Prepararsi per il Cammino di Santiago richiede una buona organizzazione, sia pratica che mentale. In questo articolo ti propongo un elenco delle cose da fare prima di partire, divise in diverse categorie e con tutti i consigli utili. Capire come organizzare il Cammino di Santiago sarà così molto più facile e immediato!

Cosa troverai nell’articolo:
- Disclaimer: è davvero così importante organizzare il Cammino di Santiago nei minimi dettagli?
- Organizzare il Cammino di Santiago: pianificazione teorica e pratica del viaggio
- Organizzare il Cammino di Santiago: preparazione fisica e mentale al Cammino
- Organizzare il Cammino di Santiago: preparazione di equipaggiamento e documenti
Se dovessi darti un solo consiglio in merito al Cammino di Santiago, ti direi: PARTI! È un’esperienza davvero unica, qualcosa che tutti dovrebbero provare a fare almeno una volta nella vita. Io so già che mi rimetterò in cammino appena mi sarà possibile!
Di sicuro, prima di partire la prima volta si hanno parecchi dubbi; o almeno, io ne avevo! Mi sono informata un po’ in giro, ho ascoltato i racconti di chi c’era già stato e poi, avendo già fatto un pezzetto di Via Francigena in passato, sapevo cosa aspettarmi in maniera molto generale. Ma i dubbi possono continuare ad assillarti, addirittura tanto da farti desistere dalla partenza… Giammai!
Con questo articolo voglio aiutarti a capire che organizzare il Cammino di Santiago non è difficile, anzi. Ti mostro le cose che secondo me dovresti fare prima di partire per poter metterti a camminare in tranquillità e senza preoccupazioni.
ATTENZIONE: se ancora non sai (quasi) niente del Cammino e vuoi iniziare a capirci qualcosa in termini di curiosità e informazioni pratiche, ti consiglio di iniziare con il mio articolo sulle Cose da sapere sul Cammino di Santiago: 25 domande e risposte.
Disclaimer: è davvero così importante organizzare il Cammino di Santiago nei minimi dettagli?
Inizio subito col dirti che no, organizzare il Cammino di Santiago non richiede elevatissime doti di pianificazione e attenzione al dettaglio. Potenzialmente, potresti anche mettere due robe nello zaino, comprare il volo per il punto di partenza scelto, e semplicemente metterti a camminare. Questo vale a maggior ragione se hai già fatto il Cammino di Santiago in passato, e quindi sai come funziona.
Se però non l’hai mai fatto, un minimo di organizzazione io te la consiglio caldamente. Per diversi motivi:
- è vero che si tratta semplicemente di camminare, ma il Cammino di Santiago ha una storia, delle tradizioni e un “modo di essere” che, secondo me, valgono assolutamente la pena di essere scoperti e conosciuti. È un modo per portare rispetto a questo percorso millenario, ai suoi simboli e a tutto ciò che rappresenta;
- anche senza organizzare o prenotare niente, dovrai almeno fare le cose indispensabili: capire quale Cammino fare, come arrivare al punto di partenza, cosa mettere nello zaino, che documenti ti servono… va bene partire all’avventura, ma le cose base non puoi evitare di farle;
- è possibile partire per il Cammino di Santiago anche tramite agenzie di viaggi o partecipando a viaggi di gruppo organizzati. Ma se questa non è la tua idea di Cammino e se vuoi partire solo o in un gruppo ristretto (ad esempio, in coppia o con pochi amici), allora un po’ di pianificazione è fondamentale. Organizzare il Cammino di Santiago prima di partire ti permetterà anche di conoscere meglio ciò che stai affrontando e, quindi, di averne meno paura. Se all’idea del Cammino provi entusiasmo ma anche indecisione, preoccupazione o autentico terrore, l’organizzazione previa è ciò che ti serve per sconfiggere tutti i tuoi mostri!
Detto questo, io sono dell’idea che la verità sta nel mezzo: non sono partita completamente all’oscuro, ma neanche pianificando ogni singolo secondo del Cammino nel dettaglio. Sapevo le cose principali, mi sono letta qualche libro e sito web principalmente per curiosità e sete di conoscenza, ma niente di più. Tante delle cose che ti servono poi le impari sul Cammino!
