Uno dei dubbi più frequenti di chi sta preparando il Cammino di Santiago riguarda il pernottamento. Quali tipologie di alloggi esistono? È necessario prenotare? In questo articolo ti parlo di dove dormire sul Cammino di Santiago e ti fornisco tutte le informazioni utili in merito.

Quando si parla di Cammino di Santiago, ci si rende ben presto conto che non si tratta semplicemente di camminare, anzi! Ci sono molti altri elementi che rappresentano una parte importantissima dell’esperienza, e uno di questi riguarda sicuramente il dove dormire. Perché negli alloggi si ricaricano le batterie, ma si fanno anche nuove conoscenze e si vive quello “spirito del pellegrino” che rende quest’esperienza davvero indimenticabile.
Ma, di preciso, dove dormire sul Cammino di Santiago? Anche se gli albergues per i pellegrini sono le soluzioni più comuni e “autentiche”, esistono sicuramente altre soluzioni che soddisfano tutte le tasche e tutte le esigenze. In questo articolo te ne parlo nel dettaglio, fornendoti anche qualche consiglio sulle prenotazioni (come e se farle) e altri consigli generici per dormire bene e per pianificare il tuo Cammino al meglio. Infine, ti darò i nomi dei posti dove ho dormito io sul Cammino Portoghese Centrale (da Porto a Santiago), in caso ti possa servire!
Dove dormire sul Cammino di Santiago: tutte le tipologie di alloggio disponibili
La cosa bella del Cammino di Santiago è che si tratta di percorsi molto ben serviti, ricchi di tutti quei servizi che possono aiutare il pellegrino a vivere meglio questa esperienza. Sicuramente alcuni percorsi sono più e meglio serviti di altri – in primis il Cammino Francese e il Cammino Portoghese –, ma ovunque si troveranno alloggi adeguati al riposo.
Quali tipologie di alloggi esistono? Che caratteristiche hanno, quando e perché sceglierli?
Albergues de peregrinos pubblici
Gli albergues de peregrinos sono senza dubbio la tipologia di alloggio più tradizionale e diffusa dove dormire sul Cammino di Santiago. La parola albergue significa “ostello” in spagnolo e portoghese, e gli albergues de peregrinos sono appunto gli ostelli dedicati specificatamente ai pellegrini del Cammino di Santiago. Ciò significa che, per potervi alloggiare, è necessario mostrare la Credenziale.
Gli albergues pubblici sono gestiti dai Comuni, dalle parrocchie o da confraternite o associazioni locali; spesso, a espletare le varie funzioni quotidiane sono ex pellegrini che lavorano negli ostelli su base volontaria per qualche settimana. Questi albergues pubblici sono caratterizzati da servizi piuttosto spartani: grandi camerate con letti a castello, bagni in comune basici, talvolta cucina con dotazione di base, lavanderia o stenditoio.
A fronte di questi servizi di base, anche il prezzo è di base: si paga di solito intorno ai 5-10€, oppure alcuni albergues pubblici richiedono un pagamento a donativo (quindi a offerta libera).
Gli albergues pubblici non si possono prenotare: vige la regola del first come, first served (chi prima arriva, più possibiltà ha di trovare un letto). Spesso aprono nel primo pomeriggio, intorno alle 14.00-16.00, e da quell’orario in poi si può iniziare a presentarsi per richiedere un posto letto; la mattina dopo, invece, può capitare che ai pellegrini venga richiesto di lasciare l’alloggio sul presto, cosicché le stanze possano essere preparate per i pellegrini successivi.
L’atmosfera degli albergues pubblici è molto spartana e richiede una certa dose di spirito di adattamento, su questo non c’è dubbio. È anche però la tipologia di alloggio forse più autentica, quella che ti fa sentire proprio un vero pellegrino! In questi luoghi – che spesso possono essere ricavati da ex conventi o monasteri, contribuendo quindi a un’atmosfera davvero particolare –, è molto facile conoscere nuove persone, condividere pasti improvvisati e scambiarsi racconti di viaggio. Qui si vive il vero e proprio spirito del Cammino, essenziale ma comunitario.
Albergues de peregrinos privati
Il concetto è davvero molto simile: l’unica differenza è che, in questo caso, gli albergues sono a gestione appunto privata, a carico di famiglie, associazioni o piccole imprese del territorio.
A fronte di servizi migliori, si hanno prezzi leggermente più alti. Gli albergues privati sono solitamente un po’ più moderni – ma non è detto – e forniscono servizi più articolati: cucine attrezzate, lavanderia con asciugatrice, wi-fi, armadietti di sicurezza… Oltre alle camerate, a volte è possibile trovare anche stanze più piccole da 4-6 persone. I costi possono aggirarsi intorno ai 12-18€, e alcune volte possono comprendere persino la colazione. Inoltre, è quasi sempre possibile prenotare gli albergues privati in anticipo tramite telefono, chat Whatsapp o Booking.com*
L’atmosfera degli albergues privati è sicuramente più comoda e organizzata, ma resta comunque conviviale. Anche in questo caso, si tratta di alloggi perfetti per conoscere nuove persone e condividere l’esperienza del Cammino nella sua totalità, ma magari in camerate un po’ più piccole e, quindi, generalmente più tranquille.
Ostelli turistici
Sul Cammino di Santiago, la maggior parte degli ostelli è dedicata ai pellegrini; nelle città principali, però, è anche possibile trovare ostelli “normali”, dedicati a tutti i viaggiatori. Sul Cammino Portoghese Centrale, ad esempio, ne trovi a Porto, Pontevedra e Tui (oltre che, naturalmente, a Santiago).
