Tendiniti, dolori al menisco, vesciche infette, strappi e stiramenti… ne ho sentite un po’ di tutti i colori. Ciò significa che dovremmo rinunciare al Cammino e al nostro tanto sognato arrivo a Santiago? Non necessariamente! Se è successo qualcosa di grave che proprio ci impedisce di continuare è un conto ma, prima di rinunciare definitivamente, ci sono alcune cose che si possono fare:
- se pensi di poter camminare ma è il peso dello zaino la discriminante tra il farcela e il non farcela… spediscilo! Su tutti i Cammini esistono servizi di spedizione dello zaino: indichi il punto di partenza e il punto di arrivo (cioè l’ostello dove hai scelto per dormire quella sera) e, a fronte di qualche euro di spesa, mentre tu cammini lo zaino sarà portato a destinazione, e te lo ritroverai ad aspettarti nella reception dell’ostello.
Noi abbiamo dovuto farlo per diversi giorni (Walter perché già da casa era partito con uno strappo di secondo grado alla coscia, io perché ho fatto più di metà Cammino con un ginocchio infiammato e un probabile menisco lesionato), e ci siamo sempre trovati benissimo con questo servizio. All’inizio mi sentivo “indegna” di fare il Cammino senza lo zaino, perché lo zaino è davvero simbolo dello sforzo fisico e della determinazione che ti porta al risultato. Ma poi ho scelto di non giudicare, né me né tutte le altre persone che, per un motivo o per un altro, hanno fatto alcune o tutte le tappe senza zaino. Meglio senza zaino che niente, no? E la differenza di diversi chili in meno sulle spalle, nel lungo periodo, si sente eccome. - se stai camminando ma i chilometri che ti aspettano fino alla fine della tappa sono ancora troppi, considera la possibilità di prendere un taxi o un autobus per raggiungere la tappa senza camminare. In questo modo, resti nella tua tabella di marcia – cosa utile se stai viaggiando insieme ad altre persone, ad esempio – e ti dà la possibilità di arrivare prima in meta, avendo così più ore per riposare e riprenderti. Volendo, potresti farlo anche più volte nel corso del Cammino, provando ogni giorno a camminare e vedendo fin dove riesci ad arrivare. Sarà un Cammino un po’ a metà… ma almeno avrai fatto ciò che è in tuo potere per continuare senza stare eccessivamente male fisicamente.
- se non sei tiratissimo coi giorni a disposizione e te lo puoi permettere, oppure se proprio sei costretto a farlo, fermati per un giorno o due. È sempre meglio fermarsi che rinunciare, quindi usa questo stop come ultima spiaggia! Riposati in ostello tutto il giorno, magari fatti visitare da un medico se le tue condizioni lo richiedono. Lascia “respirare” i piedi, rilassa tutti i muscoli e prenditi cura di te. A volte, anche solo un giorno di riposo totale può fare grandi cose.
Se proprio dovessi rinunciare… non succede niente! Forse non era il momento giusto per te e il tuo corpo te l’ha comunicato in modo chiaro. Forse hai avuto solo un po’ di sfortuna. Non restarci male: accogli questo avvenimento come un insegnamento e… provaci la prossima volta!
PS: se è il tuo corpo a chiederti di rinunciare… dagli assolutamente retta. Se invece è la tua mente a farlo, insinuando pensieri di sfiducia, inadeguatezza o mancanza di coraggio… ecco, lei non la devi ascoltare proprio sempre, perché spesso non ha ragione! Prova a proseguire, a mostrarle il tuo coraggio e la tua determinazione: fare il Cammino significa anche uscire dalla propria zona di comfort e sfidare le proprie credenze limitanti.
22 – Il Cammino di Santiago è sicuro?
Il Cammino di Santiago è un “luogo” molto noto e molto frequentato, e questo da una parte è un bene perché non ci si sente mai soli. Ciò è vero principalmente nei mesi primaverili/estivi e nei tragitti più frequentati, come il Cammino Francese e il Cammino Portoghese (specialmente negli ultimi 100km). Camminare insieme ad altre persone, fossero anche sconosciute e avanti/indietro a noi di qualche decina di metri, ci fa sempre sentire “protetti”: qualsiasi cosa accada, c’è sempre qualcuno che ti potrà dare una mano! Inoltre, la maggior parte dei paesini che si trovano lungo le rotte giacobee praticamente vivono di pellegrini, e le persone che hanno a che fare con loro (hospitaleros, camerieri, baristi, ecc.) sono tutte estremamente gentili e disponibili.
Diversa può essere la situazione nei periodi “fuori stagione” e/o nei tratti meno frequentati. Ad esempio, il Cammino Portoghese parte ufficialmente da Lisbona, ma la stragrande maggioranza lo inizia da Porto, o ancora dopo da Tui; se cammini da Lisbona, probabilmente fino a Porto incontrerai pochissimi altri pellegrini. Questo può essere un bene se ciò che cerchi è la solitudine, ma bisogna essere ancora più prudenti del solito. Lo stesso vale su qualsiasi altra rotta se si decide di iniziare a camminare prima dell’alba (cosa che comunque fanno in molti specialmente quando fa molto caldo).