Quindi, in questo articolo ti elenco le cose che per me sono la base dell’organizzazione del Cammino di Santiago prima di partire. Le troverai divise per categoria, così ti orienti meglio. Partiamo!
Organizzare il Cammino di Santiago: pianificazione teorica e pratica del viaggio
Iniziamo a organizzare il Cammino di Santiago nelle sue caratteristiche di base: che cos’è, quale Cammino faccio, quando parto? E così via.
1. Informarsi su cos’è il Cammino di Santiago
Come ti dicevo prima, io credo sia fondamentale capire prima di tutto che cos’è il Cammino di Santiago. Certo, puoi anche metterti a camminare dal primo punto che trovi sulla mappa e sperare di arrivare a Santiago, ci mancherebbe! Ma ti toglieresti tutto il gusto e tutta la magia di entrare in una specie di comunità di persone che, anche se non si conoscono, sono tutte lì con scopi diversi ma con una stessa meta. Se non sai niente del Cammino, sei un semplice camminatore; se accogli il Cammino, diventi un “pellegrino” (anche se non hai motivazioni religiose).
La prima cosa da fare è quindi capire cos’è il Cammino di Santiago, quanti tipi di Cammini esistono – esatto, non ce n’è mica solo uno! –, quali sono i simboli del cammino, com’è nato e come si è evoluto nel tempo. Puoi iniziare dal mio articolo di cui ti parlavo sopra (le cose da sapere prima di partire per il Cammino di Santiago), oppure dalla semplice pagina Wikipedia del Cammino. O chiedi a ChatGPT, se ti è più comodo. 🙂
2. Scegliere quale Cammino fare
Una volta compreso qualcosa in più sul Cammino di Santiago, avrai anche un’idea più chiara di quale Cammino fare. Scegli il più frequentato ma anche il più iconico Cammino Francese? O magari una “passeggiata” lungo la costa oceanica del Cammino Portoghese della Costa? Vuoi sfidarti con i saliscendi del Cammino del Nord? Oppure ti fai il Cammino Inglese dall’inizio alla fine? E che ne dici se dopo Santiago arrivi fino a Finisterre?
Ogni Cammino ha le sue particolarità, e su qualsiasi guida cartacea o sito specializzato sul Cammino trovi tutte le caratteristiche che ti possono essere utili alla scelta: lunghezza, divisione delle tappe, difficoltà, dislivello positivo e negativo dei vari tratti, ma anche frequenza di albergues e affidabilità della segnaletica…
La tua scelta di quale Cammino di Santiago fare dipenderà da diversi fattori, come ad esempio i tuoi gusti personali e i tuoi interessi, il tempo che hai a disposizione, la stagione in cui sei obbligato a partire, la tua condizione fisica. Ricordati che non è indispensabile fare tutto un Cammino dall’inizio alla fine! Puoi scegliere di fare solo gli ultimi 100km (almeno) fino a Santiago, se vuoi ottenere la Compostela. Oppure, puoi decidere di partire dall’inizio e fare solo un pezzo, con la promessa che continuerai fino a Santiago in un altro momento della tua vita.
3. Scegliere periodo e data di partenza/ritorno
Per organizzare il Cammino di Santiago, devi prima di tutto scegliere quando andare. Ciò varia al 99% in base alle tue esigenze e ai tuoi piani lavorativi, suppongo; se puoi scegliere quando andare senza limitazioni, fai una considerazione in base al clima e all’affollamento del Cammino.
In estate (da inizio giugno a metà settembre) i Cammini sono più affollati del solito; ciò vale a maggior ragione per quelli più mediamente frequentati (Cammino Francese, Cammino Portoghese) e per gli ultimi 100km di ogni Cammino fino a Santiago. Questi sono anche i mesi più caldi e umidi; sicuramente la Galizia è vivibile in quasi ogni stagione, ma se soffri molto il caldo eviterei agosto, fossi in te. L’inverno è ottimo per evitare l’affollamento sui sentieri, ma bisogna partire con l’attrezzatura adeguata e consapevoli che si potrebbero trovare niente e temperature piuttosto basse.
Le stagioni solitamente consigliate sono la primavera (aprile-maggio) e l’inizio dell’autunno (metà settembre-ottobre): qui l’affollamento è un po’ più basso – a parte i periodi di festa, come la Pasqua – e il clima è più mite. Troverai probabilmente un po’ di pioggia, ma la pioggia non ha mai ucciso nessun pellegrino!