Gli ostelli offrono camerate simili agli albergues, ma spesso di minori dimensioni (4-10 letti di solito). Si sta quindi un po’ più comodi e, inoltre, le strutture sono solitamente un po’ più moderne e dotate di diversi servizi: si va dalla cucina attrezzata al bar interno, dalla lavanderia al wi-fi veloce, dagli armadietti ai letti con prese elettriche e tendine per la privacy… Ogni posto è ovviamente a sé e ha le proprie caratteristiche. I prezzi si aggirano solitamente intorno ai 18-25€ per un letto in camerata, ma alcuni ostelli (specialmente in grandi città come Porto) sono bellissimi e moderni, dotati di tantissimi servizi e, quindi, anche più cari (fino a 30-50€ per un letto). Alcuni ostelli, infine, propongono anche camere più piccole da 2-4 letti, perfetti se si viaggi già in coppia o con un piccolo gruppo di amici; nella maggior parte dei casi, i bagni sono comunque in comune. Prenotare gli ostelli turistici è sempre possibile: sia per telefono e Whatsapp, sia da portali come Booking.com* o Hostelworld.
L’atmosfera degli ostelli turistici è più internazionale, da “viaggiatore backpacker”. Gli ostelli sono comunque posti dove conoscere nuove persone e condividere esperienze ma, di sicuro, si perde un pochino la dimensione del pellegrino: nella propria camerata potrebbero esserci anche ospiti che col Cammino di Santiago non c’entrano niente. Restano comunque soluzioni molto gettonate nelle città di partenza o arrivo di tappa (Porto, Tui, Santiago… ma anche Lisbona o Coimbra, se si fa un Cammino più lungo), dove l’offerta di alloggi è più varia e ci si può concedere un pochino di comodità extra senza spendere troppo.
Pensioni, guesthouse, B&B e piccoli hotel
Se le soluzioni in camerata o comunque in camere in condivisione non fanno per te, sul Cammino di Santiago esistono senza dubbio anche soluzioni dotate di maggiore privacy. Pensioni, guesthouse, B&B, piccoli hotel… sono alloggi con qualche caratteristica diversa, ma tutti offrono più o meno la stessa cosa: camere private, mediamente più comode, con bagno privato o in comune, a prezzi medi. Sono quindi tipologie di alloggi ideali per chi cerca un buon compromesso tra comfort e prezzo accessibile.
Pensioni e guesthouse a conduzione familiare sono abbastanza frequenti nei paesi e nelle piccole città lungo il Cammino. Offrono sempre camere private e spesso anche il bagno privato, ma può capitare anche che si trovino soluzioni con bagno in comune. I prezzi possono aggirarsi intorno ai 20-35€ per un singola, 40-60€ per una doppia o 60-90€ per una tripla. Le camere sono sempre dotate di lenzuola e asciugamani – cosa che non sempre capita negli albergues e negli ostelli – e spesso anche di TV, wi-fi, a volte anche aria condizionata. La colazione c’è quasi sempre, che sia inclusa nel prezzo della camera o disponibile con un piccolo supplemento; spesso è anche disponibile un servizio reception di 24 ore.
B&B e piccoli hotel offrono più o meno gli stessi servizi, ma hanno anche la colazione inclusa (soprattutto nei B&B); garantiscono maggior comfort e privacy, ma a costi mediamente più alti. L’atmosfera non è certo quella tipicamente pellegrina del Cammino di Santiago, ma ogni tanto si può fare!
Alloggi di questo tipo si trovano non solo nelle città più grandi, ma spesso anche nelle cittadine e nei paesini lungo il percorso. In questi casi, spesso pensioni e guesthouse sono gestite da famiglie locali che hanno spesso piacere di condividere pasti casalinghi o consigli preziosi sul percorso che stai affrontando. Infine, un vantaggio di alloggi come questi è che si ha più libertà di andare e venire la sera: gli albergues de peregrinos, invece, spesso impongono un “coprifuoco” che non ti permette di far troppo tardi la sera (se mai volessi farlo).
Agriturismi, case rurali e altre soluzioni
Il Cammino di Santiago può anche essere un viaggio nella cultura e nell’ospitalità locale, e questo si riscontra anche nella scelta di dove dormire sul Cammino di Santiago. Esiste infatti la possibilità di dormire in antichi agriturismi, case rurali (casas rurales) o anche conventi e monasteri riconvertiti all’ospitalità (dei pellegrini e non solo).
In questi casi, l’atmosfera che si respira è molto autentica, immersa in un’atmosfera rurale o di “piccolo borgo” che favorisce il contatto con la natura e il territorio in cui si cammina. L’ospitalità di queste strutture, spesso ospitate in antichi casolari ristrutturati, è di solito molto calorosa, la colazione inclusa nel prezzo e molto abbondante. A volte vengono anche proposti pasti casalinghi a base di prodotti locali, oltre che zone giardino o cortile per rilassarsi e ricaricare le batterie. I prezzi sono molto variabili in base alla qualità e ai servizi offerti dall’alloggio: una stanza privata può andare generalmente dai 30 agli 80€.
Negli ultimi anni, sono poi nate anche diverse soluzioni creative lungo i vari percorsi del Cammino di Santiago, pensati per chi cerca un’esperienza un po’ insolita. Ad esempio, si può dormire in glamping (grandi tende attrezzate con un letto vero e proprio, con bagno in comune e, spesso, colazione); eco-lodge (strutture in legno, rustiche ed essenziali ma pittoresche e immerse nella natura); tiny houses (mini-case indipendenti, tipo bungalow, perfette per chi ama la massima privacy); edifici storici come case medievali in pietra, palazzi nobiliari, mulini ad acqua… esistono davvero soluzioni per tutti i gusti!
Queste soluzioni sono la scelta ideale per i pellegrini che vogliono rallentare il passo, vivendo anche la dimensione culturale, paesaggistica e gastronomica del territorio galiziano e portoghese. Si tratta spesso di esperienze autentiche, intime e insolite che rendono ancora più ricca la già indimenticabile avventura del Cammino di Santiago.
