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Weekend a Napoli

Cosa ne dici di un bel weekend a Napoli? In questo articolo ti racconto il mio itinerario a piedi e tutte le stupende attrazioni che puoi visitare in circa due giorni di viaggio.


L’ultima volta che sono stata a Napoli è stato per una questione lavorativa, ma ho pensato di restarci un paio di giorni in più per visitarla. D’altronde, non ci tornavo da tantissimi anni e mi incuriosiva moltissimo: è così che è nato il mio weekend a Napoli.

Spulciando online come faccio sempre per cercare qualche informazione prima di un viaggio, ero partita con l’idea di vedere la maggior parte delle 10 cose elencate in questo post del magazine di Expedia Explore; alla fine non le ho viste tutte, ma mi sono rifatta con tante altre stupende attrazioni.


ATTENZIONE: in questo itinerario ti fornirò solo brevi descrizioni delle tappe. Se vuoi approfondire leggendo di più su storia e curiosità, ma anche scoprire informazioni utili come orari e prezzi, leggi il mio articolo:


Weekend a Napoli: il mio itinerario a piedi

Napoli è una città che offre al visitatore molti volti di cui innamorarsi. Due giorni sono davvero pochi per godersi la città e tutte le sue attrazioni: ne servirebbero almeno il doppio. Visto il tempo ridotto, infatti, mi sono limitata al centro cittadino e non ho potuto dedicarmi a molte visite a musei o a interni in generale (a parte alcune chiese): questo mi sembra davvero un ottimo motivo per tornare!

Ma nel frattempo, se anche tu puoi visitare la città partenopea solo per poco… cosa vedere a Napoli in due giorni? Questo itinerario tra le icone delle città potrebbe interessarti. È un itinerario da seguire rigorosamente a piedi, seguendo il profilo di piazze, vicoli e scalinate.

Qui sotto puoi vedere la mappa del mio itinerario. Puoi seguirlo alla lettera, oppure prendere spunto per itinerari più lunghi o più brevi, anche sulla base delle cose che ti piace di più visitare di solito.

Ricorda che puoi anche visitare il centro di Napoli con dei tour. Ad esempio, questo free tour di Napoli*, oppure questo tour delle attrazioni must della città*.

MAPPA DEL GIORNO 1

MAPPA DEL GIORNO 2

Adesso ti accompagno in questo weekend a Napoli tappa per tappa, per capire meglio cosa vedere a Napoli in due giorni. Alla fine del post, troverai anche qualche consiglio su come trascorrere un eventuale viaggio a Napoli di tre giorni.

Weekend a Napoli: giorno 1

Supponendo di arrivare con il treno, iniziamo questo weekend a Napoli a partire dalla Stazione Centrale e tuffandoci direttamente nell’anima della città.

Tappe:

  • Duomo di Napoli
  • Via San Gregorio Armeno
  • Spaccanapoli e le sue bellezze
  • Museo Cappella Sansevero (Cristo Velato)
  • Complesso Monumentale di Santa Chiara
  • Chiesa del Gesù Nuovo
  • Piazza Dante

Totale a piedi: circa 3 chilometri

Una passeggiata di circa 15 minuti ti porta dalla Stazione Centrale al Duomo di Napoli. Cammina lungo corso Umberto I, via Forcella (che poi diventa via Vicaria Vecchia) e via Duomo. Su via Vicaria Vecchia, poco prima di svoltare in via Duomo, ammira il murale San Gennaro dell’artista locale Jorit Agoch.

Duomo di Napoli

Iniziamo questo weekend di Napoli alla grandissima, visitando subito il suo Duomo: la Cattedrale Metropolitana di Santa Maria Assunta. È il principale luogo di culto di Napoli e, nonostante la sua posizione un po’ sacrificata, colpisce subito con la sua bianca facciata. Ma è al suo interno che stupisce davvero, con quel suo mix impressionante di gotico, barocco e neo-gotico.

Anche se non volessi soffermarti troppo, ti consiglio almeno di prendere la navata di destra e di ammirare la Reale Cappella del Tesoro di San Gennaro. Tra tutte le sue bellezze, la cappella ospita il busto reliquiario di San Gennaro, del XIV secolo. È proprio qui che, tre volte all’anno, avviene il rito dello scioglimento del sangue di San Gennaro. Puoi visitare la Reale Cappella anche con visita guidata*.