Una volta scelti stagione e periodo, devi capire quanti giorni stare sul Cammino. Qui, immagino, dipenderà nuovamente dai giorni di ferie che hai a disposizione. Se così non fosse, definisci i giorni di Cammino sulla base del chilometraggio totale che vuoi percorrere, calcolando quanti chilometri vuoi percorrere in media al giorno. Ad esempio, se il tratto di Cammino che vuoi fare tu è lungo 200km e non vuoi camminare più di 20km al giorno di media, dovrai calcolare 10 giorni di cammino (più almeno uno per arrivare al punto di partenza e, se possibile, almeno un altro per vedere Santiago de Compostela, che merita tantissimo).
4. Acquistare voli/mezzi per raggiungere la prima tappa
Una delle pochissime cose da prenotare necessariamente per fare il Cammino di Santiago è il mezzo per arrivare fino al punto di partenza prescelto. Molto probabilmente dovrai acquistare un biglietto aereo, e magari sarai già pronto per iniziare. Noi, ad esempio, abbiamo fatto il Cammino Portoghese partendo da Porto, per cui siamo arrivati direttamente in aereo e non dovevamo fare altro che muoverci dall’aeroporto al centro città con la metropolitana. In altri casi, ad esempio se vuoi partire dall’inizio del Cammino Francese (Saint-Jean-Pied-de-Port) o dai suoi ultimi 100km (Sarria), dall’aeroporto più vicino dovrai prendere un mezzo aggiuntivo, tipo l’autobus o il pullman, per arrivare a destinazione.
Pensa anche a come tornerai a casa una volta arrivato a Santiago! Santiago de Compostela ha un suo aeroporto, ma non sempre ci sono voli diretti verso le città italiane. Da Santiago, però, potresti prendere un treno o un pullman e arrivare all’aeroporto di La Coruña. Noi avevamo il ritorno da Porto: da Santiago abbiamo preso un pullman che, in circa 3.5 ore, ci ha riportato all’aeroporto della città portoghese.
Credo sia necessario prenotare i voli, mentre gli spostamenti in pullman/treno (specialmente quelli del ritorno) puoi acquistarli anche più avanti. Se parti in periodi molto affollati, però, prima prenoti meglio è!
5. Acquistare il primo alloggio
Di solito, si arriva al punto di partenza un determinato giorno, si dorme e poi si inizia a camminare ufficialmente il giorno dopo. Questo avviene perché si tende a iniziare a camminare la mattina presto, così da risparmiarsi qualche ora di sole intenso e da raggiungere la tappa successiva entro il primo pomeriggio, avendo così diverse ore per riposare.
Qualsiasi sia il punto di partenza del Cammino da te scelto, ti consiglio quindi di arrivare il giorno prima dell’inizio “ufficiale” del tuo cammino. E, in questo caso, ti consiglio di prenotare l’alloggio per questa prima sera. Il consiglio vale a maggior ragione se arrivi nel tardo pomeriggio o sera: vorrai essere sicuro di avere un letto e un tetto sopra la testa ancor prima di iniziare a camminare!
E cosa ne è di tutte le notti successive? Ci sono tre opzioni:
- prenoti tutti gli alloggi di tutte le notti prima di partire. È un’opzione valida se parti in altissima stagione per un Cammino molto frequentato, e magari stai via solo per 5/7 giorni. In generale, però, ti sconsiglio questa opzione perché non tutti gli albergues prendono prenotazioni molto in anticipo. Potrebbero dimenticarsi che hai prenotato, perché il sistema di prenotazione di certi posti non è super organizzato. In più, quando cammini potresti ritrovarti a dover cambiare le tappe per qualche imprevisto, oppure a voler condividere la camerata con qualcuno che conosci lungo il percorso.
- prenoti gli alloggi di giorno in giorno (o, al massimo, ogni 2/3 giorni). Così è come abbiamo fatto noi: dovevamo avere sempre un’indirizzo fisso perché per alcuni giorni abbiamo spedito gli zaini (a causa di qualche problema fisico), ma non volevamo neanche prenotare tutto in anticipo. Per cui, solitamente ogni sera cercavamo un alloggio per la tappa del giorno dopo e chiamavamo/scrivevamo per chiedere disponibilità. A volte, abbiamo prenotato di due giorni in due giorni, specialmente da Tui a Santiago che è stato il tragitto più affollato del nostro Cammino. Questa opzione è il giusto mix tra spontaneità e pianificazione.