Campeggio
Fare campeggio sul Cammino di Santiago è una soluzione decisamente meno diffusa perché richiede il massimo dello spirito di adattamento, però è perfetta per chi vuole risparmiare il più possibile, restare a contatto con la natura e muoversi nella totale autonomia.
Il principale svantaggio del campeggio è la necessità di portarsi dietro l’attrezzatura. Visto che lo zaino sul Cammino di Santiago può essere già di per sé bello carico di cose utili a fronte di un peso che deve restare il più leggero possibile, portarsi dietro anche tenda & co. potrebbe essere una fatica eccessiva specialmente per chi non c’è proprio abituato. Come attrezzatura base, ti servirà sicuramente una tenda compatta e leggera (massimo 1,5-2kg), facile da montare e smontare; un sacco a pelo adatto alla stagione e un materassimo isolante; una lampada frontale; un powerbank per ricaricare i tuoi dispositivi in mancanza di elettricità. Se pensi di volerti cucinare le tue cose, probabilmente ti servirà anche un fornellino da campeggio.
Campeggio libero. In Galizia e in Portogallo, il campeggio libero (wild camping) non è ufficialmente permesso, per cui si può rischiare di incorrere in multe se si viene sorpresi a farlo (specialmente nelle aree protette). È anche vero che molti paesini lungo il Cammino sono molto tolleranti nei confronti dei pellegrini, per cui a volte si riesce a fare campeggio libero se lo si fa in modo temporaneo (una sola notte) e discreto (lontano da centri abitati e proprietà private). Il campeggio libero ha anche ovviamente lo svantaggio di non avere servizi igienici a disposizione. Se vuoi provare, ti consiglio di informarti bene sulla zona, chiedendo anche il permesso ai proprietari del terreno; assicurati anche di avere tutta l’attrezzatura e abbastanza cibo e acqua. Naturalmente, lascia l’area pulita quando parti la mattina successiva.
Campeggio attrezzato. Le aree campeggio lungo il Cammino di Santiago non mancano di certo! Non sono quasi mai specificatamente dedicati ai pellegrini, quindi ti troverai magari a condividere gli spazi con altri tipi di viaggiatori; l’atmosfera è però sicuramente conviviale, anche se puoi tranquillamente permetterti di goderti la tua privacy. Di solito, una piazzola ha prezzi che variano dai 5-10€, a cui spesso si aggiungono sui 2-4€ per agganciarsi all’elettricità in caso fosse necessario. I servizi in comune possono essere di vario tipo: dai bagni in comune con le docce calde alla lavanderia, il bar/ristorante, il minimarket o la piscina.
Dormire sul Cammino di Santiago: consigli pratici
Dopo aver visto le tipologie di alloggi dove dormire lungo il Cammino di Santiago, in questa sezione vogliono fornirti un po’ di consigli di varia natura che potrebbero tornarti utili.
Quale alloggio scegliere sul Cammino di Santiago in base alle proprie esigenze
Te lo dico senza preamboli: quando puoi, scegli di dormire negli albergues. Che si tratti di albergues pubblici o privati, la cosa più bella in assoluto è dormire negli alloggi dedicati ai pellegrini del Cammino! I servizi sono dedicati a loro, c’è la possibilità di conoscere o incontrare persone con cui si è scambiato qualche parola lungo il percorso quel giorno o giorni prima… Gli albergues rappresentano un luogo di incontro, scambio e condivisione tra pellegrini provenienti da tutto il mondo, ognuno con storie diverse. Insomma, l’albergue è davvero il focus e il cuore del Cammino nel momento in cui si mette in pausa il camminare.
Se è vero che il Cammino di Santiago perde almeno un po’ della sua genuinità se non si dorme negli albergues, è anche vero che non è necessario sceglierli proprio sempre sempre. Esistono infatti delle occasioni in cui si preferisce dormire in strutture più comode per svariati motivi, ad esempio:
- si ha bisogno di riposo vero. Dormire nelle camerate è un’esperienza, ma di sicuro non una delle più riposanti. Le persone russano e si muovono, i letti cigolano, le luci si accendono… a volte, anche con tappi per le orecchie e mascherine si rischia di svegliarsi più volte durante la notte. Quindi, se una sera si sente di aver bisogno di riposare per bene, magari dopo una stancata particolare o in vista di una tappa difficile, si può scegliere di dormire in camere private e, quindi, più tranquille.
- si ha bisogno di rilassarsi e prendersi il proprio tempo. Quando il pomeriggio arrivi alla meta prevista per la giornata, tutto ciò di cui avresti bisogno è una doccia e un letto comodo. Magari ha piovuto e hai i vestiti bagnati, oppure sei sudato e accaldato, ancora dolorante dal tanto camminare… Ci sono certi giorni in cui avere più comfort – una bella doccia calda senza fare le file, la possibilità di stendere i vestiti in camera e di restare in mutande se ti va, ecc. – aiuta davvero tanto a recuperare le energie sia fisiche che mentali.
- si viaggia in coppia o con un piccolo gruppo di amici. Se si parte per il Cammino in 2, 3 o 4 persone – o se si conoscono persone lungo il Cammino –, prenotare una camera con bagno privato vi garantisce la massima privacy, spendendo solo qualche euro in più rispetto a dormire nelle camerate degli albergues.
Una soluzione ideale è quella ibrida: puntare a dormire negli albergues de peregrinos nella maggior parte delle notti, alternandoli però a qualche notte in una soluzione più comoda e intima, che favorisca un miglior riposo. Questo permette di viversi l’esperienza del Cammino di Santiago al meglio, permettendoti però anche di recuperare le energie nei momenti più impegnativi del percorso.