Ma quali possono essere i pericoli del Cammino di Santiago?
- Quelli umani, naturalmente: di pazzi nel mondo ce ne sono sempre fin troppi. Per fortuna, il micro-cosmo del Cammino di Santiago risulta essere piuttosto protetto dalle brutture del mondo, e i casi accertati di “brutte persone” incontrate sul cammino si possono contare sulle dita di una mano. Detto questo, non si può mai sapere e un po’ di prudenza non guasta mai, soprattutto se viaggi da solo (o da sola). Una buona idea può essere quella di scaricare l’app Alertcops della Guardia Civile Spagnola, nonché adottare i classici comportamenti prudenti di quando si è in giro da soli (non dare eccessiva confidenza, non girare da soli di notte, avere il telefono sempre ben carico e a portata di mano).
- Ci può essere il rischio di farsi male e di non poter continuare a camminare, restando fisicamente bloccati sul sentiero. Anche in questo, non è un grosso problema di sicurezza: con il telefono si raggiungono i soccorsi e, comunque, non si è mai troppo lontani da altri pellegrini o dalle persone del paese più vicino.
- Gli animali sul percorso non rappresentano un particolare problema di sicurezza, visto che incontrerai molto probabilmente solo mucche, gatti e cani super docili! Può capitare comunque di trovare cani senza collare e dall’aria apparentemente aggressiva; in tal caso, comportati con naturalezza senza guardarli negli occhi e allontanati senza movimenti bruschi.
- Forse, il pericolo maggiore è quello rappresentato dal traffico. Purtroppo ci sono sempre dei tratti in cui si dovrà camminare sul bordo di strade statali dove le auto corrono veloci, oppure di attraversare in prossimità di curve. A volte, presi dal cammino, si rischia di essere un po’ imprudenti in questo senso. Cerchiamo di fare attenzione, di non fare “i padroni della strada”; camminiamo sempre nel senso opposto di marcia e, se possibile, applichiamo delle fascette catarifrangenti sullo zaini per poter essere più facilmente visibili.
23 – Quali sono le emozioni che si provano sul Cammino e quando si arriva a Santiago?
Descrivere le emozioni legate al Cammino di Santiago è difficilissimo. Ho provato a racchiuderle nella mia newsletter appena tornata (a proposito, ti iscrivi?), ma servirebbero pagine e pagine intere per farlo! O forse, le parole non sono sufficienti.
Quello che però posso dire è questo.
Camminare è di per sé un atto elementare, di quelli che si imparano a pochi mesi di vita. Basta mettere un piede avanti all’altro, no? È così, una questione di meccanica, di cinetica, di equilibrio. Eppure, nel contesto del Cammino di Santiago, camminare è anche un atto mentale, mistico, spirituale. Ti ritrovi su sentieri battuti o strade asfaltate, da solo o in mezzo alla gente, nel silenzio o con la musica sparata nelle orecchie, e cammini. Fai tante cose diverse, il tempo passa, il mondo continua a esistere, e tu cammini. Passo dopo passo, chilometro dopo chilometro, giorno dopo giorno fino a una meta che sembra all’inizio lontanissima e poi diventa sempre più concreta. Camminare è una metafora di vita, una questione di forza di volontà, di ascolto di sé, di determinazione, ma anche di leggerezza, di occhi verso il cielo, di “lasciar andare”.
In quei passi, se lo vuoi, c’è tutto. Tutto quello che ti serve per conoscere te stesso, per ascoltare la tua voce più profonda, per lasciar emergere pensieri che avevi rinchiuso da qualche parte, inermi. Per connetterti con la natura che spesso ci manca, per creare relazioni fugaci o significative. Per provare la solidarietà del mondo, la forza di un sorriso, gli occhi lucidi quando qualcuno che non hai mai visto prima ti sprona a non mollare. Ma c’è anche il modo di non pensare, di stare dentro a una bolla in cui tutto è faticoso ma bello, in cui tutti sono umani ma buoni, in cui le comodità si ridimensionano e le preoccupazioni quotidiane possono anche andare un po’ a farsi fottere.
E alla fine eccoci qua, siamo finalmente giunti a Santiago de Compostela! All’inizio io non ho capito la potenza di quel momento. Arrivare in Praça do Obradoiro – la piazza su cui si affaccia la cattedrale – significa ritrovarsi circondati da decine e centinaia di pellegrini. Sudati, zoppicanti, sorridenti, felici! Ce l’abbiamo fatta, da soli ma insieme, sconosciuti ma tutti parte della stessa magia. È una magia, sì. Non deve avere niente di religioso se non vuoi, ma di sicuro ha qualcosa di mistico, di potente. Una di quelle iniezioni di dopamina sana, che ti fa piangere e ridere insieme, che ti fa dire: lo voglio rifare.
24 – Santiago de Compostela è anche una bella città da visitare?