- non prenoti un bel niente e vai “dove ti porta il cuore”. Soluzione ottima se fai un Cammino poco frequentato o in periodi dell’anno più calmi, ma anche se semplicemente hai voglia di avventura e imprevisto. Questa opzione ti dà la massima libertà di movimento e di decisione, ma ovviamente ti espone al rischio di non trovare nessun letto disponibile nella tappa che hai scelto, e di doverti quindi spostare secondo le disponibilità.
A proposito di acquisti: se vuoi approfondire il tema soldi in Cammino, leggi il mio articolo sui costi del Cammino di Santiago.
6. Leggere e informarsi sul Cammino
L’ultimo punto della sezione “pianificazione teorica e pratica del Cammino” lo dedico a un approfondimento, sicuramente facoltativo ma anche molto interessante!
A tempo perso, infatti, tra le cose da fare prima di partire inserirei la lettura e l’informazione approfondita di temi legati al Cammino di Santiago. Potresti leggere libri, guardare film e documentari, spulciare guide turistiche o siti web, guardare video su YouTube o Storie su Instagram di chi ha fatto il Cammino… Non è un passaggio fondamentale, ovviamente, ma ti aiuta a immergerti nell’atmosfera unica del Cammino ancora prima di partire.
Organizzare il Cammino di Santiago: preparazione fisica e mentale al Cammino
Quello di Santiago è più un cammino del corpo, della mente o dell’anima? Non saprei proprio scegliere: è un mix di cose, un’esperienza che coinvolge tutte le parti di un essere umano. Puoi partire per il Cammino di Santiago totalmente inerme e aperto a quello che ti aspetta con tutte le sorprese del caso, oppure puoi dedicare un po’ di tempo a prepararti fisicamente e mentalmente a questa bellissima impresa. Sì, è un’impresa! Anche se camminerai solo per 4 o 5 giorni, se la prendi dalla giusta prospettiva sarà la tua impresa e nessuno potrà toglierle importanza.
7. Acquistare scarpe, calzini e zaino
La preparazione fisica consiste principalmente nell’allenamento, che è il punto 8 di questa lista su come organizzare il Cammino di Santiago. Ma è inutile allenarsi con un equipaggiamento diverso da quello che porterai sul Cammino!
Quindi, come prima cosa, assicurati di scegliere definitivamente le scarpe e i calzini che userai lungo il Cammino. Come ho raccontato nell’articolo Dolori e vesciche sul Cammino di Santiago: prevenire, curare e stare bene, scarpe e calzini sono fondamentali a prevenire la fatica e tanti altri dolori, primo tra i quali è sicuramente quello delle vesciche ai piedi. Sono oggetti che devi provare prima di partire per il Cammino; non solo per capire per tempo se sono adatti a te e alle tue esigenze, ma anche perché le scarpe devono rodarsi e adattarsi al tuo piede, camminandoci per almeno diverse decine di chilometri prima di iniziare il Cammino vero e proprio.
Assicurati di avere anche lo zaino giusto, quello che porterai con te fino a Santiago! Così, quando ti alleni, avrai tempo per notare se è giusto per te, se va cambiato o se vanno solo modificati alcuni parametri (come la regolazione degli spallacci o la distribuzione del peso).
8. Fare un piano di allenamento e allenarsi
Ed eccoci qua, arriva il momento di allenarsi! L’allenamento è molto importante per chiunque, anche chi ha già camminato in passato o fa dei trekking regolarmente. Va da sé che sia ancora più importante per chi non ha mai fatto queste attività con regolarità, e magari non è fisicamente allenato in generale.
L’ideale sarebbe iniziare ad allenarsi almeno un paio di mesi prima della partenza, ma anche di più nel caso di persone totalmente non allenate. Si prende lo zaino, lo si riempie di oggetti (libri, vestiti o altro) tanto da arrivare al peso che si pensa di portarsi sulle spalle lungo il Cammino, si indossano scarpe e calzini, e si parte!
Puoi allenarti camminando in giro per la tua città o paese ogni sera, dopo il lavoro, per almeno una mezz’ora. Poi, nel weekend, prova a fare qualche giornata di lunghezza e resistenza, comprendo almeno 20-25km al giorno. Possibilmente, nel corso dell’allenamento alterna terreni misti e qualche salita/discesa.