Cosa portare con sé per dormire bene
Nel mio articolo su come fare lo zaino per il Cammino di Santiago trovi una sezione bella corposa e dettagliata sulle cose da portare con sé per la “vita in ostello”. Si tratta di cose utili che potrebbero servirti sia per dormire bene, sia per organizzarti al meglio nelle zone comuni così da rendere il tutto più efficace e poter dedicare più tempo al riposo.
Ti consiglio di leggere l’articolo, mentre qui intanto ti elenco brevemente le cose che, secondo me, potranno servirti. Ovviamente, molte cose ti serviranno solo se pensi di andare a dormire almeno qualche volta negli albergues e negli ostelli in condivisione; se dormi solo in hotel o in camere private, molte cose saranno superflue.
- Sacco lenzuolo o sacco a pelo leggero. Può servirti in ogni caso se vuoi essere sempre sicuro di dormire nelle tue “lenzuola”, visto che in alcuni casi non si trova proprio il massimo dell’igiene. Queste cose sono però proprio obbligatorie per dormire in alcuni albergues che non mettono a disposizione le propria lenzuola.
- Asciugamano in microfibra pratico e compatto. Vale la stessa cosa di sopra: può essere utile per una questione di igiene, e anche perché alcuni albergues non forniscono asciugamani.
- Ciabatte. Fondamentali per la doccia e per far riposare il piede nei momenti di relax in ostello.
- Tappi per le orecchie e mascherina. Se dormi in camerate con anche 20 o 30 persone, questi oggetti ti saranno fondamentali per “isolarti” dai rumori e dalle luci che potrebbero provenire dai tuoi compagni pellegrini.
- Torcia da testa. Se pensi di essere sveglio quando tutti gli altri dormono – quindi la sera tardi o la mattina presto –, non accendere tutte le luci e usa una piccola torcia (da testa è più comoda perché ti lascia libere le mani). Ancora meglio è la torcia a infrarossi, che non dà fastidio a chi dorme.
- Altre cose utili. Pigiama, sacco per i panni sporchi, retina per la lavatrice, caricatori per telefono e altri dispositivi, beauty case essenziale.
Pratiche di buona convivenza da seguire
Quando si dorme negli albergues o negli ostelli insieme ad altri, con camerate che possono raggiungere anche le 30 persone, esistono alcune regole di convivenza che non possono non essere seguite. Qui te ne lascio alcune, anche se sono tutte cose più di buon senso che altro.
- Rispettare il silenzio. Solitamente, gli ostelli richiedono a tutti i pellegrini di osservare il silenzio in alcune ore della sera e della notte (dalle 22.30-23.00 alle 07.00 circa) per fare in modo che tutti possano riposarsi a dovere. Nel caso in cui tu sia sveglio e debba fare cose in queste fasce orarie, fallo nel modo più silenzioso possibile! Ad esempio, evita di stropicciare i sacchetti di plastica – abbiamo tutti presente quanto è fastidioso quel rumore quando si cerca di dormire! – o di fare la doccia e usare il phon la sera tardi. Va da sé che bisogna evitare di parlare nelle camerate: se vuoi proseguire le chiacchiere con i tuoi compagni di viaggio, meglio spostarsi nella sala comune.
- Rispettare il buio. Il concetto è lo stesso di sopra: nelle ore serali/notturne, evita di accendere le luci a tuo piacimento. Se usi la torcia, assicurati di non puntarla mai direttamente verso altre persone.
- Sistemare lo zaino la sera. Fino a che non ci si ritrova, non si ha un’idea precisa di quanto possa essere rumoroso fare lo zaino! Specialmente quando c’è silenzio e tutti intorno a te dormono. Sacchetti, cerniere, fruscii di ogni tipo… sono tutte cose che sembrano niente, ma che svegliano senza problemi chi ha il sonno leggero (e non solo). Quindi, assicurati di preparare lo zaino per bene la sera prima di dormire, lasciando fuori solo le cose strettamente necessarie per la mattina.
- Lasciare le scarpe fuori dalla camerata. Sembra una stupidaggine, ma credimi… fa tutta la differenza del mondo! Immagina di entrare nella stanza dove dovrai dormire, e in quella stanza si trovano 25 paia di scarpe che hanno camminato per 25km, magari belle umide di pioggia e sudore… ci siamo capiti, no? Nella stragrande maggioranza degli albergues dove sono stata, veniva proprio richiesto di lasciare le scarpe all’ingresso (per evitare gli odori ma anche la sporcizia nelle camerate). Se così non fosse, dai almeno tu il buon esempio!
- Essere quanto più rapidi e puliti. La doccia è una vera e propria benedizione alla fine di ogni tappa, e capisco se il desiderio sarebbe quello di restare mezz’ora sotto al getto caldo… ma cerchiamo sempre di tenere a mente che ci sono altri pellegrini che ne hanno bisogno come noi. Evita quindi di occupare il bagno per ore, specialmente se ce ne sono pochi (è facile trovare albergues con tipo quattro bagni a disposizione per oltre 30 persone). Inoltre, cerca di lasciare quanto più pulito possibile, un po’ come l’avresti voluto trovare tu quando sei entrato. La stessa cosa vale per la cucina: se mangi in ostello, non occupare piani e fornelli per tutta la serata e, quando hai finito, assicurati di lavare, asciugare e rimettere al proprio posto tutti gli utensili che hai usato.