Città della Galizia a nord-ovest della Spagna, Santiago de Compostela è famosa in tutto il mondo per lo stesso motivo per cui tu, pellegrino, sei arrivato qua: le spoglie di San Giacomo, apostolo di Gesù, custodite con amore nella sua Cattedrale. Ovunque, le stradine e le piazze di Santiago pullulano di pellegrini in pantaloni da trekking, alcuni zoppicanti e altri bruciati dal sole, che si recano alla Oficina del peregrino per richiedere la Compostela, partecipano alla Messa del Pellegrino o vanno a caccia di un souvenir da portarsi a casa per ricordare quest’esperienza per sempre.
Ma, attenzione: Santiago non è solo città di pellegrini! È anche una vivacissima città universitaria, piena di giovani e delle tipiche vibes spagnole. È anche, assolutamente, una città d’arte, con innumerevoli chicche architettoniche, storiche e culturali.
Quindi: assolutamente sì, Santiago de Compostela merita di essere visitata al di là della sua funzione di meta finale del Cammino. Ti consiglio quindi con tutto il cuore di acquistare il volo di ritorno a casa dandoti modo di visitare Santiago almeno per un giorno o due. Ci sono chiese, musei, palazzi, parchi, viste panoramiche, stradine medievali, trattorie tipiche da visitare… e, perché no, concediti anche un po’ di tempo per sederti su una panchina e osservare la vita che scorre in questa città dalle molte anime.
Se vuoi avere un’idea più chiara del perché vale la pena fermarsi, leggi il mio articolo su cosa vedere a Santiago de Compostela.
25 – Come si estendono le emozioni del Cammino una volta tornati a casa?
Quando torni a casa, esci dalla “bolla” del Cammino. Vorresti con tutte le tue forze che le sensazioni magiche provate camminando restassero con te anche una volta rientrato, ma diciamoci la verità: il tran tran di tutti i giorni, il ritorno al lavoro, le incombenze, le commissioni, le routine… eliminano tutta la magia nel giro di pochi giorni. È un gran peccato, ma puoi sempre fare due cose importanti.
La prima è riflettere profondamente sugli insegnamenti più grandi che il Cammino ti ha fornito, cercando di coltivarli anche nella tua routine quotidiana. A titolo di puro esempio, a me il Cammino ha lasciato una certa dose di fatalismo, di “se così deve andare, che vada così”, ed è una sensazione un po’ rassicurante perché mi toglie l’inutile responsabilità di voler controllare ciò che non posso controllare (tipo la pioggia, la grandine, il dolore al ginocchio, ecc.). Ho riflettuto su questo concetto, l’ho ritenuto utile per me e sto cercando di applicarlo alla mia vita di tutti i giorni.
La seconda è permettere alle tue emozioni originali di rivivere, anche se solo parzialmente, tramite i contenuti legati al Cammino che noi pellegrini moderni abbiamo la fortuna di trovare online e offline. Alcuni esempi:
- leggere i siti specializzati e i blog di viaggi (come il mio!) che raccontano delle emozioni vissute sul Cammino da tante persone diverse; in questi racconti puoi immedesimarti e, perché no, trovare la spinta per partire ancora!
- leggere i libri scritti da pellegrini che hanno trasformato la loro esperienza in racconti lunghi, personali ma universali, ricchi di aneddoti ed emozioni. Di libri relativi al Cammino di Santiago ce ne sono davvero a decine. Io ti consiglio Destinazione Santiago di Riccardo Finelli, Il Cammino di Santiago di Paulo Coelho, Il sogno del drago di Enrico Brizzi, Il silenzio dei miei passi di Claudio Pelizzeni, Volevo solo camminare di Daniela Collu.
- Guardare film e documentari che parlano del Cammino di Santiago, per rivivere le emozioni direttamente dallo schermo. Il film più famoso in questo senso è The Way (visibile gratuitamente su RaiPlay), in cui un padre americano si ritrova sul Cammino dopo un grave lutto che dovrà in qualche modo condividere con degli amici pellegrini casuali ma salvifici. Su Netflix (con sottotitoli anche in italiano) è invece disponibile il documentario Camino: una ripresa estremamente “casalinga” e immersiva proposta da un regista olandese, che condivide con lo spettatore diverse riflessioni sulle sfide fisiche e mentali di questa esperienza. Su YouTube puoi liberamente guardare Looking for Infinity (in spagnolo con sottotitoli in inglese) o Tres en el Camino (con audio e sottotitoli in spagnolo).
- ascoltare della musica, antica o moderna, legata in diversi modi al Cammino di Santiago: in questo articolo trovi tutti i riferimenti per rivivere le emozioni del Cammino sulla scia delle note musicali.
Questo lungo articolo tocca alcune delle cose da sapere sul Cammino di Santiago, ma non è certamente esuastivo perché il Cammino è un intero mondo da scoprire! Spero comunque di aver risposto ad alcune delle tue domande, e di averti dato un po’ di informazioni utili per metterti coraggio e partire… non te ne pentirai! Hai altre domande o curiosità sul Cammino? Scrivi un commento e fammelo sapere! 🙂