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Nelle immediate vicinanze del Duomo trovi altre bellezze: la Basilica di Santa Restituta, l’obelisco dedicato a San Gennaro, il museo Pio Monte della Misericordia. Altrimenti, imbocca la celebre via dei Tribunali.

Via dei Tribunali e le sue attrazioni

Conosciuta anche come Decumano Maggiore, via dei Tribunali è una delle principali arterie del centro storico e dell’antico piano urbano della città. Puoi passeggiare sulla via per il tempo che preferisci, soffermandoti ad ammirare e fotografare i suoi scorci più belli. Tra le attrazioni da visitare lungo la via e i suoi immediati dintorni, troviamo (proseguendo da est verso ovest):

  • Chiesa dei Girolamini.

Non particolarmente conosciuta, questa chiesa e l’annesso convento formano, in realtà, uno dei complessi monumentali più importanti della città. Costruita alla fine del XVI secolo in stile barocco, la chiesa presenta raffinatissime decorazioni in oro, madreperla e marmo, così come numerosi dipinti di scuola napoletana e altre scuole italiane. Il complesso ospita anche la più antica biblioteca di Napoli (e seconda in Italia dopo quella di Cesena).

  • Basilica di San Paolo Maggiore

Di nuovo un edificio religioso, questa volta una basilica, costruita in stile barocco agli inizi del XVII secolo. La particolarità di questa basilica è il fatto di essere stata costruita sui resti dell’antico tempio dei Dioscuri, di origine romana. Di quel tempo, guardando la facciata si possono ancora ammirare due colonne corinzie con i relativi architravi.

Chiesa di San Paolo Maggiore
  • Napoli Sotterranea

Pochi passi dietro alla Basilica di San Paolo Maggiore si trova uno degli accessi al complesso di Napoli Sotterranea. Forse non avrai tempo di visitarlo in un solo weekend a Napoli ma, se puoi, dedicagli un po’ di tempo perché si tratta davvero di una delle attrazioni più peculiari della città. In pratica, si ha la possibilità di effettuare una visita guidata al sorprendente sottosuolo di Napoli, dove gallerie, cunicoli, acquedotti e spazi polifunzionali sono stati scavati nel corso della storia (dai secoli prima di Cristo fino a dopo la Seconda Guerra Mondiale!). È il paradiso per gli amanti dell’archeologia, ma è una visita molto curiosa per chiunque. È anche possibile visitare Napoli Sotterranea con una guida*.

  • Basilica di San Lorenzo Maggiore

Tornando su piazza San Gaetano, si incontra ora questa basilica che, nonostante l’aspetto non particolarmente maestoso, è una delle più amate dalla gente del posto. Questa volta abbiamo una chiesa un po’ più antica, in stile gotico-barocco. La chiesa fa parte del complesso museale che si sviluppa nell’attiguo convento, con il suo caratteristico chiostro. Sotto alle fondamenta si possono anche visitare i resti archeologici di un antico foro romano*.

  • Complesso Museale Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco

Una splendida chiesa barocca risalente al XVII secolo, con delle sale museali e una chiesa ipogea da visitare.

Da piazza San Gaetano, dove si trova la Basilica di San Lorenzo Maggiore, imbocca via San Gregorio Armeno.

Via San Gregorio Armeno

In questa via, è sempre Natale. Ma è un Natale davvero fuori dal comune: quello espresso dall’antica arte presepiale di Napoli. Lungo questa famosa via, infatti, si susseguono botteghe più o meno artigianali che vendono statuette da presepe di tutti i tipi. Non solo quelle più tradizionali, ma anche personaggi del folklore, della politica, dello sport e dello spettacolo nazionale e internazionale! Camminare lungo via San Gregorio Armeno è come fare un salto in un mondo davvero unico.

Attenzione, perché tra queste botteghe un po’ strane rischi di perderci ore! Ma va bene così, la giornata è lunga. Tra una statuetta di Maradona e un presepe artigianale in sughero, fermati anche a dare un’occhiata alla ultra-barocca Chiesa di San Gregorio Armeno e Santa Patrizia.