- Coltivare lo spirito di adattamento. Queste regole valgono per te, ma valgono ovviamente anche per gli altri! Non tutti, però, purtroppo le rispettano sempre, più o meno consapevolmente. Ci saranno persone che pensano di bisbigliare ma in realtà stanno urlando, che russano in modo poderoso, che non stanno mai ferme facendo cigolare i letti a castello, che lasciano indumenti e scarpe puzzolenti vicino ai letti, che continuano ad aprire la porta della camerata per andare in bagno senza rendersi conto che la luce di fuori ti arriva ogni volta dritta negli occhi (true story)… Ecco, in tutti questi casi non c’è molto che si possa fare. Si tratta di una sola notte, la sera dopo chissà con chi si dorme! Per il quieto vivere e anche per restare fedeli allo spirito di adattamento tipico del Cammino, conviene essere quanto il più possibile flessibili e accomodanti. Tappi per le orecchie, mascherine, tenda del letto tirata quando c’è, e si fa quel che si può!
Gestione pratica del dormire sul Cammino di Santiago
Infine, ti lascio qualche consiglio sparso che potrebbe aiutarti a migliorare e ottimizzare la tua esperienza negli alloggi del Cammino di Santiago.
- Procurarsi la Credenziale del Pellegrino. Ricorda che, nella maggioranza degli albergues pubblici o privati dedicati ai pellegrini non puoi entrare senza la Credenziale. A volte a noi non l’hanno chiesta perché comunque, bardati di zaino e bastoncini, era chiaro che stessimo camminando sul Cammino di Santiago; ma è una cosa che non deve mai essere data per scontata. Assicurati quindi di aver recuperato la Credenziale ancora prima di partire o durante il tuo primo giorno di Cammino.
- Avere sempre un piano B. Percorrere il Cammino di Santiago senza piani è bellissimo perché ti dà tanta libertà e ti permette di lasciarti trasportare dal Cammino stesso. Però, specialmente in alta stagione e in parti del percorso molto affollate, è sempre bene avere un piano B per non rischiare di restare senza posto dove dormire! Quindi, anche se pensi di cercare un letto negli albergues pubblici senza prenotazione, appuntati comunque nomi e numeri di telefono di altri alloggi nelle vicinanze, in caso tu non riuscissi a trovare posto. Altrimenti, rischi di dover camminare chilometri e chilometri per raggiungere il paesino successivo, e questo potrebbe non farti piacere!
- Aiutarsi con le app. Usa app come BuenCamino e Camino Ninja per trovare gli alloggi a disposizione lungo il percorso che stai facendo. Queste app sono davvero utilissime, perché forniscono elenchi di alloggi per ogni tappa, con anche tutte le informazioni sui servizi a dispozione (lavanderia, cucina, lenzuola/asciugamani, parcheggio bici, ecc.), sulla tipologia di stanze e sui prezzi. Ci sono sempre anche i contatti per prenotare direttamente, quando possibile.
- Conoscere i servizi offerti dagli alloggi. Sempre usando le app, ci si può fare un’idea di cosa offrono i vari alloggi, prenotando (o scegliendo dove ci si vuole dirigire) secondo le proprie esigenze. Ad esempio, noi prenotavamo alloggi con lavatrice e asciugatrice un giorno sì e uno no, così da essere sicuri di avere sempre i vestiti puliti. In generale, ti posso dire che gli ostelli hanno nel 99% dei casi letti a castello, e nella maggioranza dei casi i letti non sono rifatti (ci sono le lenzuola piegate e ognuno si fa il proprio letto). Molto spesso, ogni letto ha una sua tendina da tirare per avere un po’ di privacy; inoltre, capita abbastanza spesso che ogni letto abbia la sua piccola luce e una presa di corrente per caricare i propri dispositivi.
- Fare attenzione agli orari. Molti albergues, specialmente quelli pubblici, hanno degli orari fissi che devono essere rispettati. Ad esempio, in alcuni non si può arrivare prima delle 14.00 e non si può più accedere dopo le 22.00 o 22.30 (alcuni, specialmente quelli a conduzione parrocchiale, potrebbero chiudere anche alle 21.00). Considera questi orari nella gestione delle tue giornate.
- Partire la mattina presto. L’orario di partenza dipende da tanti fattori: quanto sei riuscito a riposare durante la notte, il clima, la lunghezza e difficoltà della tappa che ti aspetta, l’affollamento sul sentiero… A prescindere da tutto, partire presto il mattino ti permette di arrivare prima alla tappa successiva, avendo quindi più possibilità di trovare un letto negli albergues pubblici che non accettano prenotazioni. Ti consiglio inoltre di partire molto presto al mattino se: 1. cammini in una stagione molto calda e devi quindi cercare di guadagnare più chilometri possibile nelle ore più fresche della mattina; 2. cammini in alta stagione o negli ultimi 100 chilometri di un percorso molto affollato (Cammino Francese o Cammino Portoghese), e vuoi evitare sentieri troppo congestionati; 3. di fronte a te hai una tappa piuttosto lunga (oltre i 30 chilometri) o difficoltà (con forti dislivelli), e sai quindi che ci metterai molte ore a coprirla.
- Asciugare bene le scarpe in caso di pioggia. Nei giorni di pioggia, quando arrivi negli ostelli troverai tanti fogli di giornale a disposizione (se non li trovi, chiedili). Prendi dei fogli di giornale, accartocciali e infilali bene bene dentro le scarpe, e lasciali lì tutta la notte. Il giornale aiuterà a diminuire l’umidità della scarpa, che troverai sicuramente molto più asciutta la mattina dopo. È un rimedio casalingo e spartano, ma funziona!
- Informarsi su come funziona la spedizione dello zaino. Durante il Cammino di Santiago, potrebbe capitarti che tu voglia o debba spedire lo zaino alla tappa successiva, camminando quindi diversi chilometri senza pesi sulle spalle. Potresti volerlo fare per una “semplice” stanchezza eccessiva, ma anche per dolori alle ginocchia, strappi o altri imprevisti che potrebbero capitare. Ovviamente mi auguro di no! Ma sempre meglio sapere che, sul Cammino, esiste un servizio di spedizione zaini da un alloggio a un altro. Nel caso tu voglia usufruirne, dovrai comunicare il nome dell’alloggio di destinazione dello zaino, quindi dovrai saperlo (e prenotarlo) almeno un giorno prima. Ho spiegato meglio come funziona questo servizio nell’articolo con tutte le informazioni sul Cammino Portoghese Centrale (ma lo stesso vale per tutti gli altri percorsi).