Come al solito, devo dirtela tutta: è fondamentale allenarsi? Diciamo che se lo fai è decisamente meglio, soprattutto per capire per tempo come sono le scarpe e che tipo di fatica ti puoi aspettare. Noi purtroppo, per diversi motivi, non ci siamo allenati praticamente per niente; andiamo in palestra normalmente e camminiamo molto in città, ma non siamo trekker. Pur senza allenamento, abbiamo camminato per più di 400km per Santiago e oltre, seppur con qualche acciacco. Insomma: si può fare senza allenamento… ma se ti alleni secondo me poi stai meglio. 🙂
9. Prepararsi psicologicamente al Cammino
Se fino a ora hai preparato il corpo, forse può valere la pena di preparare anche la mente! Non è fondamentale, specialmente se hai già vissuto esperienze di resistenza sul lungo periodo. Ma se così non fosse e se comunque l’idea del Cammino ti fa (anche) un po’ paura, un po’ di preparazione psicologica non può guastare.
Prepararsi mentalmente e psicologicamente significa prendere coscienza di ciò che probabilmente si dovrà affrontare lungo il Cammino: fatica, dolore, stanchezza, frustrazione, intensità di emozioni, solitudine da un lato o fin troppa condivisione degli spazi dall’altro. Significa anche accogliere l’imprevisto: per quanto tu possa essere preparato, poche cose di quelle che immaginavi accadranno davvero, perché il Cammino ti porta dove vuole lui! Questo fa parte del gioco, meglio accettarlo il prima possibile.
Voglio darti qualche spunto di riflessione pre-partenza:
- accogli la fatica come parte del viaggio: ogni passo è un preludio alla trasformazione e ti porta esattamente dove sei destinato ad andare;
- abbraccia la solitudine: è uno spazio dove puoi ascoltarti senza interferenze;
- sii aperto agli incontri: ogni persona può essere uno specchio di te e, se sei disposto ad ascoltarla, ti può insegnare qualcosa;
- lascia andare il controllo: lascia che il Cammino ti guidi, inutile preoccuparti di quelle cose su cui non puoi in alcun modo intervenire;
- permettiti di emozionarti: ridi, piangi, ricorda, dimentica, perdona, arrabbiati, calmati… tutto ciò che è represso può uscire mentre cammini;
- pratica la gratitudine: di fronte alla mancanza di comodità, puoi essere grato alla strada, alla natura, alle persone, a un letto in camerata, a un panino mangiato lungo il sentiero;
- resta presente: il Cammino è una bolla dove il Qui&Ora si esprime al suo massimo, e ogni passo è già di per sé una destinazione.
Vedrai che ritroverai tutto questo quando sarai sul Cammino! Un’idea carina può essere quella di portare con te un piccolo taccuino – o di utilizzare le note sul telefono – per prendere appunti su pensieri, emozioni e riflessioni che ti passano per la testa. Saranno ricordi preziosissimi!
10. Riflettere sull’obiettivo e l’approccio al cammino
Ci sono persone che affrontano il Cammino di Santiago tanto per. Va benissimo, ci mancherebbe! Ma, secondo me, partire senza una motivazione toglie tantissimo del valore unico che questo Cammino ha. Qualsiasi sia la tua motivazione alla partenza, secondo me vale la pena di rifletterci un attimo.
Sapere perché parti ti servirà come bussola interiore quando sarai sul Cammino. Con i piedi doloranti, le vesciche, le spalle rigide e la gola secca, ricordare perché sei lì ti aiuterà a non mollare nei momenti più difficili. Inoltre, una motivazione concreta ti permetterà di vivere il Cammino in modo più profondo, autentico, coerente ai tuoi valori.