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Terminata via San Gregorio Armeno, sbucherai direttamente in via San Biagio dei Librai. Inizia a percorrerla svoltando verso destra.

Spaccanapoli e le sue attrazioni

In questa prima giornata di weekend a Napoli non può mancare un altro dei simboli indiscussi della città: Spaccanapoli. La via si chiama così perché, correndo dritta dritta, sembra proprio tagliare la città in due da nord-est a sud-ovest. Prenditi tutto il tempo che ti serve per passeggiare lungo la via, con i suoi angoli davvero caratteristici, ma anche per perderti tra i più particolari vicoli che si aprono a destra e a sinistra. Partendo da est, ecco alcune delle attrazioni su cui ti consiglio di soffermarti (ricorda che puoi anche visitare Spaccanapoli con un tour dedicato*).

  • Chiesa di Sant’Angelo a Nilo

In piazzetta Nilo, che si apre su Spaccanapoli, troverai questa chiesa barocca dell’inizio del XVIII secolo. È molto meno barocca di altre, con interni piuttosto sobri, ma ti consiglio di entrare per una sua particolarità. Qui, infatti, si trovano molti sepolcri della famiglia Brancaccio, una delle più influenti famiglie nobili di Napoli. Il sepolcro del cardinale Rainaldo Brancaccio è opera di Donatello e Michelozzo.

Una piccola curiosità poco sacra e molto profana (che poi, dipende dai punti di vista…). Vicino a questa chiesa si trova il piccolo Bar Nilo, dove potrai fotografare un piccolo altare dedicato a Maradona, con tanto di reliquia: un capello del “santo”! Se ti interessa approfondire la figura di Maradona e la sua stretta connessione con la città di Napoli, esiste un tour dedicato*.

  • Chiesa di San Domenico Maggiore

Poco dopo la chiesa appena visitata, sulla tua destra si aprirà piazza San Domenico Maggiore, riconoscibile grazie al suo imponente Obelisco di San Domenico. Sulla piazza si affaccia la Basilica di San Domenico Maggiore. Fu costruita tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo secondo il volere di Carlo II d’Angiò, diventando presto la chiesa della nobiltà aragonese e casa dei domenicani a Napoli. Insieme al suo convento, è un altro importantissimo complesso museale della città, uno dei più grandi, con un’influenza storica e artistica davvero degna di nota. Ad esempio, qui insegnò Tomasso d’Aquino, la cui cella è ancora visitabile, e studiarono filosofo del calibro di Giordano Bruno e Tommaso Campanella.

Chiesa di San Domenico Maggiore
  • Museo Cappella Sansevero

A due passi dalla basilica e da Spaccanapoli, in via Francesco de Sanctis, si trova un altro simbolo di Napoli e una tappa imprescindibile di questo weekend a Napoli: il Museo Cappella Sansevero con il suo celebre Cristo Velato. Chiesa sconsacrata e oggi museo, questa cappella barocca del XVI secolo fa parte del palazzo della famiglia Sansevero e ospita opere d’arte davvero straordinarie, come la Pudicizia di Antonio Corradini o il Disinganno di Francesco Queirolo. Altrettanto stupefacenti sono le “macchine anatomiche”, due corpi scarnificati che permettono di osservare da vicino l’apparato circolatorio umano. Ma, senza dubbio, l’opera più eccelsa della cappella è il Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino; il velo di marmo che sembra adagiarsi impalpabile sul corpo di Cristo lascia davvero senza fiato.

  • Palazzo Venezia

Ritornando su Spaccanapoli e proseguendo per un po’ verso sud-ovest, si raggiunge palazzo Venezia, solo uno dei tantissimi meravigliosi edifici civili che adornano la via. Questo palazzo neoclassico, risalente al XV secolo, è l’emblema dei rapporti economici e commerciali che il Regno di Napoli e la Repubblica di Venezia hanno intessuto per secoli. Mi soffermo su questo palazzo e non su altri perché qui si trovano un carinissimo bar e un giardino pensile davvero delizioso. Affacciata sul giardino c’è anche la Casina Pompeiana, dalla facciata caratteristica e colorata.