- Condividere il Cammino. Non ci sono dubbi che il Cammino di Santiago diventi un’esperienza ancora più magica quando la si vive con altre persone. Hai presente la storia del “la felicità è tale solo se condivisa”? Ecco, questo sul Cammino vale il triplo! Anche chi desidera fare un’esperienza in solitaria, prima o poi avrà a che fare con altri esseri umani e si renderà conto di quanto sia bella e potente la condivisione. Anche se solo di poco, anche se solo per poco tempo. Quindi, il mio consiglio è questo: condividi! Proponi a qualcuno di lavare i vestiti insieme per ridurre i costi e i tempi di una lavatrice; dividi la cena che ti sei preparato in ostello con altri pellegrini che, probabilmente, faranno lo stesso con te; metti a disposizione lo shampoo o il sapone con chi non ne ha; offri un consiglio, un aiuto pratico o un supporto morale a chi vedi sdraiato sul letto martoriato dalle vesciche ai piedi; condividi racconti, esperienze e aneddoti, ascoltando anche quelle degli altri con attenzione ed entusiasmo.
Dormire sul Cammino di Santiago: prenotare gli alloggi sì o no?
Quando si prepara il Cammino di Santiago (Portoghese e non solo), uno dei dilemmi è senza dubbio questo: conviene prenotare gli alloggi o andare all’avventura?
Una risposta univoca non c’è, perché dipende molto principalmente dalle esigenze e preferenze di ognuno di noi, da come ognuno di noi si è immaginato di vivere il proprio Cammino che è unico e inimitabile. Ma esistono alcuni fattori che possono essere considerati in modo abbastanza obiettivo: periodo dell’anno, tipologia di percorso, tipo di struttura, stile di viaggio, imprevisti che capitano lungo il Cammino.
Quando conviene prenotare l’alloggio sul Cammino di Santiago
Ci sono delle situazioni in cui ti consiglio sempre di prenotare.
- Alta stagione. Da metà giugno a metà settembre, si può considerare di essere in alta stagione sul Cammino di Santiago (e lo stesso vale per momenti specifici dell’anno, come ad esempio la Pasqua). In questo periodo, migliaia di persone si riversano sui sentieri, e trovare posto negli albergues pubblici senza prenotazione diventa davvero molto difficile (a meno che tu non arrivi proprio presto). Anche gli altri tipi di albergues o ostelli si riempiono presto, quindi conviene prenotare il proprio posto letto senza stress.
- Tratti di percorsi affollati. Come forse saprai, basta percorrere gli ultimi 100 chilometri di un qualsiasi Cammino fino a Santiago per poter ottenere la Compostela. Molte persone che non hanno tanti giorni a disposizione, quindi, percorrono proprio questi ultimi 100 chilometri: ad esempio, da Sarria a Santiago sul Cammino Francese, o da Tui/Valença a Santiago sul Cammino Portoghese. In questi tratti, ti accorgerai di quanto i sentieri siano affollati anche del doppio o più rispetto ai chilometri precedenti! Diventa quindi importante prenotarsi un letto per evitare problemi. Ovviamente, la combo “ultimi 100 chilometri in alta stagione” è abbastanza letale… prenota!!
- Preferenza di camere private. Se non ti interessa dormire in albergues o ostelli e preferisci soluzioni private, ad esempio in B&B, piccoli hotel o agriturismi, ti conviene prenotare. Queste strutture hanno infatti poche camere a disposizione di solito, per cui si potrebbe rischiare di arrivare sul posto e non trovare una stanza a disposizione. Alcune strutture richiedono poi proprio la prenotazione obbligatoria, così da organizzare la pulizia della stanza e l’orario del check-in.
- Viaggio in coppia o piccoli gruppi. Spesso, quando si arriva in un alloggio e ci sono letti a disposizione, non è scontato che tali letti siano tutti nella stessa stanza o camerata. Se si cammina insieme ad altre persone e si desidera dormire tutti insieme, conviene assicurarsi di poterlo fare prenotando in anticipo.
- Spedizione dello zaino. Se per qualche motivo ti ritrovi a dover spedire lo zaino, l’agenzia che si occupa di questo servizio avrà ovviamente bisogno di sapere dove portarlo. Dovrai fornire l’indirizzo dell’ostello scelto, quindi dovrai sapere con anticipo dove dormirai la sera successiva.
- Tappe fisse. Alcuni pellegrini percorrono il Cammino di Santiago con l’idea di fermarsi in alcuni paesi o città specifici, magari perché le vogliono visitare, perché lì hanno degli amici da incontrare, o per qualsiasi altro motivo. Se sai già che vorrai dormire in un certo posto, conviene che tu prenoti un posto letto il prima possibile, senza rischiare di non trovare niente e di doverti quindi spostare nel paese subito prima o subito dopo.
- Preferenza generale di pianificazione. Molto semplicemente, ci sono persone che, per carattere e indole, preferiscono viversi i propri viaggi ed esperienze in modo pianificato. Questo potrà pure togliere un po’ di spontaneità al Cammino, ma non del tutto (ci sono comunque mille occasioni di spontaneità lungo il percorso), e aiuta in ogni caso a camminare senza alcuno stress. Il Cammino di Santiago è già di per sé un’esperienza di viaggio poco stressante: si deve solo pensare a camminare, a stare bene e a capire dove passare la notte. Se prenoti prima gli alloggi, quest’ultimo punto te lo togli dalla mente!