La tua motivazione può essere più “superficiale” (passami il termine): ami camminare, hai bisogno di stare per un po’ di giorni all’aria aperta, vuoi conoscere nuove persone, vuoi visitare la Galizia in modo diverso, vuoi goderti pulpo a la gallega ogni giorno (ti capisco!), vuoi provare a perdere peso o a smettere di fumare… Oppure, potresti voler cercare qualcosa: pace, silenzio, cambiamento, guarigione, libertà, spirtualità, una sfida da superare… Potresti aver bisogno di lasciare andare qualcosa: paure, comfort eccessivo, mania del controllo, morsa delle abitudini, aspettative insoddisfatte, relazioni tossiche, un’identità che ti sta stretta… O ancora, potresti partire nella speranza di trovare qualcosa: un senso, una risposta, una nuova energia, connessioni umane, un te stesso nuovo…
Chiediti cosa cerchi, cosa speri di trovare, cosa vuoi lasciar andare, a cosa sei disposto a rinunciare. Chiediti come vorresti che il Cammino ti cambiasse, e cosa desidereresti portare a casa con te nella vita di tutti i giorni. Potresti anche scrivere queste motivazioni, magari in forma di lettera a te stesso, da leggere una volta arrivato a Santiago come incoraggiamento o dichiarazione d’intenti.
Organizzare il Cammino di Santiago: preparazione di equipaggiamento e documenti
È tempo di fare sul serio! La partenza si avvicina e, a questo punto, organizzare il Cammino di Santiago significa preparare tutto l’occorrente per partire senza ansie, con uno zaino che sia leggero e pratico al tempo stesso.
11. Acquistare o preparare tutto l’occorrente
Hai già zaino, scarpe e calzini da trekking, che sono le cose fondamentali per iniziare ad allenarsi prima del Cammino. Ora è tempo di preparare tutto il resto dell’occorrente da mettere nello zaino.
Fai una lista scritta di tutto ciò che ti serve, così ti assicuri di non dimenticare niente; puoi fare affidamento anche a tutti gli approfondimenti e alla checklist che trovi nel mio articolo sullo Zaino per il Cammino di Santiago. Se c’è qualcosa che ti manca, acquistalo per tempo; i negozi più facili su cui trovare ciò che ti serve sono i soliti Decathlon o Amazon, che offrono solitamente un buon rapporto qualità/prezzo.
12. Preparare lo zaino
Pensi che, una volta che hai tutto l’occorrente steso sul letto, riempire lo zaino sia un gioco da ragazzi? Beh, non sottovalutare questo compito!
Dovrai fare in modo che tutto entri alla perfezione nello zaino, ogni cosa nel giusto scomparto (fai riferimento sempre all’articolo qui sopra per capire come sistemare le cose nello zaino al meglio). Se hai troppe cose in termini di volume, dovrai necessariamente togliere qualcosa di non essenziale. Se una volta chiuso lo zaino pesa troppo, dovrai necessariamente togliere qualcosa di non essenziale. Probabilmente dovrai svuotare e riempire lo zaino un paio di volte prima di trovare la combinazione ideale, ma con un po’ di pazienza si riesce e tutto andrà al proprio posto!
13. Scaricare le app utili (e altre cose tecnologiche)
Alcune app, come Buen Camino o Camino Ninja, saranno le tue guide digitali lungo il Cammino. Ti serviranno ad esempio per trovare gli albergues dove dormire, i luoghi dove mangiare lungo la strada, la suddivisione delle tappe, il chilometraggio, i dislivelli… saranno la tua mappa e potranno salvarti nei momenti di stanchezza elevata. Il loro uso è piuttosto semplice e intuitivo, ma meglio avere già un’idea di come funzionano, così poi sul Cammino le potrai usare in modo più pratico. Per cui, inizia a scaricarle e a prenderci confidenza!
Altre app che ti possono venire utili:
- Maps.me (o le mappe offline di Google Maps) per avere delle mappe offline a disposizione in caso di non copertura telefonica;
- Fontanelle, per trovare le fontane di acqua potabile più vicine a te.
- Booking.com, per prenotare ostelli o hotel in modo facile e diretto;
- GoogleTraduttore, se non capisci un’acca di spagnolo e hai paura di non riuscire a comunicare in nessun altro modo;
- la tua app di home banking.
Dal punto di vista “tecnologia”, altre cose non essenziali ma che ti consiglio di fare sono assicurarti che la tua compagnia telefonica preveda una sostanziale quantità di giga in Spagna, e fare un backup dei documenti fondamentali.
14. Preparare i documenti utili
Una delle cose belle di organizzare il Cammino di Santiago è che non servono particolari documenti prima di partire, a maggior ragione perché siamo in Comunità Europea e non ci dobbiamo preoccupare troppo. Ci sono però alcune cose essenziali a cui, secondo me, dovresti rivolgere un pensiero.