Palazzo Venezia

Alla fine di via Benedetto Croce, l’ultimo tratto di Spaccanapoli, ti troverai di fronte a due delle principali attrazioni di questo weekend a Napoli. Sono la Chiesa del Gesù Nuovo e il complesso monumentale di Santa Chiara.

Complesso Monumentale di Santa Chiara

Nonostante si affacci su Spaccanapoli, ho deciso di inserire questo luogo come una delle tappe principali di questo weekend a Napoli, perché lo merita davvero. Anche se hai poco tempo, infatti, ti consiglio di dedicare almeno un’oretta a questa chiesa ma, soprattutto, al suo inconfondibile chiostro maiolicato. Specialmente nelle giornate di sole, è un vero incanto per gli occhi.

La chiesa fu costruita in stile gotico-angioino agli inizi del XIV secolo e ha un aspetto piuttosto austero ma maestoso. Nella visita sono compresi anche il Museo dell’Opera – nel cui coro delle monache si possono ammirare alcuni affreschi di Giotto –, gli scavi archeologici e i quattro chiostri del monastero.

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Chiesa del Gesù Nuovo

Anche in questo caso ci troviamo ancora su Spaccanapoli, nella sua estremità sud-occidentale. Ma la Chiesa del Gesù Nuovo è stata per me una delle cose più belle in assoluto viste in questo weekend a Napoli, per cui la cito a parte. La sua facciata grigia e bugnata, piuttosto insolita per una chiesa, non lascia presagire il tripudio di barocco che ti aspetta all’interno!

Costruita alla fine del 1500 sulle fondamenta di Palazzo Sanseverino e terminata un paio di secoli dopo, la chiesa ospita infatti una gran quantità di capolavori di pittura e scultura barocca, per mano di alcuni dei più importanti artisti della scuola napoletana. La grande cupola affrescata, così come tutte le varie cappelle ai lati delle navate, sono una continua scoperta. In una di esse si trovano i resti di Giuseppe Moscati, un medico che visse a Napoli a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo. Si distinse per il sostegno medico e umano che offrì ai malati della città per tutta la sua vita, tanto che fu canonizzato nel 1987.

Chiesa del Gesù Nuovo

Alla fine di Spaccanapoli, svolta a destra in via Toledo e raggiungi piazza Dante.

Piazza Dante

Concludiamo questo primo giorno del weekend a Napoli in piazza Dante, una delle piazze più importanti del centro storico cittadino. Qui un tempo si teneva un mercato e si trovavano le più grandi cisterne di olio e grano della città. Il suo aspetto attuale risale al Settecento, mentre a un secolo dopo risale l’intitolazione al Sommo Poeta, celebrato anche con la grande statua centrale realizzata dagli scultori Tito Angelini e Tommaso Solari jr.

Questo è un buon posto per riposarsi un po’, godersi un aperitivo e partire alla ricerca di un buon ristorante dove mangiare. Ci vediamo domani, ripartiamo da qui!

Piazza Dante

Weekend a Napoli: giorno 2

Eccoci al nostro secondo giorno di questo weekend a Napoli. Oggi ci lasciamo alle spalle la zona di Spaccanapoli e dintorni, e procediamo verso sud: verso il mare. Questa giornata è un bel mix di quartieri popolari, possenti castelli ed eleganti viali.

Tappe:

  • Cimitero delle Fontanelle
  • Via Toledo
  • Quartieri Spagnoli
  • Galleria Umberto I
  • Castel Nuovo
  • Teatro di San Carlo
  • Piazza del Plebiscito
  • Castel dell’Ovo e lungomare

Totale a piedi: circa 7 chilometri (oppure 3.5 chilometri senza la visita al Cimitero delle Fontanelle)

Partendo da piazza Dante dove ci siamo lasciati ieri, puoi camminare un po’ meno di due chilometri lungo i rioni Sanità e Materdei per andare a visitare il peculiarissimo Cimitero delle Fontanelle. Se la strada ti sembra troppa, dalla stazione della metropolitana Dante puoi prendere la L1 che ti porterà alla stazione Materdei in 5 minuti. Da lì, sono solo 10 minuti a piedi per il Cimitero. Altrimenti, puoi restare nella zona centrale di Napoli e riservare la visita al Cimitero per un eventuale terzo giorno di viaggio.