Quando si può non prenotare l’alloggio sul Cammino di Santiago, e come adottare una strategia ibrida
Fondamentalmente, puoi decidere di non prenotare un alloggio sul Cammino di Santiago in tutte le situazioni contrarie a quelle che abbiamo visto qui sopra. Facciamo alcuni esempi.
- Bassa stagione. Da ottobre a maggio in generale, c’è meno affollamento ed è molto più facile trovare posti letto disponibili (attenzione, però, perché alcuni albergues de peregrinos potrebbero restare chiusi durante l’inverno).
- Tratti di percorso meno affollati. Se parti da molto lontano, è possibile che troverai pochi pellegrini a farti compagnia lungo il percorso e, quindi, troverai un letto con più facilità. Sul Cammino Portoghese, ad esempio, una percentuale davvero bassissima parte da Lisbona: da lì fino a Porto, gli albergues sono magari meno frequenti… ma sarai sicuro di trovarli quasi vuoti.
- Zero pretese e necessità. Viaggi da solo, ti va bene dormire anche in camerate da 40 persone, ti adatti a qualsiasi cosa, non hai bisogno di spedire lo zaino, puoi dormire in qualsiasi località lungo il percorso senza preferenze specifiche, non hai problemi a camminare qualche chilometro in più nel caso tutti gli alloggi fossero pieni nel posto dove ti sei fermato… in questi casi, trovare un posto letto da qualche parte sarà praticamente sempre possibile.
- Voglia di lasciarsi sorprendere. Non prenotare nessun alloggio ti permette di fermarti dove ti senti più ispirato, quando sei troppo stanco per continuare, quando arrivi in un paesino carino e vuoi fermarti per esplorarlo… Oppure, può essere che durante il Cammino tu ti faccia dei nuovi amici, e vorrai quindi avere la possibilità di dormire insieme a loro. Per qualsiasi imprevisto o nuovo incontro o situazione, il fatto di non aver prenotato niente ti permette di essere molto più flessibile.
Quindi, adesso hai sicuramente più chiaro se prenotare gli alloggi dove dormire sul Cammino di Santiago oppure no. Magari ti troverai in una situazione mista, per la quale potresti avere la necessità di prenotare ma anche no… ad esempio, potresti volere la massima libertà ma camminare in altissima stagione, oppure avere zero pretese ma viaggiare con due o tre amici. In questi casi e oltre, molti pellegrini amano adottare una via di mezzo, ovvero prenotare solo alcune notti.
Ciò che ti consiglio io è di prenotare l’alloggio nel tuo punto di partenza e anche nella città da cui la maggior parte della gente parte per compiere gli ultimi 100 chilometri. Ad esempio, se cammini da Porto a Santiago, ti consiglio di prenotare l’alloggio a Porto e a Tui. Se Cammini da Pamplona a Santiago, ti consiglio di prenotare l’alloggio a Pamplona e a Sarria.
Inoltre, puoi anche prenotare l’alloggio in alcune “tappe critiche”, ad esempio paesini che hanno a disposizione davvero poche soluzioni per dormire; oppure, prenota se ogni tanto hai voglia di provare qualche struttura particolare (come un agriturismo o un glamping). In tutti gli altri casi, puoi lasciare libere le notti rimanenti e farti trasportare dal Cammino, seguendo i tuoi ritmi.
Quando prenoti, molto spesso basterà farlo la sera prima, quindi con solo 24 ore di anticipo, o addirittura la mattina stessa potrebbe essere sufficiente. Se però preferisci toglierti il pensiero, prenota più alloggi insieme ogni 3-4 giorni, così sai che per almeno quei giorni sei a posto e non ci devi pensare più. In ogni caso, ti consiglio di non prenotare troppo avanti nel Cammino – tantomeno, di non prenotare tutti gli alloggi ancora prima di partire! –, perché l’imprevisto e la sorpresa sono sempre dietro l’angolo ed è giusto assecondarli.
Dormire sul Cammino Portoghese Centrale: gli alloggi dove abbiamo dormito noi
Durante il nostro Cammino Portoghese Centrale da Porto a Santiago, abbiamo dormito in tipi di alloggi abbastanza diversi tra loro. Principalmente siamo stati in albergues o ostelli, anche se a volte ci è capitato di dormire in camere private con bagno privato, visto che eravamo in 3 e conveniva farlo (spendendo pochi euro in più).
Utilizzando le app di cui ti parlavo sopra, tramite il passaparola o una semplice ricerca su Booking.com, non ti sarà proprio difficile trovare un posto dove dormire. L’elenco che trovi qui sotto è quindi solo un’ispirazione, la condivisione dei posti dove abbiamo dormito noi giusto per darti un’idea.
Porto Automatic (Porto). La città di Porto offre una varietà davvero enorme di alloggi, quindi non avrai problemi a trovare ciò che fa per te. Visto che si tratta della città dove arriverai il giorno prima della partenza vera e propria sul Cammino di Santiago, potresti anche pensare di concederti una stanza privata per assicurarti di iniziare il giorno dopo con il massimo del riposo in corpo! Noi abbiamo scelto un ostello e dormito in camerate da 4 divise tra maschi e femmine, con bagno in comune, e ci siamo trovati bene. Porto Automatic è un ostello piccolo e spartano, senza grosse pretese, ma con costi più che accettabili e in centro pieno, a meno di 10 minuti dalla Sé (Cattedrale) di Porto). Più info qui.
Mosteiro de Vairão Pilgrims Hostel (Vairão). La prima notte dovevamo dormire a Vilarinho, ma l’albergue che avevamo prenotato non si era segnato la nostra prenotazione e quindi non c’era più posto. Siamo quindi tornati indietro e abbiamo dormito all’unico alloggio di Vairão. Il Mosteiro è appunto un ex monastero su due piani riconvertito ad alloggio esclusivamente per pellegrini. Abbiamo dormito in una camerata da 8 persone (uno dei pochissimi posti con letti normali, non a castello), con bagno e docce in comune; il posto è piuttosto spartano, ma l’atmosfera è davvero quella da Cammino di Santiago! Più info qui.