Questi sono i documenti che mi porterei dietro:
- carta d’identità valida;
- tessera sanitaria europea;
- copia cartacea e digitale dei documenti, in caso di smarrimento dell’originale;
- anche se non è obbligatoria, ti consiglio di stipulare un’assicurazione di viaggio che ti copra da eventuali imprevisti (infortuni, annullamento del viaggio, forti ritardi del volo, ecc.). Io mi trovo bene con Heymondo, seguendo questo link* puoi approfittare del 10% di sconto.
Un altro “documento” essenziale sarà la Credenziale del Pellegrino. Questo cartoncino è il “passaporto” ufficiale di chiunque cammini a Santiago: apponendoci sopra i vari timbri incontrati lungo il Cammino, una volta arrivato a Santiago potrai richiedere e ottenere la Compostela. Inoltre, la Credenziale ti permette di dormire negli albergues e approfittare dei menù riservati ai pellegrini. Puoi acquistare la Credenziale al costo di 2€ quando arrivi al punto di partenza del Cammino – la trovi in vendita nella chiesa del paese o negli albergue dei pellegrini, informati prima per sicurezza. Se però vuoi essere sicuro di averla, puoi richiederla già da casa; in Italia se ne occupa la Confraternita di San Jacopo di Compostella a Perugia, e qui trovi il modulo di richiesta online.
Infine, nella sezione “documenti utili” è importante anche la questione denaro. Porta con te una carta di credito/debito/prepagata, possibilmente dei circuiti Mastercard o Visa che sono quelli più universalmente accettati. Assicurati però di avere anche dei contanti (fai in modo di avere circa 20€ per ogni giorno di cammino), perché in alcuni albergues – specialmente quelli a offerta libera – o nelle caffetterie o chioschi più sperduti potrebbero non accettare il pagamento con carta.
15. Preparare la casa alla tua assenza (specialmente se prolungata)
Preparare la casa alla tua assenza ti permette di partire sereno e più concentrato sull’esperienza del Cammino, senza preoccupazioni o quel pensiero di aver lasciato qualcosa in sospeso. Questo vale a maggior ragione se la casa resterà vuota (se non ci abita nessun altro) e se starai in Cammino per diverse settimane.
In casa, svuota il frigorifero e/o congela i cibi deperibili; stacca gli elettrodomestici e le prese che possono essere staccate; chiudi acqua e gas. Lascia una chiave di riserva a una persona fidata, che possa entrare in casa per le emergenze e anche per occuparsi delle piante in caso tu ne abbia; potresti anche autorizzare questa persona a ritirare la posta ed eventuali pacchi in arrivo. Se hai degli animali domestici, dovrai ovviamente assicurarti che abbiano tutte le cure possibili in tua assenza.
Controlla se hai bollette, assicurazioni, tasse o altri pagamenti in scadenza. Se così fosse, occupati del pagamento in anticipo, oppure attiva dei pagamenti automatici. Inoltre, se starai via a lungo, potresti pensare di sospendere temporaneamente degli abbonamenti che resterebbero inutilizzati (palestra, servizi streaming…).
Occupati dei tuoi impegni lavorativi e personali: avvisa clienti, colleghi e collaboratori con largo anticipo, imposta una risposta automatica via email, delega eventuali attività a una persona di fiducia, chiudi o rimanda appuntamenti di lavoro o personali importanti. Per coinvolgere le tue persone care nel tuo Cammino e anche per una questione di sicurezza, informale sul tuo itinerario generale e sulla durata del viaggio; lascia dei contatti di emergenza (ad esempio, di un albergue dove sai che dormirai o di una persona che viaggia con te). I contatti di emergenza e comunicazione sono ancora più importanti se scegli, per motivi spirituali e personali, di viaggiare senza telefono o col telefono spento o con altre limitazioni alla comunicazione digitale.
Adesso hai tutto ciò che ti serve per capire come organizzare il Cammino di Santiago e quali sono le cose importanti da fare prima di partire. Sei pronto, il Cammino ti aspetta! Ti senti più tranquillo a partire ora? Ci sono altre cose che ritieni indispensabili da fare prima della partenza? Raccontamelo con un commento! 🙂

