Cimitero delle Fontanelle

Visitare il Cimitero delle Fontanelle significa uscire dalle vie del centro storico e tuffarsi in quartieri più popolari, ricchi di storia, tradizioni e street art. Ma, soprattutto, significa addentrarsi in un luogo davvero unico al mondo, capace di suscitare emozioni forti. È un luogo surreale, degno di attenzione, rispetto e consapevolezza.

In questa zona di Napoli si trovano diverse cave di tufo; a partire dal 1656, una di esse iniziò a essere utilizzata per conservare ossa e teschi delle tante vittime della peste. Si continuò a fare lo stesso fino all’epidemia di colera del 1836.

Oggi, si stima che nella grotta ci siano circa 40.000 resti. Essi sono disposti in maniera precisa e ordinata, circondanti da altarini, coroncine di fiori e piccoli oggetti di tutti i tipi. A questo cimitero è legata una tradizione antica e molto particolare: il rito delle “anime pezzentelle”. Facendo una piccola offerta a un teschio (“capuzzella”), lo si adotta e ci si prende cura di lui in cambio di protezione per la propria anima abbandonata (“pezzentella”).

Cimitero delle Fontanelle

Ritorna a piedi verso la zona di piazza Dante e continua a camminare in linea retta verso via Toledo. Se torni in metropolitana, scendi direttamente alla fermata Toledo e soffermati ad ammirare questa particolarissima stazione.

Via Toledo

Risalente all’inizio del XVI secolo, via Toledo è una delle arterie principali della città. Dove ieri passeggiavano Stendhal e Leopardi, oggi turisti e residenti si ritrovano per godersi questo bel viale pedonale, lungo poco piiù di un chilometro, su cui si affacciano meravigliosi edifici appartenenti a epoche. stili diversi. Naturalmente, non mancano negozi di tutti i tipi e decine e decine di locali dove assaggiare dell’ottimo street food napoletano (qui, ad esempio, ho mangiato delle sfogliatelle ricce da svenimento!). Tra i tanti locali, il più storico e conosciuto è sicuramente il Gran Caffè Gambrinus, situato proprio all’estremità sud della via. Decorato con meravigliosi stucchi in stile Liberty e scintillanti lampadari, è considerato tra i 10 caffè più belli d’Italia e ospita opere niente meno che di Gabriele D’Annunzio e Filippo Tommaso Marinetti. Pare che la tradizione del caffè sospeso sia nata proprio qui!

Un’altra attrazione imperdibile di via Toledo, e di sicuro una delle più originali di questo weekend a Napoli, è la stazione metropolitana Toledo. Progettata dall’architetto spagnolo Óscar Tusquets e terminata nel 2012, è da molti considerata la più bella stazione metropolitana d’Europa. Con i suoi mosaici blu e ocra e le sue particolari linee ondulate, ti sembrerà di esserti catapultato in un mondo a parte!

Il reticolo di vie che si sviluppa a ovest di via Toledo è la zona dei Quartieri Spagnoli. Tuffatici dentro imboccando uno dei tanti vicoli che si aprono alla destra di via Toledo (se la percorri da nord verso sud).

Quartieri Spagnoli

Dici “quartieri spagnoli” e lo stereotipo di zona malfamata e decadente si affaccia subito alla mente. Questa zona può essere in parte così agli occhi del turista, ma io non mi farei spaventare perché è anche una zona molto autentica, con i panni stesi ad asciugare, i piccoli negozi di ortofrutta, i ragazzini che giocano a pallone, i motorini che sfrecciano via. Tra palazzi non propriamente nuovi e strade un po’ sconnesse, si trovano piccoli angoli da scoprire e, soprattutto, una street art davvero impressionante (che, volendo, puoi anche scoprire con un tour dedicato*). In via Emanuele De Deo, ad esempio, si trovano diverse opere, tra cui l’ormai celebre Maradona di Mario Filardi.

Quartieri Spagnoli

Torna su via Toledo e percorrila sin quasi fino in fondo, verso sud. A un certo punto, sulla tua sinistra si aprirà la Galleria Umberto I.