Camaratas de Camas Partilhadas (Barcelos). Gli ostelli a Barcelos erano già quasi pieni e a noi non dispiaceva l’idea di una camera privata con bagno privato dopo due giorni di pioggia quasi ininterrotta. Abbiamo trovato questa guesthouse su Booking.com: non il posto più pulito del mondo, ma camera tripla perfetta per noi, con bagno privato e cucina/salotto in comune con un’altra stanza. Si trova un po’ fuori dal centro città, ma è comoda per ripartire poi la mattina dopo.
HI – Posada de Juventude (Ponte de Lima). Un classico “ostello della gioventù”, con prezzi buoni e posizionato in modo piuttosto comodo (vicino al centro città e al proseguimento del Cammino). Abbiamo dormito in una camerata da 4 ma con un letto vuoto, quindi praticamente una privata! I bagni sono in comune, abbastanza grandi e puliti. Plus di questo ostello: la colazione inclusa nel prezzo, e neanche tanto male. Più info qui.
Casa São Sebastião (Rubiães). Rubiães è un paesino molto piccolo, ma offre diverse opzioni di alloggio. Noi abbiamo scelto questa casa con camerate e anche camere più piccole, di cui la nostra: camera tripla con bagno privato, piccolina ma perfetta per noi. La casa ha cucina, piscina e tanto bello spazio verde.
Albergue Convento del Camino (Tui). Uno dei miei posti preferiti! Nonostante i pochi bagni a disposizione e l’acqua fredda della doccia, è stato molto bello dormire in questo ex convento del XIV secolo riconvertito in albergue per pellegrini. Abbiamo dormito in una camerata da 10 persone; il convento ha lavatrice, asciugatrice e un bellissimo ex chiostro dove rilassarsi. Più info qui.
Albergue A Conserveira (Redondela). Posizionato proprio sulla strada del Cammino che taglia in due il centro di Redondela, questo ostello si trova in un’ex fabbrica di conserve (da qui il nome) e ha sia dormitori che stanze più piccole. Noi abbiamo dormito in una tripla con il bagno in comune (un bagno per tutto il corridoio). Offre anche servizio colazione (che noi però non abbiamo sfruttato). Più info qui.
Dpaso Urban Hostel (Pontevedra). Anche questo ostello è posizionato molto bene e offre diversi servizi comodi come la piccola cucina e l’area lavanderia. Ci sono due strutture separate e, dove eravamo noi, c’era una sola grande camerata da 20 persone con bagni e docce in comune. I letti sono nominati con le diverse tappe del Cammino Portoghese Centrale, e ognuno ha la tendina per la privacy. Più info qui.
Albergue Albor (Caldas de Reis). Finalmente, l’unica notte in cui la nostra “famiglia del Cammino” ha dormito insieme! Eravamo in 7 in una camerata da 8 (l’ultimo letto è rimasto libero, quindi era tutta nostra), con bagni/docce in comune con le altre camerate. Letti con tendine, sala colazione con colazione inclusa nel prezzo e ottima posizione. Purtroppo la pulizia non è stata il massimo, anzi… in compenso, il timbro sulla Credenziale è talmente bello che forse vale la pena dormirci solo per quello! 🙂 Più info qui.
Albergue Vila Vieira (A Escravitude). Di solito, per l’ultima tappa si dorme a Padrón. Noi però abbiamo deciso di allungarci di circa 6 chilometri e dormire a A Escravitude, così da dover camminare di meno il giorno dopo fino a Santiago. Abbiamo quindi trovato un po’ per caso questo posto, che si è rivelato per me il posto migliore dove dormire sul Cammino di Santiago. Questa villa degli anni ‘30 è stata ristrutturata, e aveva aperto come albergue per pellegrini solo pochi giorni prima del nostro arrivo! Tutto era nuovissimo, e tutto molto bello: camerate con letti a castello con tendine (ma anche camere private), piscina, cucina attrezzata, colazione self-service inclusa, e un’atmosfera molto bella e rilassante. Più info qui.
Hospedaje Ramos (Santiago de Compostela). Una volta giunti a Santiago, i posti dove dormire a fine Cammino sono davvero tantissimi. Di nuovo, si può scegliere di terminare l’esperienza con l’ennesimo albergue de peregrinos per restare nell’atmosfera da Cammino fino all’ultimo, oppure concedersi una dormita in un posto più intimo e comodo. Noi abbiamo scelto questo alloggio perché ha una posizione davvero eccellente, a 100 metri dalla Cattedrale in pieno centro storico. Abbiamo scelto una tripla con bagno privato ma poi, quando siamo rimasti solo io e Wally, abbiamo deciso di restare a dormire qua in una camera doppia con bagno privato. Costi super accessibili, pulizia e, soprattutto, una gentilezza estrema da parte dei proprietari che ci hanno aiutato in mille piccole cose. Lo consiglio davvero molto, più info qui.
PS. Se pensi di voler fare camminare anche fino a Finisterre e/o Muxia e vuoi avere suggerimenti su dove alloggiare, leggi il mio articolo sul Cammino a Finisterre e Muxia: lì ci trovi tutte le informazioni!
Sul Cammino di Santiago (e sul Cammino Portoghese Centrale in particolare) ci sono soluzioni di alloggio per ogni esigenza: basta scegliere quello più adatto e capire se prenotare in anticipo! Tu dove hai dormito sul Cammino di Santiago? Ci sono altri suggerimenti che daresti agli altri pellegrini? Raccontamelo con un commento! 🙂


