Galleria Umberto I

Rispetto ai Quartieri Spagnoli, si cambia decisamente registro: la Galleria Umberto I è un elegante spazio commerciale con i palazzi dalle facciate Liberty e gli stucchi che si diramano sotto ai possenti soffitti a volta in vetro. La galleria fu voluta nel 1897 come omaggio al re Umberto I e anche per risanate una zona un po’ malfamata e poco salubre. Oggi è un simbolo di eleganza e raffinatezza a Napoli, dove sentirsi reali per un attimo. Io l’ho visitata di prima mattina, quando era deserta e una luce chiara filtrava dai soffitti in vetro: una vera meraviglia.

Galleria Umberto I

Esci dalla galleria su via Santa Brigida e percorrila verso est, fino ad ammirare il castello di fronte a te.

Castel Nuovo (Maschio Angioino)

Uno dei simboli di Napoli, questo castello medievale/rinascimentale è più comunemente noto come Maschio Angioino ed è un luogo molto suggestivo. Al suo interno ospita oggi il Museo Civico ma, anche se non hai abbastanza tempo per visitarlo, ti consiglio di raggiungere il castello per vederlo almeno da fuori, o per entrare solo nel suo cortile interno.

Il castello fu voluto da Carlo I d’Angiò nella seconda metà del 1200. Da sempre residenza reale e fortezza, servì anche come centro di cultura da cui passarono tantissimi artisti e letterati

Castel Nuovo

Percorri via San Carlo, passando di fronte all’omonimo teatro, fino a incontrare piazza del Plebiscito.

Piazza del Plebiscito e Palazzo Reale

È davvero difficile trascorrere un weekend a Napoli senza passare almeno una volta da un altro dei suoi simboli: piazza del Blebiscito, una delle piazze più grandi non solo della città, ma dell’Italia intera. La piazza è facilmente riconoscibile per lo stupendo porticato curvo della Basilica Reale Pontificia di San Francesco di Paola. Questa chiesa è costruita su pianta rotonda e vale la pena di una piccola visita ai suoi interni. Restando fuori, però, altri due elementi su cui è impossibile non posare gli occhi sono le due grandi statue equestri, realizzate da Canova e raffiguranti i re Carlo III di Borbone e suo figlio Ferdinando I.

L’altro lato della piazza è occupato dalla grande e possente facciata del Palazzo Reale, costruito in stile rinascimentale a partire dal 1600. In questo palazzo, che oggi può essere visitato insieme ai suoi splendidi giardini, i sovrano borbonici hanno vissuto più o meno ininterrottamente dal 1734 al 1861.

Piazza del Plebiscito

Spostati ancora più verso sud lungo via Cesario Console, costeggiando i Giardini del Molosiglio. Troverai il mare davanti a te: gira a destra e incamminati verso il castello.

Castel dell’Ovo

Via Nazario Sauro è un bel percorso da fare a piedi, con la città che si estende da una parte e il mare, al cui richiamo è impossibile resistere, dall’altra. Fermati nella Rotonda per scattare una foto alla statua di Umberto I e per goderti il magnifico paesaggio marittimo, con le barchette ormeggiate e l’inconfondibile profilo del Vesuvio a fare da sfondo. Procedi fino alla bella Fontana del Gigante e, a quel punto, mancheranno solo pochi passi fino a Castel dell’Ovo.

Situata sull’isolotto di Megaride, questa imponente struttura è una delle più suggestive di Napoli. L’aspetto attuale è dovuto ai periodi angioino e aragonese, ma le sue origini risalgono ai temi dell’Antica Roma. Qui, infatti, nel I secolo a.C. si trovava la villa privata di un politico romano; nel corso del tempo, invece, il castello è stato anche convento, fortificazione e prigione di Stato.

Castel dell'Ovo

Il nostro itinerario di un weekend a Napoli è terminato! Puoi continuare a passeggiare sul lungomare oppure tornare verso il cuore pulsante del centro di Napoli per le tue ultime visite in città.


Ti è piaciuto questo itinerario per un weekend a Napoli? Tu cosa inseriresti nell’itinerario di Napoli in due giorni o più? Raccontamelo con un commento!



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